Cumana, prezzi altissimi per i bacolesi: che fine ha fatto la “filiera istituzionale”?

cumanaPotremmo fare una cronistoria dettagliata di quanto accaduto al trasporto pubblico locale negli ultimi cinque anni.

Ce la risparmiamo, stavolta. Disinteresse? Mai. Tutto fu descritto e documentato a suo tempo, proprio quando andava fatto, tra articoli, proteste e richieste fatte, affiancati dai comuni cittadini, nelle stanze dei rappresentanti, non di rappresentanza. Anche l’avessimo visto, siamo sinceri, avremmo mancato di farci foto di piacere con il Maurizio Lupi di turno, Ministro dei Trasporti, mica venuto a constatarne la vacanza, no: in vacanza.

Non ne faremo la cronistoria ma un passo indietro dobbiamo farlo: Giugno di quest’anno, alla cortese attenzione di EAV, ACAM, istituzioni e rappresentanze sindacali. Tavola rotonda sul trasporto pubblico: tutti parlano, tutti si scusano, qualcuno fa proposte, qualcuno non viene. Già da allora le sorti del trasporto pubblico locale, che come fattor comune hanno il continuo peggioramento, apparivano segnate. Eppure a parlare sono venuti i tecnici del settore, a spiegarci il come ed il perchè di una crisi profonda, non spiegabile a guardare soltanto gli ultimi anni certo, ma in questi ultimi anni aggravatasi in maniera esponenziale. Rassicurazioni? Poche in verità, ma forse per questo incoraggianti: di istituzioni neanche l’ombra, figurarsi, non c’era bisogno di rappresentanza.

Dal 1 Gennaio 2015 si cambia registro per il Consorzio Unico Campania. Tariffa aziendale per tutti, e poi la possibilità del biglietto integrato. Non deve essere convenuta proprio a tutti la tariffa unica, evidentemente. Mischiare in un unico calderone gli introiti delle nove aziende di trasporto pubblico campano avrebbe sicuramente potuto giovare quelle più deboli, se la politica fosse stata questa. Negli anni tuttavia, a ben vedere, le condizioni delle suddette aziende si sono progressivamente aggravate, i debiti mai appianati, se non aumentati. Deve essere convenuta solo ad alcuni la tariffa unica, evidentemente.

Così, dopo vari aumenti tariffari a percentuali indicibili, e nel frattempo che molte aziende, annusando aria di maretta, hanno già previsto il biglietto aziendale, si ritorna al caro vecchio biglietto unico (non Unico), con la possibilità sempre aperta di usufruire di un titolo valido per tutti (a prezzo maggiorato ovviamente). Il tutto, come sempre accade, risulta vantaggioso per alcuni, per altri meno.

Bacoli, ad esempio. Unica possibilità di collegamento: Bus e Cumana (Eav). Tempo medio impiegato per raggiungere Napoli: 60 minuti (ed è grassa). Qualità del servizio: —— . Prezzo del biglietto vecchia tariffa: Euro 2.20, validità di 120 minuti con possibilità di usufruire di qualsiasi tipo di mezzo pubblico. Nuovo prezzo: Euro 2. 60, corsa singola, biglietto aziendale, suppergiù maggiorato del 15% rispetto alla precedente tariffazione.

I soliti figli di nessuno, per non dir peggio. Ma, proprio durante la campagna elettorale, non si è mai figli di nessuno, anche se si potrebbe dirne peggio. Chi ci amministra non fa la voce grossa ma sommessamente si fa sentire. Questo il suo comunicato: clicca qui.

cumanaPotremmo fare una cronistoria dettagliata di quanto accaduto al trasporto pubblico locale negli ultimi cinque anni, sotto il mandato di questa Amministrazione, e ogni cambiamento registrato non è mai stato per il meglio. Le colpe del peggioramento della situazione sono ripartibili a piene mane, le responsabilità condivise da tutti: operatori, alti dirigenti, amministratori, Stato, Regione. Gran parte vanno comunque ricercate all’origine di quella filiera istituzionale tanto decantata alle elezioni di cinque anni fa: una continuità politica, un filo conduttore partitico che avrebbe dovuto legare indissolubilmente le sorti del nostro paese con quelle di Provincia, Regione e Governo, che avrebbe dovuto presentare le nostre istanze ai piani più alti. Filiera che si è risolta invece in una continuità di silenzi e assenze, non colmabili ora persino con il più infuocato dei “j’accuse”, figuriamoci con il più sommesso degli “scusate..”.

Esiste, anche in campagna elettorale, chi è figlio di nessuno: gli errori sono sempre di padre ignoto. In campagna elettorale non si fanno le scuse, si fanno le proposte. Durante il mandato non si fanno le passeggiate nè le foto di rappresentanza, si agisce. Non possiamo fare a meno del trasporto pubblico, la gestione dello stesso non dipende interamente da noi: bisogna richiedere ai “piani alti” che il servizio venga affidato a soggetti affidabili, che i contratti di servizio vengano rispettati, che i mezzi siano adeguati e che si viaggi in condizioni di sicurezza normali, sia per i lavoratori che per i viaggiatori.

Richiedere tutto questo non in forza di una “filiera istituzionale”, certa o probabile che sia, ma in virtù di un’unione di intenti tra Comuni vicini, tutti afflitti dagli stessi disagi. Così com’è il trasporto pubblico è inaffidabile: occorre creare un sistema di trasporto alternativo ed integrarlo, offrendo varie possibilità di movimento, intermodalità, minore impatto ambientale possibile, nuovi posti di lavoro.

La nostra proposta: clicca qui.

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