Fusaro, vittoria di alunni e genitori: a scuola c’è la scala d’emergenza

10990791_619016551575416_7905596255158389864_n“Si prenda atto che a causa di gravi carenze al sistema di sicurezza del primo piano dell’edificio scolastico di Via Virgilio, ne sarà inibito l’accesso con decorrenza immediata. Tutte le classi delle primarie dovranno essere spostate presso la sede della Plinio Il Vecchio in via Cuma . Ho deciso che, per un mese circa, le lezioni si svolgeranno nel turno pomeridiano, nelle aule delle medie inferiori, mentre verranno risistemate le aule al piano terra dello stesso istituto. A regime il calendario scolastico terminerà alla Plinio Il Vecchio. Così è deciso e così sarà fatto.” Più o meno…in questi termini ha inizio la sgradevole vicenda di cui sono stati involontari protagonisti cinquanta Bambini, di età compresa tra i 7 e 9 anni, di alcune classi della primaria dello storico plesso di Via Virgilio, al Fusaro.

Una sentenza emessa dal preside dell’istituto, in pieno accordo con il responsabile della sicurezza, che non lasciava nessuno spiraglio di discussione o dibattito e comunicata ai rappresentanti dei genitori, nell’ambito di una riunione, avvenuta appena riprese le lezioni a valle delle festività natalizie. Un regalo amaro che i Piccoli alunni hanno dovuto subire senza rispetto alcuno, e sottolineiamo con grande prepotenza, da parte della massima autorità scolastica dell’istituto comprensivo Plinio il Vecchio – Gramsci.
Una presa di posizione netta, ma soprattutto una chiusura totale ad ogni eventuale condivisione e dibattito tra tutti gli attori coinvolti, necessaria solo per salvaguardare e venire incontro alle diverse e molteplici esigenze dei Piccoli impegnati, come tutti i Bimbi della loro età, in molteplici attività extrascolastiche.

Inizia così il 2015 per i genitori e i Piccoli alunni delle classi elementari “dell’antico” istituto di Via Virgilio ( Fusaro ). Un muro contro muro che sfocia ben presto in un vero e proprio scontro frontale con il preside o meglio con l’ennesimo reggente a mandato temporaneo ( …così come accade da diversi a.s. alla guida della Plinio il Vecchio – Gramsci ) insediatosi ad a.s. inoltrato.

Ma veniamo ai dettagli degli eventi.
La causa principale della decisione drastica è dettata dall’assenza storica della scala esterna di emergenza. Una decisione sacrosanta, condivisa da tutti, per una mancanza strutturale gravissima che potrebbe mettere, in caso di emergenze, a grave rischio l’incolumità di Bambini e personale scolastico, fosse solo per un particolare non da poco : Via Virgilio non ha MAI avuto una scala di emergenza per il primo piano! Eppure negli scorsi anni nessuno mai aveva preso una decisione simile o assunto una posizioni così irremovibile. Una decisione drastica oltre che intempestiva visto che è avvenuta il 7 gennaio 2015 , appena tre mesi dall’inizio dell’anno scolastico 2014-2015 ! Pura distrazione o ritardi burocratici ?

Qualche anno fa fu solo realizzato il varco ed installata la porta con l’antipanico che preludeva all’adeguamento del sistema di evacuazione del primo piano, ma poi, la scala non è mai stata realizzata e chi doveva ha lasciato, colpevolmente, non solo l’opera incompiuta, ma una in eredità un “accesso al vuoto”, una potenziale fonte di pericolosità non presidiata, una porta che, se aperta inavvertitamente, avrebbe potuto essere, paradossalmente, causa di incidenti che nemmeno osiamo immaginare. Sbarrata la porta, da allora le amministrazioni hanno sempre latitato sull’argomento, sino a quando, l’attuale governo cittadino, nel suo piano di riqualificazione dell’edilizia scolastica, ha provveduto ad escludere lo storico edificio di Via Virgilio dalla lista degli edifici dichiarati “strategici”, declassificandolo a bene vendibile a terzi. Da allora nemmeno un euro di investimenti è stato più previsto per Via Virgilio, né per la manutenzione ordinaria, spesso a carico degli stessi genitori, né tantomeno per interventi strutturali mirati al completamento e all’adeguamento delle strutture di sicurezza dell’intero edificio. Tuttavia l’attività didattica non è mai stata interrotta o “spostata”, segno tangibile che nonostante tutto, qualcuno si era assunto la responsabilità giuridica per la sicurezza dell’intero stabile. Una responsabilità, scopriamo in questi mesi, che grava interamente su un professionista esterno che, negli anni, immaginiamo dietro lauto compenso, ha fornito e firmato il piano di sicurezza obbligatorio, il nulla osta e l’agibilità per consentire, ogni anno, lo svolgimento regolare delle attività didattiche, il tutto per buona pace delle autorità scolastiche e dell’amministrazione comunale. Che cosa è successo, dunque, il 7 gennaio ?

