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Pubblicato: sab 12 Ago 2017

Bacoli merita rispetto, per l’amministrazione chi difende la spiaggia libera è “abusivo”

Basta bugie, basta paternali.

Ieri mattina un folto gruppo di cittadini si è recato al Municipio di Bacoli per un motivo molto semplice: esigere il rispetto della legge; restituire ai bagnanti i primi 1800 mq di spiagge libere, a Miseno, così come sentenziato dal TAR Campania.

Chi ha trovato? Nessuno.

L’amministrazione, sebbene preventivamente avvisata, era assente: l’11 agosto nessuno, tra sindaco e assessori, si trovava in Comune.

Questi sono i fatti.

Tornato a casa, attendevo che il “capo della giunta” trovasse il modo di scusarsi con il centinaio di manifestanti che, sotto un sole cocente, chiedeva soltanto che qualcuno rispondesse alle proprie domande.

E invece no.

La coalizione di Giovanni Picone si è superata: facendo passare il messaggio che non è abusivo chi non fa rispettare la legge ma, al contrario, chi chiede l’attuazione della stessa.

Mistificazione della realtà. Null’altro.

Proverò quindi a rispondere, punto su punto, a quanto scritto dal primo cittadino e dalla sua squadra.

– “Bacoli merita rispetto!”, così iniziano.

Evidentemente lo merita solo chi li ha votati; chi li adula; chi, dopo avergli assicurato voti, adesso chiede il proprio tornaconto.

Questo “rispetto” non lo merita chi dissente.
Questo “rispetto” non lo merita chi, ieri mattina, per essere presente al presidio ha sacrificato il lavoro, la famiglia, il proprio riposo.
Questo “rispetto” non lo merita la signora Letizia che, ad 80 anni, l’11 agosto era lì per difendere i diritti dei propri figli, dei propri nipoti.

– “L’opposizione disprezza le istituzioni”, dicono.

Chi non rispetta una sentenza del TAR, ama le istituzioni? Il Tribunale Amministrativo Regionale della Campania, è o non è un’istituzione?

Prendiamo quindi atto che, per chi ci governa (avvezzo, tra l’altro, alle aule di Tribunale), i cittadini che chiedono il rispetto della legge, “disprezzano le istituzioni”.

Noi, invece, crediamo sia l’inverso.
Ma va anche bene così.

– “Oggi (ieri, ndr) il Presidente del Consiglio e alcuni assessori, oltre che, alcuni consiglieri erano presenti nella sede del Comune di Bacoli, ma Freebacoli dichiara il falso”.

Dalle 10:00 alle 12:00, in Municipio, ieri mattina, non c’era nessuno. Ad affermarlo è stato l’Ufficio di portineria a cui abbiamo chiesto, per più volte, di metterci in contatto con gli amministratori presenti nella Casa Comunale.

Risposta: “No, non c’è nessuno”.

Quindi, due sono le ipotesi.
O la coalizione di Giovanni Picone mente (e non sarebbe cosa nuova) oppure disertano così spesso il Municipio che, quando capita di entrarvici, non sono neanche riconosciuti.

La verità, diciamola tutta, è che qualcuno tra loro, ieri, c’era. Ma non in ufficio, bensì al bar. In villa.
Tenendosi ben lontani dal dissenso.

– “Freebacoli non vi dice che la manifestazione era priva di autorizzazione”, gridano.

Comprendiamo che chi oggi governa Bacoli non ha dimestichezza con la lotta politica, quella fatta in strada, tra la gente. Comprendiamo che molti, tra loro, conquistano consensi con forme e modalità sconosciute a chi fa politica alla luce del sole.

Ma da qui a non sapere che un presidio popolare non abbisogni di autorizzazione, e’ grave. Soprattutto quando a scrivere simili castronerie sono “uomini di legge”.

Per svolgere un presidio, basta difatti protocollare una semplice comunicazione. In Comune, ai carabinieri. Informare la PS.
E noi lo abbiamo fatto.

– “Ma nonostante tutto questo hanno continuato impunti è questa amministrazione tanto criticata gli ha permesso di effettuare i loro slogan e i loro selfie innanzi alla casa comunale (…)”, urlano.

Qui, si sono superati.
Forse anche per colpa del caldo afoso.

