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Pubblicato: gio 17 Ago 2017

Fuochi e movida notturna, Bacoli nel caos: a cosa è servito l’incontro in Prefettura?

Bacoli è terra di nessuno: ma l’amministrazione (come sempre) se ne “lava le mani”.

Fuochi d’artificio e movida notturna.
Anche a Ferragosto, sindaco e coalizione Giovanni Picone trovano il tempo per prendersela con il popolo e, senza accorgersene, anche con loro stessi.

Quale canovaccio? Sempre lo stesso.

Esiste un problema. Loro non possono risolverlo. Non ci sono soldi e dipendenti. La colpa è di chi ha governato prima e dei cittadini.

Ma facciamo un passo alla volta.

Problema? Fuochi di artificio ed inquinamento acustico. Su questo specifico punto, Picone e i suoi affermano anche di aver “già fatto tanto”.

Cosa hanno fatto? Boh.
Esistono atti ufficiali? No.

Per il resto, per i controlli, scrivono che non possono fare nulla. Esiste infatti un’ordinanza (sottoscritta dalla nostra amministrazione nel 2015) ma che nessuno fa rispettare.

Perché allora, se non possono mai fare nulla, sono in Municipio? Boh.
Prima o poi lo scopriremo.

Ricordano che il Comando di Polizia Municipale ha poco personale. E lo sappiamo, oramai da anni.

La colpa? Picone, ed i suoi, non hanno dubbi: “grazie al disastro economico ereditato da questa amministrazione”. Anzi, “in questo caso parlano i documenti”.

Hanno ragione.

Solo che l’attuale sindaco, ancora una volta, dimentica che quel disastro è stato creato proprio da chi oggi siede tra i banchi della sua maggioranza. Dimentica che senza quei voti, che lui ha fortemente voluto, non solo non avrebbe vinto (per una manciata di preferenze) le elezioni: ma, “anche in questo caso parlano i documenti”, non sarebbe giunto neanche al ballottaggio.

Giusto condannare i disastri del passato.
Ma perché, poi, chiedere sostegno ai responsabili? Che senso ha tanta ipocrisia?

Altro tema, poi, i controlli notturni.

Nelle scorse settimane, la coalizione di Giovanni Picone annunciava repentini e decisi incontri tra il sindaco ed il prefetto di Napoli. Il tutto supportato da note e promesse salvifiche per la città.

Risultati ottenuti? Zero.
Anzi, voi li vedete?

L’ultimo capoverso del comunicato amministrativo, non poteva non essere dedicato alla cittadinanza. Anche essa, sempre e comunque, colpevole.

Picone, ed i suoi, si chiedono infatti “dove è finito il senso civico di questa città”.

Il degrado sociale rappresenta una delle sfide più importanti dei nostri tempi. Da vincere con fatica, e nel tempo. Ma ciò non giustifica l’inerzia di chi governa. Non può essere sempre e solo colpa degli incivili.

Manca chi li sanzioni. Manca chi li educhi.
E, soprattutto, manca chi tutela la stragrande maggioranza della popolazione, civile, che, per una “maniata e fetienti” sono costretti a vivere in una città, oggettivamente, sempre più invivibile.

Sarebbe giunto il tempo di smetterla di trovare colpevoli. Ma di iniziare a cercare le soluzioni.

#NunMullamm

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