Skin ADV
Pubblicato: mer 29 Nov 2017

Niente mercatini di Natale e zero luminarie: “Il centro storico di Bacoli sta morendo!”

Da ieri sera la notizia è ufficiale: i mercatini di Natale, a Bacoli, nel centro storico, non si fanno più. Nonostante i commercianti avevano promosso l’evento già dal mese di settembre, per raccogliere adesioni e pubblicizzare in largo anticipo su tutto il territorio provinciale e regionale, non si farà nulla (tant’è che sul web ci sono diversi portali e motori di ricerca che menzionano l’evento già da diverse settimane). E quindi il centro storico, Via Gaetano De Rosa, Via Ercole ed anche Via Roma, resterà cupo, con i negozi aperti (chiaramente) ma privo anche delle luminarie natalizie.

Il motivo? Troppe spese da sostenere con l’amministrazione comunale che avrebbe chiesto una cifra che i commercianti non avrebbero potuto coprire tra occupazione di suolo pubblico e tributi vari. Questa la comunicazione diffusa su Facebook dall’Associazione “Bacoli in Corso”:

LA DELUSIONE IN PAESE E SUI SOCIAL – C’è grande malcontento in città per questa dolorosa e sofferta decisione di rinunciare ad un evento che avrebbe potuto attirare tantissimi visitatori, dal momento che nelle festività natalizie, da che mondo è mondo, i classici mercatini rappresentano un grande attrattore, a maggior ragione se sono incastonati in un percorso cittadino abbellito a festa a contatto con diverse attività commerciali. Malcontento che divampa sia in strada, soprattutto tra quei commercianti che hanno provato fino all’ultimo ad organizzare l’evento, ma ovviamente anche in rete, sui social network. Su Facebook ne abbiamo pescato qualcuno (che leggete qui di lato) che appare piuttosto esplicativo rispetto a quanto accaduto.

“IL CENTRO STORICO STA MORENDO” – A tal proposito, proprio poche ore dopo l’annuncio dell’Associazione “Bacoli in Corso”, spunta questo post-racconto dello storico giornalista sportivo Rosario Pastore il quale, residente a Bacoli da diversi anni, esprime il proprio pensiero nostalgico su un centro storico cupo e senza prospettive:
“<Eccone un altro!>, dico a mia moglie, Vanna, durante la passeggiata mattiniera per via De Rosa a Bacoli. Intendo, con queste parole, mostrarle un’altra saracinesca abbassata, un altro negozio rientrato nelle disponibilità del suo proprietario, che chissà, però, quando riuscirà a darlo nuovamente in locazione. Ormai è diventata una passeggiata triste e monotona. Quella strada che una volta era il cuore di Bacoli si sta trasformando sempre di più in una specie di corridoio per le auto, che sfrecciano velocemente incuranti dei pedoni e delle mamme che portano i loro piccoli nella carrozzine e che devono scansarsi in frette per non essere monotone. Una strada che è diventata un mare di lamiere, come era Piazza del Plebuscito prima che Bassolino vi mettesse mano. Restano sempre più in pochi e sono quasi commoventi, i signori del commercio locale: il barista MIchele, il proprietario del “Pagliuccone”, la simpatica,anziana signora di Esposito, dove trovi dall’ago al milione (magari!, direbbe lei).E qualche altro esercizio. Il commercio minuto sta morendo, nell’indifferenza generale. Bacoli è sempre meno viva, rispetto a qualche tempo fa, quando passeggiarvi era un piacere per il corpo e per l’anima. Sta arrivando un altro Natale e non si vede un minimo di iniziativa, un solo palo eretto per appendervi un po’ di luminarie. Forse è un po’ presto, direte voi; e qualcuno, ripetete ormai stancamente una vecchia litania e avverte: non ci sono soldi. Qualche altro mi dice che forse nella piazza principale si farà qualcosa. Forse, se i fondi ci saranno o se magari i commercianti, quasi all’estremo, gratteranno il fondo del barile per finanziare qualche filare di lampadine. Stamane, ma spero di essermi sbagliato, ho letto un “cedesi attività” anche sulla porta dell’edicola di Ciunfrini e ripenso a quando ero ragazzo e venivo da Napoli per passare qualche ora in allegria con i miei amici e magari fare una puntata in mezzo al verde del Sibilla, che ormai da anni ha chiuso i battenti. Com’era bella, com’era viva, Bacoli. Solo macchine, macchine, macchine. E poi, da aprile ad ottobre, gli infernali fine settimana con le auto piene di “estranei” che vengono qui a fare un bagno, mettendo mano al portafogli solo per i parcheggi e i lidi di Miseno. <Ma tu che vai trovando?> mi sento rispondere da qualcuno, che aggiunge:<Io sono di Bacoli e mi va bene così. Tu non lo sei, fatti i fatti tuoi, ché il paese è dei paesani>. E già Bacoli e dei bacolesi e infatti mia moglie avverte: <Se a loro sta bene così, noi che c’entriamo?>. C’entriamo, c’entriamo, perché quando decidemmo di venire a spendere qui gli anni di vita che ci mancavano, sognavamo un altro posto, quello della nostra gioventù. C’è stata, è vero, l’avvisaglia di un nuovo Rinascimento, ma è stata abbattuta sul nascere ed ancora non si è capito perché. Ora non ci resta che accontentarci, ricordando le luminarie in Villa di due anni fa, quando pareva che questo posto volesse far concorrenza alla Salerno di De Luca. Ma altri tempi, altre luminarie, altri sorrisi…”.

Lascia un commento

XHTML: Puoi utilizzare questi tag html: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>