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Pubblicato: sab 29 Apr 2017

Parco della Quarantena, altro che speculatori: ecco di chi sono le “mani sulla città”

Lungi da me difendere il commissariamento prefettizio, fonte dell’immobilismo in cui, da oramai un anno, agonizza la città di Bacoli.

Ma attaccare il commissario, ad un mese dalle elezioni, per provare ad accaparrare consensi, è quanto di più squallido possa fare la becera politica locale.

L’argomento del momento è il Parco della Quarantena.

Secondo taluni, difatti, esisterebbe un atto di natura clientelare (metodo assolutamente sconosciuto alle “vecchie volpi” locali) attraverso cui il viceprefetto D’Orso avrebbe svenduto ad imprenditori senza scrupoli l’oasi verde sita in via Spiagge Romane.

Obiettivo? Favorire presunti amici di amici (azione da sempre estranea ai politicanti bacolesi) per trasformare l’area in un maxi campo profughi ove far alloggiare centinaia e centinaia di immigrati.

“Giù le mani dalla nostra terra”, recita il copione di giornata. Da urlare di continuo, senza sosta. Aggiungendo anche un pizzico di deriva xenofoba, con tanto di terrore razzista, che tanto fa presa nella popolazione inerme.

Tutto falso, ovviamente.

L’atto esiste: ma dice tutt’altro.
Ed è bastato contattare gli addetti ai lavori per conoscere la verità. L’ho fatto io, potevano farlo tutti.

Sapete cosa, di tanto orribile e poco prima di lasciare Bacoli nelle mani del voto popolare, stava per compiere il commissario?

Ripulire il Parco, smaltire lastre di amianto lì giacenti da decenni, e provare a riaprirlo. Senza assegnare l’area a mostri e criminali. Ma ad una Onlus che, da sempre, aiuta giovani in difficoltà e ragazzi disagiati. E che ho avuto il piacere di conoscere da sindaco.

Una Onlus che, di qui a breve, sarà sfrattata dai locali in cui opera, e che si è semplicemente offerta per dare una mano nella riapertura, coniugando il sostegno dei più piccoli con la rinascita del territorio.

Nessuna speculazione, nessuna svendita.

Anzi, nell’indirizzo prefettizio è anche ben specificato che si lascia alla nuova amministrazione la possibilità di revocare l’affidamento temporaneo, verso un reale sviluppo dei 110.000 mq di paradiso, affacciato sul lago Fusaro.

Il polmone verde dei Campi Flegrei.
Da sempre negato, distrutto, abbandonato.

bacoliTacete, per favore.

Taccia chi ha saturato di debiti il Centro Ittico Campano, per poi scendere il Parco della Quarantena ai soliti noti. Ed a basso costo.

Taccia chi nulla, in 30 anni, ha compiuto per aprire il Parco della Quarantena al popolo di Bacoli, trasformandolo in un indecente discarica a cielo aperto.

Taccia chi ha fatto del clientelismo la propria ragione di vita politica, vedendo quindi ovunque clientele e compravendite oscure.

Taccia chi, alle 2 di notte di appena 4 anni fa, approvava in Consiglio Comunale il “condono fiscale” che ha premiato chi non pagava i canoni di locazione dei terreni del Centro Ittico, ma, in cambio, votava i padroni di turno.

Taccia chi, nelle segrete stanze di un notaio di Acerra, ha calpestato la volontà degli elettori, negando al territorio la possibilità di avere un’amministrazione politica, una giunta, un sindaco. Facendo così cadere il Comune nel baratro più cupo.

Taccia chi ha solo frenato la nostra battaglia di liberazione dei beni comuni, utile a sottrarre dalle mani di politicanti e speculatori i tesori più ambiti, Parco della Quarantena e Cinque Lenze, già pronti per essere svenduti in cambio di voti e potere.

Taccia chi ha solo frenato i lavori per continuare, proprio lì, la pista ciclabile del Fusaro. Taccia chi ha solo frenato il processo che permetterà a quell’area di diventare, attraverso bandi pubblici, investimenti pubblici e privanti, e piani strategici, il volano economico, occupazionale e di sviluppo del territorio.

E, soprattutto, taccia definitivamente chi, dopo aver fatto finta di opporsi, oggi si allea sottobanco con la classe politica più corrotta che questa città abbia mai espresso.

Giù le mani, sciacalli.
Giù le mani da Bacoli.

#JosiSindaco
#Freebacoli
#coerenza
#DemA

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