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Pubblicato: gio 18 Mag 2017

Giù le mani da Villa Ferretti, dalla camorra alla speculazione: oggi è del popolo di Bacoli

Villa Ferretti non si tocca.

A Bacoli capita di tutto. Ma proprio di tutto.
C’era addirittura chi aveva immaginato, udite udite, di utilizzare un bene confiscato alla camorra come location per la propria campagna elettorale.

E di farlo, con la menzogna.
Ingannando gli uffici pubblici.

Si era recato in Municipio, richiedendo l’utilizzo del parco sottratto ai clan per un evento culturale. Salvo poi trasformarlo in una manifestazione per raccattare voti.

Con tanto di bandiere, simboli.

Senza pudore, come se un bene comune riconsegnato al popolo, dopo decenni di abbandono, non fosse “cosa di tutti”. Ma “cosa loro”, “cosa nostra”.

In violazione dello spirito che anima la legge sulla gestione dei beni confiscati alla malavita organizzata.

Ed è inaccettabile che questi atteggiamenti, che spaziano dall’ignoranza normativa all’arroganza, giungano da ex sindaci ed ex amministratori di questa città (una volta rivali, oggi uniti) che ben dovrebbero conoscere l’alto valore istituzionale di quel luogo, sulla costa di Baia.

Da ex amministratori, di ogni colore, che ben dovrebbero conoscere le reali finalità di utilizzo dell’area, ben definite dall’Agenzia Nazionale dei Beni Confiscati. E la cui violazione può determinare anche la revoca della gestione e della proprietà dell’intero sito al Comune di Bacoli.

Ripeto, “dovrebbero”.

Perché ai loro tempi, proprio chi oggi vuol riempirsi la bocca con paroloni quali “lotta alla mafia”, non hanno avuto neanche il coraggio di acquisire beni confiscati a patrimonio comunale. Perché ai loro tempi, le villette sottratte alla malavita erano un peso. Non una risorsa.

Perché ai loro tempi, nefasti, il parco di Villa Ferretti non solo era negato al popolo. Ma addirittura, seppur confiscato, era utilizzato come maxi parcheggio abusivo di auto e moto.

Lo denunciammo quando eravamo in opposizione. Da soli. Senza paura.

Poi, una volta in amministrazione, abbiamo completato i lavori: aprendo, per la prima volta dopo 20 anni, i cancelli a tutti.

Senza bandiere, non solo ai nostri sostenitori.
Ma all’unico legittimo proprietario: il popolo.
Trasformandolo in tempio della legalità.

Dal degrado a luogo ameno. A polmone verde.

C’era chi aveva capito ben altro. C’era chi voleva cambiare le carte in tavola. C’era chi, bazzicando giorno e notte in Municipio, pensava che pagando clausole o sbattendo i piedi a terra, con l’aiuto di vecchie volpi, avrebbe potuto aprire quei cancelli.
Ma solo per i suoi.

E invece non ce n’è.

Parlate dove volete, continuate a mentire a chi non vi ascolta più, provate, oramai disperati, a riciclare una nuova verginità politica.

Siete “carta conosciuta”.

Uscire fuori, ancora una volta.
Oggi, da Villa Ferretti. Tra poco, dal Comune.

#jatevenne
#vamosBacoli
#JosiSindaco

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