Evidentemente l’attuale preside, alla soglia della tanto sospirata pensione e in carica in regime di “temporaneità” non ha voluto macchiare (sue testuali parole ) il suo onorato curriculum, assumendosi una responsabilità troppo onerosa. “Non ho nessuna intenzione di passare un guaio dopo 30 anni di onorato servizio e a pochi mesi dalla pensione !!!” e quindi, in accordo con il responsabile della sicurezza ( …lo stesso dello scorso anno e anche del precedente… ), sbarrano l’accesso al primo piano e decretano lo spostamento di cinque classi di primaria ( una seconda, una terza, una quarta e due quinte classi per un totale di circa una settantina di BAMBINI ). Resterebbero nell’edificio solo le tre classi ubicate al piano terra ( una prima elementare e due classi di materna). Dinanzi alla chiusura netta del dirigente scolastico, totalmente sordo alla richiesta dei genitori di rivedere, almeno nei modi e nei tempi, le sue posizioni sul piano di spostamento stilato e soprattutto sull’adozione dei doppi turni, scoppia una furiosa reazione dei genitori, definiti dal preside degli “insensibili sprovveduti”. In queste condizioni l’assemblea dei genitori chiede l’intervento diretto del sindaco e dell’assessore alla cultura affinché sia possibile aprire una sorta di confronto che abbia come fine quello di tutelare i Bambini, la loro sicurezza e il loro diritto allo studio, in pieno accordo con l’intento del preside , ma senza distruggere gli equilibri e le necessità della loro vita quotidiana ricca di impegni anche dopo i doveri scolastici.

In un duro faccia a faccia con, preside, sindaco e assessore, l’attenzione dei genitori si sposta da subito sulle nemmeno tanto celate divergenze emerse nella discussione, fatte di incongruenze, responsabilità disattese e rigettate, tra le due massime autorità in carica. Più che un tavolo discussione è uno scontro che mette a nudo una realtà che testimonia come, già da tempo, ci fosse in atto, tra loro, uno scontro aspro sull’argomento. Un duro scambio di accuse e di irresponsabilità che aveva, già da prima, creato una frattura, divenuta ora insanabile con l’inattesa presa di posizione del preside. Di fronte alle insistenti pressioni dei genitori sulla inopportuna applicabilità dei doppi turni per Bambini così piccoli , viene avanzata una proposta incentrata sulla possibilità di occupare due aule libere al piano terra dello stesso edificio di Via Virgilio e altre tre aule tra il sito di Bellavista e la Plinio Il Vecchio in modo da consentire, senza stravolgimenti e sconvolgimenti insostenibili sia per le insegnanti che per i Bambini, il regolare svolgimento delle attività didattiche sino al termine del regime di emergenza. La proposta trova la netta opposizione del preside fermo sulle sue posizioni e convinto che la sua “proposta” sia la più opportuna oltre che l’unica possibile e percorribile. Dopo una serie di sopralluoghi a cui prendono parte il preside ( quasi costretto ), sindaco, assessore alla cultura e alcuni rappresentanti di classe, vengono individuati, nell’ex area uffici della Plinio il Vecchio di Via Cuma , tre ambienti, da adibire ad aule con pochi accorgimenti, ma soprattutto con ingresso e strutture igienico sanitarie indipendenti dal resto della popolazione scolastica, composta esclusivamente da ragazzi delle medie inferiori. Una soluzione “temporanea-definitiva” ritenuta una soddisfacente sistemazione, nell’immediato, per il sindaco e per l’assessore, mentre definita inopportuna dal preside, fermo sulle sue inossidabili convinzioni pur di opporsi, per definizione e principio, ad ogni alternativa proposta avanzata dall’amministrazione. La stessa proposta, vista l’impossibilità di adeguare l’edificio di Via Virgilio, data la mancanza di aule sufficienti o rese disponibili nell’immediato dal preside ( ? ) presso l’edificio di Via Bellavista e preso atto, dopo supervisione tecnica, della dichiarata inagibilità del piano terra, da anni abbandonato, della Plinio Il Vecchio da parte del sindaco, contravvenendo alla precedente decisione del preside di renderlo agibile ( con semplice “lavatina di faccia” ) utilizzando i fondi del Ministero della Pubblica Istruzione nell’ambito del progetto “Scuole Belle”, viene accettata con estremo senso di responsabilità dall’unanimità dell’assemblea dei genitori coinvolti.

