Cuma, riapertura eccezionale per l’Antro della Sibilla domenica 1 maggio – Comunicato

Dopo la mobilitazione popolare dello scorso 24 maggio, coordinata da Identità Insorgenti e Locus Iste e a cui hanno partecipato anche l’associazione Freebacoli e il comune di Bacoli con l’assessore Gennaro di Fraia, arriva una prima, piccola vittoria: domani, domenica 1 maggio, l’Antro sarà infatti riaperto in via eccezionale dopo che, dal 17 marzo 2014, è chiuso al pubblico in attesa di lavori di messa in sicurezza a causa di infiltrazioni di acqua e piccoli crolli, come ci ha spiegato in occasione del presidio il direttore Francesco Sirano che, muniti di caschetto, ci ha condotto nell’Antro spiegandoci le criticità e gli interventi passati, presenti e futuri messi o da mettere in atto per ripristinare la visitabilità del sito.

save-sibilla-save-cumaDomani, l’antro sarà quindi visitabile in via straordinaria a gruppi di dieci persone, apertura fortemente voluta dallo stesso Sirano. Altre iniziative ci saranno anche a Baia, grazie a una collaborazione tra la Soprintendenza e  il Comune di Bacoli, l’Associazione Fillirea, la Pro Loco Baia e l’Associazione Caracas.

Riportiamo, di seguito, il comunicato della direzione del parco archeologico, che espone le diverse iniziative che saranno intraprese in occasione della giornata del primo maggio, e alleghiamo il video del presidio, con le dichiarazioni del direttore.

“Il Parco Archeologico di Cuma sarà interamente visitabile e offrirà ai visitatori la possibilità di accedere da due diversi ingressi, all’acropoli e alla città bassa, una volta muniti di biglietto gratuito presso la Ricevitoria per l’occasione collocata all’ingresso della città bassa. Il percorso dell’acropoli, regolarmente aperto tutti i giorni dell’anno, prevede l’ascesa dalle pendici del promontorio, dove è situato l’Antro della Sibilla (visitabile per il I Maggio in via straordinaria per gruppi contingentati di 10 persone), all’ingresso monumentale fortificato dell’acropoli antica e alle terrazze templari tradizionalmente denominate di Apollo e Giove, la cui attribuzione è attualmente in corso di revisione alla luce di recenti scavi; le terrazze sono dislocate in due punti nevralgici della collina e dominavano l’una la piana della città bassa e il monte Grillo, l’altra, situata sull’estremo culmine del promontorio, l’intero paesaggio costiero, ed entrambe legate dalla cosiddetta Via Sacra, una strada basolata che dall’ingresso monumentale raggiunge la sommità dell’acropoli e che in antico doveva accogliere anche le processioni rituali che si svolgevano tra le due terrazze.Il percorso della città bassa, visitabile in via straordinaria perché in attesa del completamento di interventi,collega le aree che sono state, e sono a tutt’oggi, oggetto dei più recenti scavi da parte di Istituti Universitari italiani e stranieri; dall’ingresso si raggiunge subito il foro, centro sociale ed economico della città, che si configura come una piazzarettangolare porticata sulla quale si aprono delle tabernae e una serie di edifici a carattere pubblico e sacro, tra i più imponenti, ilCapitolium, che ne occupa l’intero fronte occidentale e il cd. Tempio del Gigante, interamente inglobato dall’omonima Masseria seicentesca; dal foro si prosegue verso le Terme di età flavia e verso un’area di abitatonella quale si stratificano fasi edilizie che coprono un vasto arco cronologico, dall’età arcaica a quella imperiale; oltre l’abitato, proseguendo verso nord si raggiunge la Porta Mediana, una delle porte urbiche meglio conservate, con la relativa cinta muraria, cui si addossa l’Ippodromo, e la necropoli monumentale, situata subito fuori della città, con i suoi maestosi mausolei di età imperiale collocati lungo i margini della via Domitiana.

I due percorsi si uniscono presso la Crypta Romana, galleria interamente scavata nel tufo realizzata da Agrippa in funzione della guerra civile, attraverso la quale i visitatori possono raggiungere l’acropoli direttamente dal foro, e viceversa, avendo a disposizione l’intera spazialità del centro più vitale della città antica.

L’evento offre, in collaborazione con le Università di Napoli “Federico II” e Seconda Università, l’Istituto Universitario Orientale e il Centre Jean Bérard, un servizio gratuito di guide, fornito da professori, dottori e studenti universitari operanti sul campo e inoltre coinvolge tutte le professionalità presenti sul territorio, le quali potranno “raccontare” ai visitatori, ove gradito e/o richiesto, che tipo di lavoro ognuna svolge all’interno del Parco: in tal modo si intende rendere partecipe il pubblico delle attività di monitoraggio e delle lavorazioni che si svolgono “dietro le quinte” della gestione di un Parco Archeologico. Ingresso dal nuovo accesso presso la Masseria del Gigante.

Parco Archeologico di Baia

La villa imperiale di Baia, grandioso complesso residenziale con apprestamenti termali, articolato su terrazze che dal crinale della Sella di Baia digradano verso il mare. Allo stato attuale, le evidenze a terra, incluse nel Parco Archeologico di Baia, sono rappresentate da vari nuclei edificati in diversi momenti (Villa dell’Ambulatio, Settori di Sosandra, di Mercurio, di Venere), che si agglomerano intorno a un nucleo originario di età tardo-repubblicana (Piccole Terme) per formare la struttura che diverrà residenza estiva degli imperatori. Le evidenze sommerse, racchiuse nell’Area Marina Protetta di Baia, sono costituite da ambienti di rappresentanza e di soggiorno (Ninfeo di Punta Epitaffio) e da edifici interpretati come originarie ville marittime (Villa a Protiro e Villa dei Pisoni) espropriate e inglobate nella proprietà imperiale; lungo la linea di costa antica correva inoltre una strada basolata (Via Herculanea), di cui si conservano imponenti resti. Complessivamente l’imponenza architettonica delle strutture di cui si compone la villa, che godono di un eccezionale stato di conservazione in elevato, e i preziosi rivestimenti (stucchi, intonaci, mosaici) che la adornavano testimoniano ampiamente la straordinaria rilevanza del sito di Baia in età romana.

Con l’occasione dell’apertura del I Maggio, in collaborazione con il Comune di Bacoli, l’Associazione Fillirea, la Pro Loco Baia e l’Associazione Caracas, la Soprintendenza intende offrire ai visitatori la possibilità di effettuare un percorso unitario tra mare e terra che consentirà di ripercorrere l’intero complesso architettonico rivivendo i fasti imperiali: pertanto, dopo la visita al Parco Sommerso (visita in barca con fondo trasparente a prezzo ridotto), il pubblico potrà accedere a titolo gratuito allo straordinario monumento noto come Tempio di Diana e alle Terme di Baia dal nuovo ingesso p.zza De Gasperi.

Il settore di Mercurio sarà fruibile anche ai visitatori con disabilità motorie; all’interno del Parco, ’Associazione Caracas visite drammatizzate a cura dell’Associazione Caracas”.

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