Acque agitate al Comune: aggredita assistente sociale e personale in subbuglio per il declassamento delle attività culturali

C’è grande tensione ed un clima piuttosto agitato al Comune di Bacoli, in particolar modo tra il personale dei dipendenti pubblici. Innanzitutto, il fatto di cronaca, ovvero l’aggressione avvenuta l’altro ieri presso i locali di Via Miseno (Casevecchie) subita da un’assistente sociale da parte di un residente di Bacoli, utente dei servizi sociali.
La dipendente comunale è stato costretta a recarsi presso il Pronto Soccorso dell’Ospedale “La Schiana” di Pozzuoli rimediando una prognosi di 7 giorni. Molteplici le manifestazioni di solidarietà e di vicinanza da parte dei colleghi e delle sigle sindacali, i quali chiedono a gran voce maggiore sicurezza e vigilanza all’ingresso dei vari uffici.

ACCORPAMENTO DEGLI UFFICI – Ma oltre all’episodio di cronaca c’è anche altro, una deliberazione del Commissario Prefettizio, la n. 14 del 31 Gennaio 2017, che prevede la revisione parziale dell’organigramma e del funzionamento dell’Ente e, tra le altre cose, l’accorpamento del personale dell’ufficio cultura e turismo a quello riguardante la biblioteca. La delibera prevede tanto altro: il servizio comunicazione istituzionale (web ed e-trasparenza) dall’area innovazione-tecnologica all’area I affari generali e amministrativi; la gestione delle palestre scolastiche dall’ufficio di staff “gare e contratti” all’area dei servizi scolastici; la gestione degli impianti sportivi dall’area dei lavori pubblici al settore visibilità e gestione amministrativa del patrimonio dall’area dei lavori pubblici all’ufficio di staff “Gare e contratti”.

Sono due gli aspetti da sottolineare. Innanzitutto il fatto che questo atto deliberativo ha una tempistica incomprensibile, visto che normalmente viene inteso come un atto di indirizzo politico, e non si comprende l’urgenza di farlo deliberare dal commissario straordinario quando mancano pochi mesi alle elezioni con una parte politica (qualsiasi essa sia) che avrebbe tutta la legittimazione per deliberare nel modo che ritiene più opportuno.
E’ chiaro che la revisione dell’organigramma comunale con l’accorpamento dei settori (da 17 a praticamente 12, compresi gli uffici di staff) ed i provvedimenti di pre-pensionamenti attuati con l’amministrazione Della Ragione portano a dover effettuare delle modifiche continue all’organigramma visto che possono verificarsi delle carenze che vanno arginate con determinati interventi. Però, dato che mancano pochi mesi all’elezioni, sarebbe preferibile che questo tipo di interventi vengano fatti da un’amministrazione comunale eletta dai cittadini.

A RISCHIO LE INIZIATIVE E LE ATTIVITA’ CULTURALI – Fatta salva la premessa espressa poc’anzi, la necessità di un atto compiuto da una parte politica piuttosto che da un’amministrazione commissariata collima con il secondo aspetto da sottolineare, ovvero l’aspetto strategico di determinate scelte. E qui si tratta di parlare più approfonditamente dell’ufficio cultura e turismo che non viene soppresso ma che viene sventrato dal punto di vista delle risorse umane e delle attività che vengono svolte per dar manforte al servizio biblioteca potenziato con ben 6 unità soggette a turnazione. Per dar manforte all’attività da bibliotecari, c’è il forte rischio che visite guidate ai siti archeologici del nostro territorio e percorsi di conoscenza storica da intraprendere nelle scuole e con le scuole vengano praticamente azzerati così come tante altre iniziative di enorme portata storica e culturale come, ad esempio, il “Maggio dei Monumenti” che rischia di finire in soffitta. E poi l’assistenza prestata nell’organizzazione di eventi e cerimonie varie, l’iter che concerne l’attribuzione del patrocinio morale e l’emissione dei permessi di caccia, altre attività difficilmente da collimare con quelle di biblioteca.

Non è possibile che un Paese di straordinaria e rilevante portata turistica, storica e culturale come Bacoli possa vedere praticamente annullato e/o smantellato il suo ufficio dedicato proprio ai servizi turistici e culturali. Chi ha deciso di intervenire in questa direzione, senza avere alcuna legittimità politica per farlo, si interroghi bene se è consapevole del luogo in cui lavora o se fa confusione con un qualsiasi paese sperduto dell’entroterra partenopeo o casertano, con tutto il rispetto che si deve a chiunque. Non può pagare sempre e solo la cultura e la bontà di chi spende la propria vita per tramandare le testimonianze storiche di questa magnifica terra non può essere barattata per tappare un buco qualsiasi. L’ufficio turismo e cultura va potenziato e non declassato.

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