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Pubblicato: mer 27 Set 2017

Mensa, che pasticcio a Bacoli: bambini senza pasti (almeno) fino al 30 ottobre

mensaMensa scolastica, un’altra mazzata segna l’inizio delle attività didattiche in città.

Dopo l’impegno preso ad inizio settembre dalla giunta di Bacoli, circa la pubblicazione del nuovo bando per la mensa scolastica, i genitori, ieri mattina, hanno scoperto non solo che nulla ancora è stato affisso all’albo. Ma, peggio ancora, che la procedura partirà ufficialmente soltanto il 30 ottobre. Forse.

Che significa? Poche cose, ma decisive per il futuro prossimo degli alunni.
Innanzitutto che sino a quella data non sarà possibile individuare alcuna ditta temporanea, a partire da chi ha svolto il servizio fino a maggio scorso, per preparare i pasti ai bambini. Nessuna, a differenza da quanto era stato annunciato dall’amministrazione guidata dal sindaco Giovanni Picone: neanche fino a dicembre. Perché senza aver bandito una nuova gara di selezione, non è possibile muovere un dito. Quindi ai genitori a cui era stato proposto di scegliere cosa fare, è stata sottratta anche la possibilità di decidere il meglio per i propri figli.

Una fase di stallo, dovuta da un ritardo inaccettabile, che durerà fino al prossimo 30 ottobre. Data in cui, dopo aver fatto trascorrere in silenzio i mesi di luglio, agosto e settembre, gli amministratori locali riusciranno a far pubblicare il nuovo bando alla Città Metropolitana di Napoli.

E fa nulla che tutte le “carte”, frutto del lavoro di una commissione mensa (tecnica) costituita da cittadini, Asl, dipendenti comunali e scuole, fossero pronte già dal mese di maggio. Fa nulla che sarebbe bastato muoversi in tempo, già da luglio. Fa nulla che quando mesi fa denunciavamo l’inerzia più totale di chi era già deputato a governare la città, a cui sarebbero seguiti danni imminenti, purtroppo avevamo ragione. Perché, si sappia, gli uffici provinciali, unici deputati (da circa due anni) a poter bandire gare da importi così elevati (si tratta di oltre 1 milione di euro), sono stati contattati dalla “politica” locale soltanto a settembre. Alla faccia della cura dei bambini di cui spesso si parla, a vuoto.

Quindi, almeno fino a novembre, alunni in grembiulino saranno costretti o al digiuno, o al mancato rientro a scuola. Oppure, al panino portato da casa.

Ma c’è di più.

Vi ricordate quando l’amministrazione Picone prometteva che la situazione si sarebbe risolta entro fine anno? Con la nomina di una nuova ditta sarebbe giunta entro il prossimo Natale? Un’altra bugia: è falso. E vi spieghiamo perché. Se la procedura di gara dovesse partire per il 30 ottobre, già quindi in ritardo clamoroso, si dovranno attendere 52 giorni di affissione pubblica utile alle ditte per poter presentare le offerte. E così passeranno i primi due mesi. L’anno prossimo, dopo le vacanze natalizie, si apriranno le buste. Successivamente, in un tempo da definire, si dovrà riunire la commissione per valutarle: ovviamente, più saranno le offerte, maggiore sarà il tempo da impiegarsi. E da gennaio, si passerà a febbraio.

Se a questo aggiungiamo, a margine, l’iter burocratico dell’assegnazione della nuova mensa, con tanto di inevitabile ricorso da parte dei sconfitti, sconfineremo di certo a marzo. Poi la ditta, quella nuova (quella che doveva essere già stata selezionata ad ottobre, e poi a Natale), non dovrà investire altro tempo per allestire i locali cucina sul territorio? E così l’anno scolastico 2017/2018, trascorrerà via serenamente. Buttato via.

Tra mille disagi, ancora tutti da vivere

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