“Aprite i cancelli!”: cittadini del Fusaro arrabbiati per la chiusura della pista ciclabile. A breve un sopralluogo tecnico: verso una parziale riapertura?

#Arapritsticanciell è l’hashtag che, in questi giorni, sta un pò accomunando i cittadini di Bacoli, in particolar modo quelli del Fusaro, sulla questione della pista ciclabile chiusa ad inizio di questa settimana. C’è rabbia, tanta, e c’è soprattutto la voglia di tornare a rendere usufruibile un’area come quella del Frutteto borbonico, immediatamente prospiciente il percorso ciclo-pedonale per il quale (non ci stancheremo mai di ripeterlo) sono stati sperperati milioni e milioni di euro di fondi europei (di soldi pubblici).

13872977_10210321887873418_460893326697729456_nIl Centro Ittico Campano ha disposto la chiusura della pista ciclabile dopo i sigilli apposti dal Comando di Polizia Municipale (nelle sue funzioni di Polizia Giudiziaria) alle giostrine donate e montate dai Supermercati Vibian non tanto per l’assenza di certificati di sicurezza dei materiali utilizzati (le caratteristiche delle giostre in questione) o per il collaudo statico delle montature, quanto per la mancanza di una piena documentazione che avrebbe dovuto tener conto anche di una certificazione anti-sismica e di un’autorizzazione paesaggistica (perchè le giostrine modificano il paesaggio, va detto, e per tale motivo era necessario che una commissione si riunisca per accordare il “permesso”). Ad ogni modo, a causa di materiale di risulta ed altri rifiuti ingombranti presenti nelle vicinanze (stantii già da diverso tempo), è stata disposta provocatoriamente la chiusura e l’interdizione di tutta l’area. Mistero sul cartello, privo di timbro e di dispositivo, apposto sulla cancellata che recitava “Area sottoposta a sequestro giudiziario dalla Polizia Municipale”: il Comando di polizia locale ne smentisce la paternità. A tal proposito è stata aperta una denuncia contro ignoti.

pista4A tal proposito, è lecito farsi tante domande: ma quel materiale di risulta non faceva bella mostra di sè anche quando era stata montata una nuova altalena, non più tardi di sei mesi fa, anch’essa donata da un privato cittadino? Per lo stesso principio di pericolosità della pista ciclabile del Fusaro, non andrebbe adottato lo stesso provvedimento anche per la pista ciclabile di Bacoli, soprattutto il tratto che va da Cinque Lenze al dosso di Casevecchie, anch’essa in condizioni precarie? E poi, a prescindere dal sequestro delle giostre, possibile che quel materiale di risulta o altri rifiuti vari non possono essere rimossi e quindi evitare che ad essere penalizzata sia un’intera comunità, quella del Fusaro, che nell’arco degli ultimi mesi era finalmente tornata a riappropriarsi di uno spazio di aggregazione molto importante? Domande che tutti i cittadini si pongono e che gettano nello sconforto.

La cronaca, separata dalle opinioni, è la seguente: nella giornata odierna verrà effettuato un nuovo sopralluogo, stabilito in breve tempo dal Commissario prefettizio Gabriella D’Orsi, da parte dell’ufficio tecnico del Comune di Bacoli per stabilire se l’area debba restare chiusa, se possano esserci i presupposti per una parziale riapertura o se è possibile riconsegnarla ad una città che ha sempre più bisogno di spazi pubblici da vivere e godere anche in virtù dei tanti sforzi fatti per garantire i dovuti tributi al proprio ente locale. Da mercoledì i cittadini del Fusaro, che si ritroveranno anche stasera davanti ai cancelli della pista ciclabile, nei pressi dell’esedra di Piazza Rossini, insistono nel far sentire la propria voce e per urlare #Arapritsticanciell

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