Per presa posizione dell’autorità comunale la Plinio Il Vecchio e quindi il piano terra, in primis, saranno oggetto, nel breve, ad attività di ristrutturazione invasive e strutturali nell’ambito di un progetto più ampio di interventi di rivalutazione del patrimonio immobiliare scolastico del Comune e che interesseranno oltre la Plinio Il Vecchio, la Gramsci e la scuola Elementare di Via Cuma. Inopportuno e inutile l’intervenire al piano terra soprattutto perché la responsabilità per la tutela e la sicurezza dei Bambini in questo istituto sono direttamente esercitate e a carico del sindaco.

La cosa più naturale ed immediata, come richiesto da tutti i genitori, ovvero l’adeguamento della struttura di Via Virgilio viene scartata in modo lapidario. Non esiste possibilità di finanziare la realizzazione di una scala di emergenza per questo edificio, essendo stato inserito tra le strutture scolastiche da abbandonare nel prossimo futuro e quindi non più strategica nell’ambito del patrimonio immobiliare scolastico censito dal Comune. Le richieste non solo vengono bocciate, senza ambiguità, ma viene anche specificato che, anche qualora fossero stati disponibili i fondi, la realizzazione di una scala a norma richiederebbe tempi realizzativi ed ottenimento delle necessarie autorizzazioni che vanno oltre i sei mesi…pur volendo occorre gestire l’emergenza solo con un’inevitabile spostamento, ad altra sede, dei Bambini.

Dopo un trasloco lampo e ulteriori due giorni di sospensioni delle lezioni, le classi seconda, terza a quarta ( la prima e le due quinte restano al piano terra di Via Virgilio per esigenze organizzative delle insegnanti ) vengono trasferite, il 15 gennaio 2015, alla “scuola nuova” come amano dire i Bambini…ma qui inizia il loro incubo!!!
Complice i primi freddi e le prime abbondanti piogge della stagione invernale ed ecco emergere immediatamente i segni, passati inosservati all’analisi iniziale, di un disastroso stato del manto impermeabile della struttura ospitante. Dai soffitti di tutte le aule, in successione, spuntano e si espandono inesorabili macchie sempre più grandi di acqua, infiltratasi dal lastrico, e che con l’insistere delle piogge, del mese di gennaio, trasformano i soffitti in veri e propri gocciolatoi. Bidelli ed insegnanti cercano di raccogliere l’acqua con secchi di fortuna, mentre i segni delle infiltrazioni avanzano inesorabili e in modo preoccupante verso le plaffoniere dell’illuminazione. A ripetizione i bambini vengono spostati in ambienti di fortuna, liberati da armadietti e scaffali di documenti, spazi angusti ed inappropriati, privi anche di riscaldamenti e con impianti elettrici malfunzionanti. La situazione diventa insostenibile allorchè le piogge insistono e il freddo pungente costringe insegnanti e Bambini ad indossare giubbotti anche all’interno dell’edificio.

