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Pubblicato: gio 16 Mar 2017

“Che il Rinascimento bacolese possa riprendere con sicurezza e prospettive”: la denuncia di Rosario Pastore sul Colombario del Fusaro

Da un post su Facebook di Rosario Pastore, giornalista professionista che vive a Bacoli da diversi anni:

“L’ultima volta che lo avevo visto pulito, rimesso quasi a nuovo, liberato da ogni tipo d’immondizia, compresi i sacchetti dell’umido, era stato poco prima che un gruppetto di individui si recasse nello studio di un notaio per sfiduciare Josi Della Ragione. Sto parlando del Colombario, quell’interessantissima costruzione che venne costruita, migliaia di anni fa, in quel del Fusaro, a Bacoli. Per tanto tempo, era stato preda dell’incuria; le pietre, secondo alcuni, non portano voti, tanto meno quel monumento che non si sapeva neanche a che cosa fosse servito. Eravamo andati tante volte, io e l’amico Antonio Cangiano, ad accertarci che qualcosa finalmente cambiasse. Finchè, constatammo la bella novità”.

“L’amministrazione Della Ragione – prosegue Pastore – aveva dato un’altra dimostrazione del suo amore per la città ed era corsa ai ripari, restituendo il Colombario quasi all’antico splendore. Naturalmente occorrevano altri interventi, già programmati. Poi, il silenzio. Caduto il sindaco, per motivi che qualcuno dovrà un giorno spiegarci, nessuno si è curato più di questo monumento. Che è ricaduto, in brevissimo tempo, nell’antico stato di demoralizzante abbandono. Io abito là vicino e sono testimone diretto di questa specie di delitto archeologico. L’osservatore distratto crede di passare davanti al solito cumulo di immondizie e nessuno gli dice che quelle pietre ricoprono ambienti sotterranei che andrebbero valorizzati al massimo. Lo so, lo so, siamo talmente ricchi di queste testimonianze, che molti pensano se ne possa fare a meno impunemente, mentre si tratta di reperti che altrove verrebbero difesi con le unghie e i denti. Cangiano, con le sue denunce sulle tante incongruenze dell’area flegrea, fa del suo meglio. Il sindaco Della Ragione aveva anch’egli ritenuto che certe brutture andassero eliminate. Ma vaglielo a dire alla commissaria al governo che, poverina, avrà tante cose da fare che non potrà certo occuparsi di qualche fesseria di duemila anni fa”.

Ma il Colombario – conclude Pastore – è solo un esempio dei cambiamenti, purtroppo in peggio, a cui Bacoli è andata incontro da quasi un anno a questa parte. La data precisa? Mettetela voi, amici miei, sicuramente la ricorderete. A chi finge di non ricordarlo, dico solo che la mia speranza (ma praticamente è una certezza) è che il Rinascimento bacolese, bruscamente interrotto da quel gruppo che ho citato prima, possa riprendere con la sicurezza e le prospettive di cui abbiamo potuto avere solo un assaggio. Personalmente continuerò a lanciare post pieni di disperazione da una parte e di speranza dall’altro, sulle brutture che continuano ad affliggere uno dei posti più incantevoli del mondo”.

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