Iannuzzi tradito dai suoi “galoppini”: non è più il sindaco di Monte di Procida

Francesco-Paolo-Iannuzzi-sindacoE’ un giorno storico per il più piccolo dei comuni dei Campi Flegrei.

Monte di Procida non ha più un sindaco. E, per la prima volta nella sua ultracentenaria indipendenza da Procida, dal 1907 ad oggi, sarà guidata da un commissario prefettizio.

La notizia, nell’aria da qualche giorno, è stata resa ufficiale questa mattina quando, in Municipio, sono state ufficialmente protocollate le firme di 10 consiglieri comunali. La maggioranza, su 16 complessivi, che determina lo scioglimento immediato del consiglio comunale.

Termina così, nel modo più inglorioso possibile, l’era del primo cittadino Franco Iannuzzi che, con la fascia tricolore, perde anche automaticamente l’ambita presidenza regionale dell’Associazione Nazionale Comuni Italiani. Sindaco dagli anni ’80, prima ancora di “Mani Pulite” e della fine della Prima Repubblica, Iannuzzi è stato più volte “capo” incontrastrato della politica locale.

Ma, oltre che per la sua azione amministrativa, sarà ricordato anche come il primo sindaco di Monte di Procida ad essere “mandato a casa”. Per altro, proprio dai suoi fedelissimi.

A sottoscrivere le proprie dimissioni, infatti, oltre ai componenti di opposizione del gruppo di Svolta Popolare (Giuseppe Pugliese, Leonardo Coppola, Antonio Carannante, Teresa Coppola, Vincenzo Scotto di Santolo), è una cospicua parte di consiglieri comunali eletti, nel 2011, proprio nella lista a suo sostegno, “Un Monte Migliore”.

C’è Salvatore Capuano, da tempo uscito dalla maggioranza di centrodestra e dichiaratosi indipendente; e poi alcuni dei suoi “galoppini” storici, riunitesi a dicembre nel gruppo “Monte di Procida 2.0”: Vincenzo Lucci, sino a qualche tempo fa vicesindaco al suo fianco; Ettore Prodigio, in passato con delega alle Periferie; Paolo Scotto di Frega, ex assessore alla Nettezza Urbana; e Luigi Schiano lo Moriello, subentrato da qualche giorno in consiglio comunale, subentrando a Raimondo Pugliese.

Franco Iannuzzi, partito 4 anni fa con una maggioranza schiacciante di 11 consiglieri, si ritrova oggi con soli 6 sostenitori in assise: Nunzia Nigro, Domenico Scotto di Carlo, Rocco Assante di Cupillo, Andrea Scotto Lavina, Nunzia Scotti.

A tradirlo, quindi, è stato chi gli sedeva accanto. Quasi tutti.

Ma l’eco del gesto, a tratti clamoroso, supera i confini flegrei e penetra sin dentro ai palazzi della Regione Campania. Infatti l’oramai ex sindaco di Monte di Procida, pare essere prossimo ad una candidatura alle elezioni regionali, tra le fila di Forza Italia. Velleità che, senza alcun ombra di dubbio, oggi vengono macchiate dall’onta della “cacciata” anticipata. “Che slancio può avare un candidato che è incapace di gestire finanche le beghe di casa propria?”, si chiedono in molti.

Intanto, in queste ore, sono in corso le procedure per evitare un lungo commissariamento. L’ipotesi più probabile è che anche Monte di Procida, così come Bacoli e Quarto, il prossimo mese di maggio tornerà nuovamente alle elezioni.

Una lunga storia di potere (anzi, lunghissima), terminta senza alcun lieto fine. Il re, intento a conquistare nuove frontiere, venne spodestato dai suoi stallieri.

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