Ticket, doppia beffa per i bacolesi. Sapete quanto ci costerà? 368.000 € (solo per realizzarlo)

Oramai è diventata un’agonia, senza tregua. Il ticket per il mare, che secondo quanto ufficialmente approvato dalla giunta Picone dovrà partire già da questa estate, non solo sarà pagato anche dai residenti ma, leggendo il  PUT (anche esso già approvato dall’esecutivo) avrà anche costi molto ingenti per la popolazione.

Carte alla mano, una cifra pari ad almeno 368.000 euro per realizzare rotonde e sistemi di telecamere e parchimetri finalizzati esclusivamente per introdurre la tassa estiva.

Somma che sarà anticipata dal bilancio comunale senza la certezza di essere coperta successivamente. Difatti, secondo quanto evincibile da comunicati online, privi di alcuna valenza ufficiale ed istituzionale, la gabella medioevale dovrebbe essere attivata dal 2019. E soprattutto, sempre carte alla mano, nel primo anno di realizzazione, non servirà neanche a coprire i soldi investiti. Forse, un primo recupero in termini di cassa si potrebbe avere nel 2020. Forse.

Perché intanto sia un’associazione di cittadini che di operatori balneari ha già annunciato che farà ricorso. E, se dovesse essere accolto (cosa che, visto il recente passato, non sembra improbabile) manderebbe all’aria non solo l’odioso ticket. Ma, udite udite, in una città senza soldi, non ci permetterebbe di coprire neanche la spesa fatta.

Lasciando sul groppone della città due rotonde a Miseno e Miliscola ed un sistema di telecamere, che non servirebbero per decongestionare il traffico ma, solo ed unicamente, per incassare denaro dalle tasche di chi, anche tra i residenti, vorrebbe solo fare un bagno o bere un caffè in spiaggia.

Il 10 aprile, ore 18, sarà il consiglio comunale di Bacoli a decidere sul futuro di un PUT fatto solo per introdurre il ticket e negare diritti (ed anche sottrarre 368.000 €) ai cittadini tutti. A partire dai residenti.

Da dove venite? Bacoli. Un fiorino…

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