La protesta dei genitori riemerge e le pressioni verso il sindaco e l’assessore si fanno sempre più insistenti, mentre il preside si limita a sarcastici e beffardi commenti : “Io ve lo avevo detto…dovevate fare quello che vi avevo detto all’inizio…avete voluto fare di testa vostra, ora vedetevela con il sindaco!”. L’ennesimo atto di una guerra tra sindaco e preside senza esclusione di colpi che, ai più attenti, è sembrata quasi una sfida tra bambini viziati a colpi di dispetti, solo che il bottino non era la classica “caramella” ma il tentativo goffo e irritante di nascondersi o scaricarsi reciprocamente le responsabilità, senza minimamente pensare alle condizione in cui cinquanta Bambini circa, di età massima 9 anni, erano costretti a svolgere le lezioni quotidianamente.

Dopo l’ennesimo sopralluogo i tecnici del Comune di Bacoli prendono atto che lo uno stato del manto impermeabilizzante del lastrico è totalmente da rifare con tutte le pendenze e nessun intervento tampone riuscirebbe a garantire l’eliminazione delle infiltrazioni. L’intervento deve essere radicale e tempestivo e viene stabilito che, appena le condizioni atmosferiche lo permetteranno, la ditta, già titolare della commessa dei lavori di ristrutturazione, avvierà immediatamente l’intervento in emergenza. Passano circa 8 giorni di bel tempo e degli interventi promessi nemmeno l’ombra…oramai la pazienza dei genitori ha esaurito anche la riserva, e si decide di inasprire lo scontro.
Gli atteggiamenti intollerabili e le beffarde promesse alimentano il clima di tensione e il 26 gennaio 2015, riuniti in assemblea, i genitori, all’unanimità, inaspriscono lo scontro. L’assemblea concede ancora pochi giorni di tempo, non oltre il 30 gennaio 2015, per avviare gli interventi ma avvertono che, scaduti i termini, nel caso in cui l’immobilismo delle autorità persista e si continui con atteggiamenti di irresponsabilità e ostruzionismo ingiustificato al tentativo di risoluzione dell’emergenza, daranno luogo, in escalation, ad atti dimostrativi come quello estremo di bloccare le lezioni ed eventualmente procedere alla presentazione di un esposto, a firma di tutti, per richiedere alle competenti autorità in materia di agibilità e sicurezza degli edifici scolastici, una ispezione urgente, con l’obiettivo di certificare ed appurare lo stato attuale in cui versa la struttura in oggetto e il rilascio dei nulla osta necessari. La proposta costruttiva da presentare al preside e sindaco è quella di un trasferimento immediato dei Bambini nella struttura di Bellavista ( in cui erano state volontariamente “occultate” delle aule alla prima ispezione ) o in ultima istanza, il ritorno a Via Virgilio, anche con lo spettro dei doppi turni, inizialmente bocciati. Insomma tutto purché i Bambini abbandonino immediatamente l’area, loro assegnata, alla Plinio Il Vecchio.

Intanto, dopo pochi giorni di bel tempo, una pioggerella di polveri e di residui di vernici cominciano a staccarsi dal soffitto, depositandosi tra i capelli e sui banchi dei Bambini : gli stessi su cui, in barba a tutte le norme igienico sanitarie, fanno merenda e consumano i pasti nelle ore di refezione.
I contatti con sindaco e soprattutto assessore, che pubblicamente occorre, nonostante tutto, ringraziare per la sua estrema disponibilità e comprensione, meno per la sua capacità di imporsi nelle decisioni, soprattutto, nei confronti del dirigente scolastico, diventano incessanti e continui ad ogni ora del giorno, alla ricerca dell’ennesimo tentativo civile e pacifico di trovare una soluzione condivisa. Tra rinvii, minacce, tentativi di prender tempo, viene chiesto un ennesimo incontro con tutti gli attori coinvolti ad un’unica condizione : niente chiacchiere e promesse ma solo fatti, azioni concrete anche drastiche ed impopolari, se necessario, azioni di forza e autoritarie che abbiano come unico obiettivo quello di garantire la sicurezza e la continuità quotidiana delle attività didattiche dei Bambini. Decisioni forti che partono dalla consapevolezza di dover affrontare una situazione di emergenza trascurata e trattata con colpevole superficialità e da cui ognuno, nessuno escluso, a più riprese, ha tentato di sfuggire attribuendo colpe e responsabilità ad altri come nel più classico dei copioni del teatrino dello “scarica barile “ recitato in italiano burocratese. La drammaticità di uno scenario in cui, abbandonati sia dall’ amministrazione comunale che dalle autorità scolastiche, le sorti di cinquanta piccoli alunni sono nelle mani dei propri genitori, decisi ad andare fino in fondo per far valere i diritti dei propri Figli.

