“Freebacoli e camorra stessa cosa”: gravi accuse sulla pagina Facebook “Giovanni Picone Sindaco”

Uso improprio del termine. E’ quello che succede, il più delle volte, quando si utilizza con troppa leggerezza il termine “camorra”. Oggi ne parlano tutti con estrema superficialità: dagli adolescenti all’opinionista di turno senza sapere, magari, che cosa essa sia realmente, come agisce e come si manifesta.

Conosce cos’è la camorra quella parte di cittadinanza che, in diversi territori (e non solo nel napoletano), “vive” la strada, percepisce l’abbandono dello Stato e sente sulla propria pelle le diverse modalità con cui la criminalità organizzata depreda e “conquista” la supremazia della propria “zona”. La conosce il giornalista d’inchiesta che consuma le suole delle scarpe andando a caccia della verità, cercando la notizia e scovando quanto di peggio si nasconde in superficie. La conosce, però, soprattutto gli uomini dello Stato, i magistrati che indagano e le forze dell’ordine che lavorano duramente per ripristinare la legalità e fare giustizia.

Ecco perchè fa un certo effetto vedere un ufficiale dell’aeronautica militare che apostrofa senza alcuna cognizione di causa come “camorristi” un’intera associazione come Freebacoli che da 9 anni opera sul territorio di Bacoli. Il soggetto in questione, fratello di un consigliere comunale di maggioranza dell’attuale amministrazione comunale nonché appartenente allo staff dell’attuale Sindaco Giovanni Picone durante la campagna elettorale, sa bene (o meglio, dovrebbe saperlo) cosa sia la camorra e i modi “camorristici”. Eppure è incorso nell’errore di trattare la materia con estrema superficialità, attaccando non un solo individuo ma il buon nome di un’intera associazione di cui fanno parte padri e madri di famiglia, lavoratori onesti e leali, giovani e meno giovani accomunati da un unico comune denominatore: l’attaccamento alla propria terra.

Che questo attaccamento non piaccia agli altri?
Che avvenga attraverso iniziative che non piacciono agli altri?
Che qualcuno che ne fa parte risulti antipatico o meno? Tutto lecito, assolutamente.
Gli elogi e le critiche ci stanno tutte ed è giusto che sia così.
Ma dire “Freebacoli e camorra è la stessa cosa” in un commento ad un post su Facebook sulla pagina dedicata a “Giovanni Picone Sindaco” è un qualcosa di inaccettabile.

E’ inaccettabile l’accusa, la frase gettata lì per infangare, il confondere una qualsiasi ingiuria con l’epiteto del “camorrista” ed è grave che a farlo, ripetiamo, sia un ufficiale delle forze dell’ordine, uno che viene (giustamente) pagato con i soldi di tutti i contribuenti italiani. E’ grave che queste accuse vengano da chi indossa una divisa ed ha come compito quello di servire la propria patria e difendere l’Italia e gli italiani tutti. E’ grave: non si può dare del “camorrista” ad una associazione che ha visto transitare centinaia di associati, che nel corso di quasi due lustri è sempre stata al fianco di chi ha subito atti di natura camorristica ed anche dalla parte di chi lotta sui territori (attraverso qualsiasi veste) per tutelare i cittadini. Non si può appellare come “camorrista” chi, in undici mesi di governo della città, ha inaugurato il Parco di Villa Ferretti ed ha acquisito a patrimonio comunale un bene confiscato alla criminalità organizzata in Via Bellavista che nessuno, prima d’ora, voleva acquisire.

Ma non è tutto. Al di là delle scuse che non sono mai arrivate (e che, a questo punto, frega poco se arriveranno o meno) e al di là del fatto che non c’è stata alcuna manifestazione di dissenso o di distanza da tali dichiarazioni da parte di alcun esponente dell’attuale amministrazione bacolese, è grave il fatto che il personaggio in questione ribadisca, con convinzione, quanto detto in un altro post: “modi di camorra, lo confermo e lo ribadisco”. Ogni altro pensiero da dedicare a questo soggetto è decisamente superfluo.

Diversi gli attestati di solidarietà ricevuti sul web. Vogliamo segnalare quelli del giornalista di Sky Tg 24 Paolo Chiariello, uno che sulla camorra e sui modi camorristici è bene informato avendo dedicato una vita intera professionale per raccontare la cronaca della criminalità organizzata al punto da scriverci anche un libro “Monnezza di Stato” che, come Freebacoli, presentammo anche a Bacoli in un convegno “Dal degrado alla bellezza”. Ecco cosa scrive Chiariello: “Caro Josi e cari amici di Freebacoli, consideratemi un vostro picciotto. Perchè se voi siete camorristi, io spero di essere simile a voi per onestá, pulizia, correttezza e civiltà. Il sindaco di Bacoli sono certo cancellerà questa idiozia che nessuna polemica politica può giustificare. É inammissibile questa modalità così odiosa e rancorosa di vivere quello che dovrebbe essere un impegno cívico a favore di terre così belle che meriterebbero amore e attenzione che non ricevono da anni”.

Il post sulla pagina Facebook “Giovanni Picone Sindaco” in cui sono emersi questi indicibili commenti è il seguente:

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