Al di là dell’italiano utilizzato (rivedibile), prendiamo atto che in città la manifestazione del dissenso non è più un sacrosanto diritto costituzionale: ma una gentile concessione dell’amministrazione.

La Costituzione, tanto decantata in campagna elettorale, vale solo quando fa comodo a loro.

Tutto qui? Niente affatto.

– “(…) che intervenissero le FFOO e denunciassero i presenti per interruzione di pubblico servizio”, affermano.

Clamoroso.

La Coalizione Picone afferma che i carabinieri, la cui stazione si trova accanto al Municipio, hanno omesso di denunciare chi interrompeva i “pubblici servizi”.

Si afferma, quindi, che il Comandante dei carabinieri (che dalla villa comunale, passeggiando, ha visto tutto quanto stavamo facendo) non abbia fatto il proprio dovere.

Ma vi rendete conto?

Si fa intendere, inoltre, che le FF.OO. di Bacoli agiscono su indicazione del sindaco. E non su comando del capitano di stanza a Pozzuoli.

Ah, quasi dimenticavo.

Sapete voi, per caso, quale “pubblico servizio” avremmo interrotto ieri mattina? Nessuno.

Non abbiamo bloccato il traffico veicolare; non abbiamo impedito ai cittadini di entrare in Comune; non abbiamo impedito ai dipendenti di lavorare.

Ecco perché le FF.OO non sono intervenute.

Perché il presidio popolare era stato comunicato, perché non abbiamo interrotto alcun “pubblico servizio” e perché, soprattutto, non stavamo trasgredendo la legge.

– “Non vi dicono che attuando un giudizio del TAR e non una sentenza definitiva il Comune di Bacoli rischierebbe di sperperare soldi pubblici in cause e risarcimenti qualora il Consiglio di Stato ribaltasse il giudizio in precedenza impugnato”, scrivono.

Ma davvero “uomini di legge” vogliono farci credere che una sentenza del TAR può essere attuata con discrezionalità?

Che dire, cari cittadini? A questo punto, se così è, fatelo anche voi. E vedete cosa vi accadrà.

Esiste una “sospensiva” che congeli la sentenza? No. Allora, la stessa, va attuata. E anche presto. In più, a questo punto, è lecito chiedersi: nel caso in cui anche il Consiglio di Stato dovesse dar ragione al Comune…

Chi risarcirà i cittadini a cui, da oltre un anno, viene negato un diritto?

– “Non vi dicono che non sono stati in grado di fare un Piano Utilizzo Arenili e invece questa amministrazione (Pd, ndr) già sta operando nella stesura dello stesso così da mettere fine alla giungla delle concessioni fatte negli anni”.

In 11 mesi avremmo dovuto fare e approvare il PUA, atteso a Bacoli da almeno 20 anni? Le “concessioni giungla” rilasciate agli “abusivi storici”, 20 anni fa, quale amministrazione le ha autorizzate?

Ma davvero credete che il popolo abbia una memoria tanto corta da dimenticare le vostre responsabilità?

– “L’ex sindaco non ha mantenuto gli impegni presi con i lidi militari”.

E non la smettono di scrivere bugie.
Gli impegni che presi con i militari, li sottoscrissi (a favore dei bacolesi, e soprattutto delle famiglie in difficoltà) come Sindaco di Bacoli.

Non di certo come privato cittadino.

Come mai avrei potuto mantenerli per intero se, dopo averli firmati a fine maggio, dopo appena un mese non ero più Sindaco?

Stava al commissario prima, e ora alla nuova amministrazione, mantenerli. Si chiama “continuità amministrativa”. È un concetto molto semplice secondo cui quegli accordi, di natura pubblica, o si mantengono, oppure si rescindono.

Nulla di straordinario.

– “E (forse “è”?!) tempo di crescere e di rispettare i cittadini e sopratutto rispettare la legalità”.

Non poteva che chiudersi così.

Con l’ennesimo orrore grammaticale, con l’ennesima paternale, con l’ennesimo monito da fare non a noi. Ma a loro stessi.

Cara Coalizione Picone, caro sindaco, rispetta la legalità. Attua la legge e riconsegna la spiaggia al popolo.

Di chiacchiere ne abbiamo sentite fin troppe.
Bacoli merita rispetto.
Buon Ferragosto.

#NunMullamm

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