All’incontro, oltre ad un “manipolo” di coraggiosi e instancabili genitori, partecipa l’assessore alla cultura, un gruppo di tecnici del Comune di Bacoli e il rappresentante della ditta incaricata dei lavori, che intanto ha insediato il cantiere ed iniziato i lavori presso l’edificio scolastico di Via Cuma . Ancora una volta il preside diserta colpevolmente l’incontro, mentre il sindaco si aggrega, più tardi ( ?), a riunione già in corso.
Viene ribadito che il lavoro di rifacimento del manto impermeabile è invasivo e radicale perché deve essere nuovamente ricostruito il sistema delle pendenze per convogliare, verso gli scoli, l’acqua piovana, motivo per cui l’attività non può svolgersi in tempi brevi come auspicato in precedenza. Inoltre, colpa adempimenti burocratici per l’insediamento ed apertura di un secondo cantiere, il preside è assolutamente contrario allo svolgimento dei lavori simultanei nei due istituti ( Via Cuma e Plinio il Vecchio ) e soprattutto non vuole che gli interventi si svolgano con i Bambini nelle aule, anche se si tratta di attività in esterna. L’unica strada da seguire è quella di spostare nuovamente i Bambini in un’altra struttura, ad esempio Bellavista, dopo aver nuovamente censito la disponibilità degli spazi necessari nella struttura, e in ultima instanza il ricorso inevitabile ai doppi turni…oppure, potrebbe essere possibile ritornare a Via Virgilio.
In un attimo mille interrogativi : “Via Virgilio ? Ma come se ci avete sfrattato da più di un mese perché non c’erano, giustamente, le condizioni minime di sicurezza per i nostri Figli ed ora ci riportate a Via Virgilio ? Che senso ha tutto questo ? E la scala, il preside, il responsabile della sicurezza ? Lo stiamo chiedendo dal primo giorno di trovare una soluzione che evitasse spostamenti e disagi ai nostri Figli e ci avete detto che non era più possibile ed ora ci proponete di ritornare indietro ?“
Allorchè il sindaco, presa parola, espone ai genitori che, in realtà, con i tecnici del Comune di Bacoli, si stava pensando di affrontare l’emergenza, dopo averne verificato la fattibilità con preside e responsabile della sicurezza, con il noleggio, per il tempo necessario alla conclusione dei lavori di ristrutturazione del piano terra della Plinio Il Vecchio, di una scala d’emergenza “mobile “ a norma di legge. Si tratterebbe di una soluzione che consentirebbe di far rimuovere l’inibizione al primo piano e per di più di facile realizzazione poiché, dato il carattere “mobile” della struttura, consentirebbe una notevole semplificazione e snellimento dell’iter burocratico necessario all’ottenimento dei permessi, dei nulla osta della Soprintendenza e del Genio Civile. Una scala d’emergenza che, opportunamente assemblata con moduli standard, richiederebbe poco più di una quindicina di giorni per poter essere completata ed installata.

