Prodotti di qualità e posti di lavoro: così rivoluzioneremo l’agricoltura di Bacoli

10636915_4993390969687_853799450626957047_oLa proposta di Freebacoli per il recupero, la valorizzazione e la gestione dei terreni agricoli e non, insistenti sul territorio comunale per creare lavoro.

PREMESSO:

Che il territorio del Comune di Bacoli vanta al suo interno numerosi appezzamenti di terreno di proprietà pubblica e privata;

Che ad oggi, ad eccezione di quelli di proprietà privata, tutti i terreni presenti sul territorio bacolese sono gestiti dallo Stato sia attraverso l’ente locale, che della società partecipata Centro Ittico Campano;

Che la gestione dei terreni di proprietà pubblica in questione, alcuni dei quali di grande rilievo paesaggistico e storico, risulta spesso inefficiente in termini di occupazione lavorativa e di produttività agricola, degradati, abbandonati a se stessi, utilizzati per scopi diversi dalla destinazione d’uso per la quale vengono affidati in gestione e in molti casi addirittura oggetto di sversamenti di rifiuti urbani e/o tossico-nocivi;

Che la mancanza di una corretta e adeguata gestione di questi beni arreca un fortissimo danno di carattere economico e sociale non solo alla città di Bacoli, ma a tutti i Campi Flegrei, rappresentando un’opportunità persa di creare occupazione lavorativa, produzione agricola, sviluppo del settore agro-alimentare e zootecnico etc.;

Che la città di Bacoli ha oramai raggiunto tassi preoccupanti di emigrazione, in particolar modo giovanile, dovuta alla mancanza di opportunità di lavoro;

Che altrettanto preoccupante è il degrado ambientale che vive Bacoli, dovuto anche all’inerzia ed all’apatia dei cittadini nel recuperare e valorizzare le risorse del proprio comune;

CONSIDERATO:

Che una corretta gestione e valorizzazione dei terreni di proprietà pubblica presenti sul territorio cittadino, secondo i canoni dettati dalle tecniche di produzione e trasformazione biologiche e biodinamiche, potrebbe trasformarli in una vera e propria risorsa per rilanciare l’occupazione, combattere l’emigrazione, porre un freno al dilagante degrado ambientale, incentivare una sana e corretta alimentazione.

Che un’utilizzo biologico e biodinamico dei terreni in questione rappresenta un modo rispettoso ed eco-sostenibile, di rapportarsi con l’ambiente, di sensibilizzazione cittadina, di miglioramento della qualità dell’alimentazione, della salute e della vita in genere, di recupero e tutela della biodiversità, della fertilità della terra e delle specie vegetali e animali autoctone;

10350357_4993377169342_3577550706341401303_nChe da numerose realtà agricole italiane ed internazionali, provengono testimonianze positive a sostegno di un utilizzo biologico, biodinamico ed equo-solidale dei terreni (vedesi “Corto Circuito Flegreo”,il “Distretto Economia Solidale della Brianza”, la “Rete Campi Aperti dell’Emilia”, la “Rete Genuino Clandestino, la “rete Campana Ragnatela”, la “Reti Siquillya & Ressud” etc) , oltre alle molteplici indagini medico-scientifiche che provano in maniera certificata i benefici di un’alimentazione biologica (vedesi…)

Che un indirizzo amministrativo che punti ad una gestione più attiva e decorosa dei terreni privati confinanti con i siti pubblici sopra riportati, potrebbe costituire l’opportunità di creare nuovi attrattori turistici, attraverso i quali dare lustro ad aree poco o per niente urbanizzate (ad es. lo Scalandrone, Cuma, la pineta del litorale romano etc.) che ad oggi versano in condizioni di degrado ed isolamento;

Che una gestione equo-solidale dei terreni e la creazione di una filiera corta a chilometro zero, controllata da un sistema di garanzia partecipata tra i produttori/trasformatori, i consumatori finali ed i tecnici del settore agroalimentare e zootecnico, assicurerebbe sostegno alle piccole ma importantissime realtà agricole locali, flegree e campane in genere, sicurezza sulla salubrità e tracciabilità dei prodotti nonché momenti di sana aggregazione culturale, di confronto e di messa in rete di competenze ed esperienze diverse, formando un ottimo modello di cittadinanza attiva e democrazia partecipata;

VISTO:

10730965_1586267594934677_2959564054014564884_nL’Art. 9 della Costituzione italiana “La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione”

L’Art. 117 della Costituzione italiana, comma 2, lettera S “Lo Stato ha legislazione esclusiva nelle seguenti materie […] tutela dell’ambiente, dell’ecosistema e dei beni culturali. Sono materie di legislazione concorrente quelle relative a […]tutela della salute; alimentazione […]valorizzazione dei beni culturali e ambientali e promozione e organizzazione di attività culturali;”

