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BACOLI – Gli evasori non pagano, ma le tasse aumentano per gli onesti

 

Ecco il primo tangibile deleterio effetto della dichiarazione di dissesto del nostro comune, che si riflette sulla vita e sulle tasche dei Bacolesi: ritorna la TASI, la Tassa sui Servizi Indivisibili.

Infatti, purtroppo, ai Comuni che hanno dichiarato il dissesto, come ha fatto il 12 giugno 2018 il Commissario Prefettizio di Bacoli, dando seguito alla delibera di “dissesto” approvata (poco prima della ritirata e del dissolvimento) dall’amministrazione PD, è permesso di aumentare le tasse locali.

Questo è uno dei motivi per cui ci siamo battuti con tutte le nostre forze perché Bacoli non fallisse, non soltanto quando toccava a noi l’onore e la responsabilità di governare, ma anche quando la giunta Picone ci ha chiesto aiuto. Avremmo potuto rifiutarglielo, perché toccava a loro amministrare, ma per noi gli interessi dalla nostra Comunità vengono prima, sono prioritari rispetto a posizioni di parte. E così abbiamo collaborato responsabilmente, ma invano, perché poi giunta e maggioranza hanno dato forfait e hanno preferito ritornare a casa.

Temiamo, come abbiamo più volte ampiamente dettagliato, che dal dissesto possano derivare conseguenze ancora più gravi per la nostra Città, ma speriamo, soltanto perché la speranza è l’ultima a morire, di essere smentiti dai fatti.

E così, il Comune di Bacoli farà pagare uno 0,8 permille in più, come ben specificato nella Delibera del Commissario Straordinario n. 96 del 21/11/2018, ai già tartassati negozi, uffici, capannoni, alberghi, pensioni, ristoranti, cinema, teatri, case di cura ecc. (Categorie Catastali D), come a dire: chi produce deve essere penalizzato (così si scoraggia il lavoro e i giovani devono sempre più essere costretti ad andare via), nonché ai fortunati possessori di seconde case, ai proprietari di aree fabbricabili, ai proprietari di “prime case” di tipo signorile (cat. Catastale A1), ville (A8) e castelli (A9), agli immobili I.A.C.P., a chi ha dato la propria casa in comodato d’uso a parenti (con uno sconto del 50%) e a chi l’ha data a fitto concordato (sconto 25%).

Si sale poi all’1 per mille per i fabbricati rurali dove si svolge attività produttiva, per giungere al 3,3 permille per i costruttori che stanno tentando di vendere le case che hanno edificato.

Per le abitazioni principali di tipo signorile-A1, ville-A8 e castelli-A9, e per gli I.A.C.P., inoltre l’IMU viene aumentata dal 4,6 al 6 permille.

Fortunatamente non è stato possibile alcun aumento sugli immobili adibiti ad abitazione principale che non siano di lusso (cioè NON di categoria catastale A1, A8 e A9), perché questi immobili sono per legge dal 2016 esclusi dall’IMU e dalla TASI.

L’unico rimedio al problema reale, quello per cui moltissimi onesti cittadini sono costretti a pagare di più, problema che è stato la causa principale del fallimento del nostro Comune, è semplice da definire, ma difficile da attuare, almeno fino a quando ci saranno complicità e amministrazioni distratte: “Tutti devono pagare, per pagare di meno Tutti”. I privilegi devono scomparire.

Questo è quanto anche stabilito dall’ articolo 53 della nostra splendida, ma spesso disapplicata Costituzione, che testualmente dice: “Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacita` contributiva.”

Questo ancor di più tenendo in conto che, per la maggior parte, chi evade, elude o semplicemente non paga le tasse, non sono i cittadini meno ricchi, quelli che hanno difficoltà a gestire le propie attività o a far bastare lo stipendio, pur lavorando e sacrificandosi quotadianamente, sperando e lottando per un futuro migliore per loro stessi, ma ancor di più per i propri figli, bensì i ricchi, quelli che hanno attività fiorenti, che potrebbero e dovrebbero pagare, perché non hanno problemi.

Deve essere ben chiaro a tutti che chi non paga, pur potendolo fare, non è un furbo, una persona da ammirare e da tenere come esempio, bensì una persona che mette letteralmente le mani nelle tasche degli altri, degli onesti che, a causa di questo loro comportamento, ne pagano le conseguenze.

La giustizia e l’equità, anche fiscale, sono stati da sempre uno dei nostri obbiettivi prioritari; per questo ci siamo sempre impegnati e continueremo sempre ad impegnarci per la nostra splendida, ma spesso maltrattata Bacoli

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