Il classico “coniglio tirato fuori dal cilindro” che lascia tutti basiti, compreso l’assessore alla cultura che pochi minuti prima, in assenza del sindaco, aveva, per l’ennesima volta, ribadito ( all’ennesimo tentativo di provocazione dei genitori ) che non c’era nessuna possibilità di investire nella sicurezza di Via Virgilio, e diciamolo pure, con una strana sensazione “addosso” di essere stati presi in giro per un mese e mezzo. Un mese e mezzo in cui dei Bambini, e non quelli del sindaco o del preside, sono stati oggetto di una “violenza” psicologica inaudita e costretti a vivere la loro quotidianità scolastica tra emergenze, scontri e disagi per delle prese di posizioni , legittime nei contenuti, ma manifestate e gestite con modi a dir poco crudeli e diabolici e durante i quali sindaco e preside non si sono risparmiati colpi bassi, senza preoccuparsi, minimamente, che gli effetti dei loro atteggiamenti presuntuosi e delittuosi erano dei “ lividi” lasciati sulla pelle dei Piccoli. Un’odissea, nello schema più classico delle tragedie greche, che alla fine, dopo un eterno peregrinare e girovagare tra mille disagi e peripezie, prevede il ritorno in patria, il ritorno a casa in nome del “vissero tutti felici e contenti”. Un solo particolare: non si poteva, visto il finale, evitare tutto questo ed ascoltare le richieste dei genitori dal primo giorno ?
Una battaglia vinta grazie alla tenacia e alla caparbietà degli stessi che oggi, a mente fredda, ponderano meglio i risultati ottenuti poiché, al di là di ogni cosa, questa vittoria pare non essere sincera fino in fondo…una sensazione strana che, certi, comunque, di aver profuso il massimo impegno per difendere la sicurezza dei propri Bambini e il loro diritto allo studio, non li fa gioire appieno perché non più certi che tutto sia stato ottenuto, solo, grazie alla loro dura e faticosa battaglia, ai loro sforzi, alla loro azione costante e coraggiosa.

E allora resta da chiedersi : perché aver affidato ad “un ufficio complicazioni affari semplici” una vicenda apparentemente di facile gestione che poteva e doveva, per rispetto dei Bambini, essere chiusa ancor prima dell’inizio del corrente anno scolastico.
Che siano stati “vigliaccamente” usati i Bambini e questa vicenda per altri fini ? Magari non all’inizio, ma nel corso degli eventi, è lecito pensare che, le strategie e le decisioni iniziali, preso atto della reazione veemente ed inaspettata nei modi e nei contenuti dei genitori e del coinvolgimento costante dei media locali che ne hanno dato grande risalto, siano state riviste o siano state studiate soluzioni a tavolino che potessero salvare l’immagine dell’amministrazione, agli occhi della popolazione intera, su tutta questa vicenda ?
La lotta dei genitori è stata esemplare, una strategia civile ed intelligente in cui hanno sempre cercato, a differenza delle autorità coinvolte, la condivisione d’intenti, la rivendicazione giuridica dei diritti dei propri Bambini, un dialogo costruttivo e propositivo . Una lotta, che in altri tempi avrebbe assunto solo il carattere di una protesta anche violenta, è stata invece condotta dai genitori in modo oculato e con un’abilità da strateghi navigati cavalcando l’onda del clima elettorale che in certe circostanze fa più “miracoli“ dei più “quotati martiri” del calendario e coinvolgendo i media locali allo scopo di essere certi che, la loro protesta, assumesse una notevole risonanza anche in rete. Una ricerca costante del confronto interno e con gli attori esterni all’assemblea, nonostante emergessero tentativi destabilizzanti il clima di dialogo, dettati soprattutto dall’esasperazione, il più delle volte disilluso e disatteso da atteggiamenti puerili da parte delle due massime autorità, dediti solo a scaricarsi reciprocamente le proprie responsabilità e conditi, in particolare da quella scolastica, da grande dosi di prepotenza, difficoltà al dibattito, oltre che da una certificata ( certificazione data dal campo…quello del dibattito ) inferiorità intellettuale e manifesta incapacità a gestire e risolvere, in modo efficace e tempestivo, emergenze di questo tipo. Non ultimo il coinvolgimento dei media locali che in modo costante e puntuale hanno seguito e dato evidenza alla vicenda. Una evidenzia che più volte le autorità hanno mostrato di soffrire, alla vigilia delle consultazioni elettorali, visto che più volte si sono sentiti il dovere di dissentire e smentire quanto veniva pubblicato e reso noto al popolo della rete. Una strategia intelligente perché era ovvio che, dall’inasprimento della lotta, gli unici a non trarne vantaggio in questo periodo sarebbero stati gli esponenti del governo cittadino. Le elezioni, un cavallo di Troia che si è forse rivoltato contro le autorità comunali, spingendole ad assumere una decisione inaspettata quanto apparentemente incomprensibile, anche agli stessi genitori, certi che, in altri tempi, non avrebbe nemmeno sfiorato la mente di chi avrebbe dovuto gestire ed affrontare tale emergenza.
Una cosa è certa in tutta questa vicenda : autorità scolastica e autorità amministrativa hanno sinora viaggiato su binari completamente diversi, ignorandosi ed evitandosi come nella peggiore tradizione della storia della burocrazia italiana. Uno dei successi dei genitori è stato quello di averli costretti, malgrado le loro resistenze, a sedersi intorno allo stesso tavolo e costringerli a lavorare per risolvere una spiacevole vicenda, da loro stessi montata.