L’Art. 118 della Costituzione, che enuncia il principio della “sussidiarietà” (verticale e orizzontale) quale criterio di riparto delle funzioni amministrative;

Il Decreto Legislativo n° 114 del 24.02.48, Il Decreto Legislativo n° 121 del 05.03.48, Il Decreto Legiglativo n° 228 del 18.05.01, Il Decreto Legislativo n° 42 del 22.01.04, Il Decreto Legge n° 91 del 24.06.14

La convenzione di Ramsar dello 02.02.71 resa esecutiva in Italia col DPR n. 448 del 13.03.76 e con il successivo DPR n. 184 dell’11.02.87

Freebacoli propone 

MOZIONE

Il Consiglio Comunale di Bacoli, preso atto che ne il Centro Ittico Campano ne l’amministrazione comunale, ha mai assicurato al vastissimo patrimonio rurale ed agricolo insistente sul territorio locale, una adeguata gestione e valorizzazione; cosciente delle opportunità occupazionali e sociali che possono nascere da una corretta gestione dei siti agresti pubblici e/o privati; consapevole che i beni naturalistici siano, insieme a quelli culturali, le più grandi risorse di cui dispone questo territorio;

DELIBERA

  1. Di chiedere all’ente la realizzazione di una mappatura completa, dettagliata ed esaustiva, di tutte le aree campestri pubbliche insistenti sul territorio comunale e disponibili per attività di agricoltura e/o di allevamento, escludendo parchi e giardini già destinati alla fruizione dei cittadini come aree di verde attrezzato e di rilevanza archeologica
  2. 10801897_772560662816689_5728141481484186062_nDi individuare tra le aree campestri sopracitate, i siti privi di inquinamento da rifiuti solidi urbani e/o da elementi tossico-nocivi, di concerto con i rilievi scientifici dei tecnici degli enti preposti al controllo ambientale (ARPAC, ISPRA, ENEA etc.) e di catalogarle in riferimento alla seguente destinazione d’uso: a) terreni finalizzabili per l’alimentazione umana (agricoltura, allevamento etc.) b) terreni finalizzabili ad altro tipo di attività (coltivazione floreale, siti di osservazione e ricerca geologica, geotermica, archeologica etc.)
  3. Di procedere con la bonifica e messa in sicurezza dei siti campestri inquinati, così come già previsto dalla Delibera 18 del 18.04.084) Di istituire un organo di controllo locale composto da: rappresentanti delle istituzioni, dipendenti comunali competenti della materia, esponenti della società civile, tecnici volontari (agronomi, contadini, allevatori, fiorai etc.) attivisti, membri dell’associazionismo locale, forze politiche e chiunque sia disponibile alla gestione e supervisione della filiera corta, dei gruppi di acquisto solidale e dei sistemi di garanzia partecipata;
  4. Di dare mandato al comitato di controllo di :a) sensibilizzare i proprietari di terreni privati a coltivare i terreni in possesso ed a tenerli in uno stato di decoro e lustro onde tutelare l’estetica dei luoghi con i quali confinano, la visibilità turistico-mediatica del comune e la produttività dei terreni stessi.b) organizzare (laddove il proprietario avesse evidenti difficoltà a gestire il terreno privato) collaborazioni tra la filiera e lo stesso, realizzando orti sociali anche all’interno di fondi agricoli privati.c) individuare i proprietari di terreni privati che si servono di un’agricoltura di tipo chimico-industriale, e di sensibilizzare questi ultimi a convertirsi ad una di tipo biologico-biodinamico sia per migliorare la quantità e qualità delle colture prodotte e sia per inserirli all’interno della filiera corta dell’agro-alimentare.d) mettere in rete tutte le realtà agricole biologiche e biodinamiche locali, che andranno a rifornire punti vendita al dettaglio (supermercati, negozi di ortofrutticola, etc.) mense scolastiche (soprattutto asili) ospedaliere, attività turistico-ristorative che scelgono si approvvigionarsi di materie prime biologiche etc.e) organizzare convegni, incontri e pubblicazioni di sensibilizzazione, di concerto con l’amministrazione comunale, al fine di informare i cittadini, gli operatori del settore turistico-ristorativo e scolastico e la società intera su tutto quanto c’è da sapere su questa realtà (requisiti, tecniche, protocolli, operazioni etc.) f) supervisionare sulla gestione dei siti agricoli, sul rispetto delle clausole contrattuali e della concessione, favorendo la sinergia e la cooperazione tra i concessionari al fine di realizzare una filiera coesa ed efficiente e di promuovere le tipicità locali.
