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Pubblicato: lun 31 Lug 2017

Bacoli, la maggioranza Picone salva se stessa (ma non il Comune)

“A difesa del…potere”. E Bacoli?

La maggioranza guidata da Giovanni Picone, pur di salvare la poltrona, è arrivata al punto di votarsi un Bilancio con il parere contrario dei Revisori dei Conti.

Salvo poi tacere quando c’era da prendere impegni concreti per salvare, invece, il Comune.

Però, se glielo chiedete, vi racconteranno che lo hanno fatto per “scongiurare il dissesto di Bacoli”. Mentre chi si è espresso in modo contrario, sempre a loro dire, vuole il male della città.

Certo, hanno una bella capacità inventiva.
Fermi tutti. Facciamo chiarezza.

È da premettere che, come più volte ribadito in ogni sede, siamo e saremo sempre pronti a votare ogni atto utile ad evitare il fallimento del paese. Ma mai ci ritroverete a sostegno di questa amministrazione, frutto di un’impareggiabile accozzaglia di passato e contraddizioni.

– Sabato sera, in Consiglio Comunale, non c’era da approvare alcun documento che servisse a salvare Bacoli. Ma, solo ed unicamente, a mantenere in vita la maggioranza di centrodestrasinistra.

Null’altro.

Un atto contabile, il primo del governo Picone, che la novella Giunta non si è assunta la responsabilità di sottoscrivere, con propria delibera.

Un atto contabile, il primo del governo Picone, arrivato in Consiglio Comunale con il parere negativo dei Revisori dei Conti. Ripetiamo, negativo. Per loro, i conti non erano in ordine.

Giudizio frutto della evanescente difesa amministrativa al Piano di Riequilibrio Finanziario (quello da noi prodotto per evitare il dissesto municipale) dinanzi alla Corte dei Conti.

Che significa? Ci spieghiamo meglio.

I revisori, nominati dalla Prefettura, bocciano la Salvaguardia dei Equilibri del Bilancio 2017 a seguito del parere negativo dato dalla Corte dei Conti al Piano di Riequilibrio.

Una “sentenza” assolutamente evitabile.

Bastava difatti (e, se non diciamo il vero, qualcuno ci smentisca ufficialmente) che la nuova amministrazione di Bacoli avesse chiesto alla Corte di esercitare il diritto sancito dall’art.243 bis, comma 5, del TUEL: ovverosia la possibilità di ottenere altri 5 mesi di tempo per rifare o migliorare il Piano.

Non lo hanno fatto, chiedendo solo “clemenza”.
Senza rispondere ai quesiti dei giudici.
Così, pochi minuti dopo aver ascoltato il sindaco Giovanni Picone e l’assessore Fabio Benincasa, i magistrati contabili hanno deliberato il proprio diniego.

Vi chiederete: perché non hanno chiesto i 5 mesi? Perché se, come affermano da tempo, l’amministrazione Della Ragione e’ stata così incapace, non ci pensano loro a convincere la Corte dei Conti, con un nuovo Piano?

Mistero.

L’unico dato certo e’ che al bivio tra “Dissesto” e “Non Dissesto”, il Comune ha virato sulla prima opzione.
L’unico dato certo è che mentre vi raccontano che con il commissario il dissesto era assicurato, loro hanno gettato alle ortiche una delle ultime possibilità di salvezza.

Senza neanche provarci. Senza “sudare la maglia”.

– Sabato sera, in Consiglio Comunale, la maggioranza ha votato solo per salvare se stessa: e non, come hanno avuto il coraggio di affermare, per “salvare Bacoli dal commissario prefettizio”.

E non è un pregiudizio. Ma un dato di fatto.

Sappiate che due dei capigruppo (oggi di centrosinistra e lo scorso anno di centrodestra) a sostegno di Picone, non hanno esistano un secondo per sottoscrivere dal notaio, nel luglio 2016, l’atto che ha lasciato questa città commissariata, addirittura per un anno interno.

Ripetiamo, non pochi mesi. Ma un anno di paralisi.

E c’è di più: uno dei capigruppo, saltimbanco della politica locale, tanto per confermare quanto appena scritto, proprio sabato sera, in assise, ha ringraziato pubblicamente coloro che, insieme a lui, misero fine all’amministrazione Della Ragione.

Per la serie: il commissario non va bene, a fasi alterne.

– Sabato sera, in Consiglio Comunale, la maggioranza ha votato solo ed unicamente per tenersi stretto il potere. Preferendo smentire anche i Revisori dei Conti.

Null’altro.

Braccia alzate per la mantenere la poltrona.
Bocche chiuse quando c’è da salvare la città.

#NunMullamm

Josi Gerardo Della Ragione
Alessandra Sagliocchi
Giuseppe Rosiello

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