Il ringraziamento dei genitori, va comunque, senza rancori, nonostante né avessero sacrosanto diritto, a tutti loro, ma soprattutto all’assessore alla cultura, per la volontà e la disponibilità mostrata, forse vittima anche lei del teatrino montato o bravissima attrice cooprotagonista. Un lieto fine che, da un lato vale la buona pace del curriculum INPS del professore e dell’altro un recupero di credibilità dell’immagine del sindaco che ottiene, e consentitemi ancora di dubitare, fosse solo per il finale scritto, che la cosa sia stata fino in fondo involontaria, una risonanza mediatica che, alle soglie delle consultazioni amministrative del prossimo mese di maggio, vale più uno spot elettorale in prima serata su una rete nazionale.

Concludiamo la cronaca specificando che il giorno 19 febbraio 2015, dopo un giorno in più di “vacanza”, in coda al ponte di Carnevale, necessario per il nuovo trasloco, il collaudo della scala ad opera del responsabile della sicurezza e il rilascio definitivo dei nulla osta finali , i Bambini sono ritornati alla “vecchia” scuola.
Un lieto fine di una vicenda grottesca che ha ancora molti punti oscuri da chiarire, ma, nel mentre ciascuno di noi è dedito a portare avanti le proprie riflessioni, una cosa è certa, questa storia non avrà repliche future. Occorrerà vigilare perché l’emergenza non è ancora finita : nei prossimi mesi un comitato di genitori, supervisionerà i lavori all’edificio Plinio il Vecchio e si assicurerà, visto che tra loro non mancano professionisti del settore, che gli stessi vengano realizzati a regola d’arte in modo che ai Bambini venga restituita, per il prossimo a.s. ( o almeno si spera ), una scuola funzionale, efficiente e dotata di tutti i requisiti di sicurezza. Nessuna inadempienza verrà più tollerata. L’intero plesso di Via Virgilio dovrà essere trasferito ( e non smembrato come accaduto in questa vicenda ) alla Plinio Il Vecchio solo a lavori ultimati e a cantiere rimosso.
Intanto per chi volesse è possibile iscrivere i propri Figli alla scuola dell’infanzia di Via Virgilio anche per il prossimo anno…alla faccia della coerenza del dirigente scolastico e dell’amministrazione comunale.

Se avete notato riferendoci ai piccoli protagonisti della vicenda ho scritto “Bambini”, “Bimbi”, “Figli”, “Piccoli” con l’iniziale in maiuscolo, mentre ho volontariamente lasciato in minuscolo quella di preside, sindaco, assessore e sinonimi vari. Almeno in questo articolo il rispetto va a loro visto che in tutta questa vicenda NESSUNO né ha avuto e mostrato abbastanza.

Gennaro Illiano – genitore

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