Il Borgo in Festa – Torna da stasera la rassegna di Cappella Futura dedicata al teatro

Ricominciano da stasera le serate del Borgo In Festa, la rassegna curata da Cappella Futura dedicata al teatro e alla musica.

Tantissimi gli appuntamenti in programma, fino a settembre, grazie alla cura e all’amore che ormai da anni i guerrieri dell’associazione mettono nell’organizzare questo e altri eventi culturali, con lo scopo di valorizzare il borgo di Cappella: a partire dal borgo del Casale, dove negli anni scorsi centinaia di persone sono accorse per partecipare a spettacoli teatrali e musicali e per visitare la chiesa del Casale, ai Giardini di Dedalo, riaperti lo scorso anno grazie alla sinergia tra l’amministrazione comunale di Monte di Procida e l’associazione Cappella Futura, che ha ripulito, sistemato e reso fruibile questo angolo di paradiso chiuso da anni.

Stasera, dunque, il primo appuntamento. A seguire, un ricco calendario che prevede almeno due serate a settimana. (sotto, il calendario relativo al mese di giugno).

La rassegna si apre, dunque, con i Talenti Senza Tetto, un gruppo locale che già da alcuni anni è attivo sul territorio di Bacoli e Monte di Procida, caratterizzato dalla passione per il teatro e la voglia di divertirsi e far divertire.

Questa sera saranno presenti ai Giardini con la commedia in tre atti “Don Giuann e ‘a Mala Ciorta”, presentata all’inizio di quest’anno al Laboratorio delle Arti di Monte di Procida, in occasione della Festa del  Teatro.

TRAMA – In un misero e gelido appartamento, al primo piano di un palazzo, vive nella più completa indigenza la famiglia Ruòppolo. Giovanni si batte tra mille difficoltà per sbarcare il lunario mentre sua moglie, Cristina, bada alle faccende di casa. Con loro vive sin dalla nascita il nipote Erricuccio, figlio della sorella di Cristina – morta di parto – e di padre ignoto. Erricuccio è un sempliciotto, ha ventisei anni ed è sofferente di nervi (“Nun po’ sta applicato…”). Analfabeta e scioperato, con il suo comportamento infantile e dispettoso è spesso causa di contrasto in famiglia, con la portinaia Concetta e con gli altri abitanti del palazzo. Per guadagnare qualche soldo (“p’’a cannarutizia ‘e s’abbuscà quaccosa…”) non disdegna poi di fare il ruffiano per donn’Amalia, la moglie avvenente e sfrontata di Don Vincenzo, recapitando all’occasione lettere e messaggi all’amante di lei, il giovane Pietruccio. Ma don Vincenzo, uomo di temperamento, ha mangiato la foglia e mette in scena una finta partenza per Salerno allo scopo di cogliere gli amanti in flagrante.

Nel frattempo, l’avvocato Manzillo  viene a proporre un affare: un suo cliente, il giovane barone di Torrepadula, anch’egli di padre ignoto, è pronto a pagare diecimila lire purché Giovanni lo riconosca come figlio, permettendogli così di presentarsi con tutte le carte in regola alla nobile famiglia della sua fidanzata e ottenere il consenso per il matrimonio. Spinto dalla necessità e dalla fame, Giovanni accetta e intasca l’anticipo, uscendo poi subito per comprare da mangiare.

Mentre Giovanni e Cristina sono via, si presenta a Erricuccio il notaio Sarachiello. In partenza per Roma, il notaio è latore di una incredibile notizia: Federico Ruoppolo, emigrato in America tanti anni prima, è morto ed ha lasciato quale erede universale il fratello Giovanni. La fortuna di Federico supera ogni immaginazione: un milione e mezzo in contanti, una villa a Capri, gioielli, brillanti e monete antiche … ma alla notizia che Giovanni è proprio in procinto di legittimarsi un figlio non suo, il notaio è preoccupatissimo: occorre avvisare subito Giovanni perché non faccia sciocchezze, l’atto gli farebbe perdere qualsiasi diritto sull’eredità a favore di Sandrino…. 

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