  5. Di adibire i terreni bonificati alle finalità di cui al punto 2, lettera b, fittandoli a basso costo a cooperative di lavoro e/o ad aziende di floricultura, in modo da concedere sia a queste ultime di avviarsi sul mercato e di non essere “affossati” da eccessive ed insostenibili imposte, e sia all’ente di trarne profitti da destinare alle casse comunali.
  6. Di adibire i terreni bonificati alle finalità di cui al punto 2, lettera “B”, fittandoli a basso costo ad enti ed organizzazioni pubbliche e/o private (quali università, istituti di ricerca, scuole, presidi della guardia forestale, associazioni etc) per la realizzazione di centri e/o laboratori di studio, formazione e di apprendimento didattico sul campo, relativi alle materie legate all’ecosistema flegreo, alla macchia mediterranea, al recupero di specie autoctone, alla fito-depurazione ed in generale al patrimonio biologico campano.
  7. Di adibire i terreni di cui al punto 2 lettera “A” alla realizzazione di orti urbani e sociali, ovverosia istituendo un bando di gara ad evidenza pubblica per tutti i cittadini (non solo di Bacoli; dando a questi ultimi priorità rispetto a quelli provenienti da altri comuni, nel caso in cui le domande fossero in esubero) che vogliano gestire una o più particelle di suolo secondo i canoni biologici e biodinamici indirizzati dal gruppo di controllo locale. L’affidamento ai cittadini (residenti e immigrati), alle associazioni, ai centri anziani, alle scolaresche ed a chiunque voglia partecipare alla filiera corta, e la messa in rete degli orti sociali che ne scaturiscono, rende possibile la creazione di momenti di forte aggregazione ed integrazione sociale, confronto intergenerazionale, scambio culturale etc. nonché incentiva la realizzazione di eventi e manifestazioni legati a questo settore. Tale utilizzo dei terreni inoltre, garantisce una frequentazione maggiore degli stessi, con conseguenti benefici sulla loro sicurezza e sulla manutenzione.
  8. 1488101_4993390929686_3796328830818957233_nDi adibire i terreni di cui al punto 2 lettera “A” alla realizzazione di opportunità di impiego nel settore agricolo, fittandoli a cooperative di lavoro, costituite o da costituirsi per la partecipazione al bando, senza alcun limite di età. La forma societaria della cooperativa di produzione e lavoro (che ha come scopo quello di fornire lavoro ai soci-lavoratori) risulta essere quella più adeguata per contemperare la creazione di reddito tramite i beni agricoli ed evitare allo stesso tempo una gestione mirante alla sola creazione di un utile di impresa. I beni agricoli infatti dovranno costituire fonte di reddito per i lavoratori delle cooperative-concessionarie, ma non dovranno essere fonte di lucro. Ciascuna cooperativa avrà in concessione un numero congruo di particelle di suolo (stabilito dal comitato di controllo) in modo da evitare il monopolio di poche persone sulla gestione degli stessi e favorire la partecipazione del maggior numero di lavoratori;
  9. Il contratto di servizio per disciplinare il rapporto tra Comune concedente e concessionari, così come lo schema di bando di gara dovrà essere preventivamente sottoposto dalla Amministrazione Comunale alla attenzione del Consiglio Comunale per la loro approvazione, in modo da garantire il controllo dei cittadini all’affidamento dei beni;
  10. Tutte le procedure di affidamento per la gestione indiretta dei beni dovranno avere la massima pubblicità e trasparenza; tutti gli atti, i documenti e le notizie necessarie dovranno essere a disposizione dei cittadini sul sito ufficiale del Comune di Bacoli;
  11. Di impegnare l’Amministrazione comunale a farsi promotrice con le amministrazioni degli altri comuni flegrei al fine di studiare e attuare insieme strategie e modalità di promozione e valorizzazione dei terreni e dei prodotti agro-alimentari flegrei e delle loro risorse naturalistiche, in particolare per la realizzazione di una certificazione autoctona che pubblicizzi in Italia ed all’esterno, le nostre eccellenze enogastronomiche
  12. Di impegnare l’Amministrazione comunale a relazionare nel prossimo Consiglio comunale sulla possibilità per il Comune di Bacoli, nelle more dei procedimenti e delle attività di cui ai punti precedenti, di utilizzare parte del personale del X Settore e della Flegrea Lavoro per le operazioni iniziali di diserbamento e manutenzione della vegetazione selvatica nel caso fosse necessario.

Freebacoli, #tuttanatastoria

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.