Il pm Ardituro a Bacoli: magistrato che promuove la cultura della legalità

Mancano due giorni al convegno “Legalità e Sviluppo per il Territorio” organizzato dall’Associazione Freebacoli che si terrà Giovedì 27 Novembre, a partire dalle ore 17, presso la Sala Ostrichina del Parco Vanvitelliano del Fusaro. Il convegno sarà l’occasione più unica che rara per parlare di come i concetti di legalità e sviluppo convergano, inesorabilmente, verso la stessa direzione e di come l’uno sia imprescindibile rispetto all’altro. Tutto questo verrà spiegato grazie alla professionalità di due esponenti di spicco della lotta alla criminalità: il magistrato Antonello Ardituro e l’on. Lorenzo Diana.

Per far comprendere meglio alla cittadinanza la rilevanza nazionale dei due relatori in questione, è utile documentarsi su di essi attraverso questi brevi tratti biografici. (Per quello di Lorenzo Diana, già pubblicato la scorsa settimana, clicca qui).

20140718_6093779 CHI E’ – Antonio Ardituro (altrimenti detto Antonello) nasce a Portici il 26 Febbraio  del 1971 e dopo aver terminato i suoi studi di Giurisprudenza presso l’Università Federico  II di Napoli entra in magistratura a partire dal 1997 essendo uno dei 120 magistrati  operanti presso la Procura di Napoli che è, tutt’oggi, l’ufficio requirente più grande  d’Italia.
Nel 2005 è stato nominato Sostituto Procuratore della Direzione Distrettuale  Antimafia (DDA) concentrando il proprio lavoro sulle azioni del Clan dei Casalesi,  sulle infiltrazioni camorristiche nell’economia locale e nazionale, in politica e nelle  amministrazioni comunali così come nello sport e nel tifo organizzato. A tal proposito i tifosi del Napoli lo ricorderanno per aver smontato la tesi sul presunto agguato dei napoletani alla stazione di Roma dell’agosto 2008, per aver condannato diversi giovani della Sanità per attentati nei confronti della vecchia SSC Napoli, per aver indagato (tra il 2005 ed il 2006) sulle estorsioni nei confronti della neo società del presidente De Laurentiis, per aver indagato sui rapporti tra i alcuni calciatori azzurri ed i clan e per aver condotto una serie di arresti (nel febbraio 2012) contro gruppi di ultrà delle Curve del San Paolo per reiterati atti di violenza e tentate estorsioni.

Per quanto riguarda ancora il mondo del calcio, il pm Ardituro è stato presidente onorario della Nuova Quarto Calcio per la Legalità, una squadra di calcio anti-racket militante in Eccellenza che è stata confiscata al boss Giuseppe Polverino il quale, attraverso il suo clan, smistava in provincia di Napoli un qualcosa come 5000 chili di droga al giorno. “Il calcio come mezzo per combattere le devianze, per affermare la legalità e per coinvolgere la gente” dirà Ardituro che nel febbraio 2011 aveva fatto scattare il sequestro della società con l’arresto e la condanna al regime del 41bis per l’ex presidente Castrese Paragliola, in affari con i Polverino.

ZAGARIA: PM ANNUNCIA CATTURA IN DIRETTA A MINISTRO SEVERINOMa il gran lavoro svolto dal pm Ardituro all’interno della DDA è soprattutto volto a smascherare gli episodi di corruzione e di collusione tra le organizzazioni camorristiche e diversi esponenti politici che le hanno favorite. Tra le indagini condotte vanno ricordati i procedimenti giudiziari che hanno portato prima alla cattura, nel 2010, del boss casalese Antonio Iovine e poi di Michele Zagaria (nel dicembre 2011) insieme a vari esponenti del clan dei Laudicino. Si ricorderanno, inoltre, le accuse ed il processo a carico dell’on. Nicola Cosentino, per i rapporti diretti con i casalesi nello sversamento di rifiuti tossici, collusione, concorso esterno ed estorsione aggravata per favoreggiamento, quello in cui è coinvolto l’ex sindaco di Villa Literno Enrico Fabozzi per finire alle minacce dei casalesi allo scrittore Roberto Saviano e la giornalista Rosaria Capacchione.

Ex vice-presidente dell’Anm di Napoli, questa estate Ardituro è stato eletto nel Consiglio Superiore della Magistratura mentre due anni fa è stato insignito del Premio Borsellino 2012 che ha voluto dedicare a tutte le vittime della mafia e della camorra ritenendo “vittime” anche tutti i cittadini che sono stati oggetto di abusi e soprusi. Ciò che va apprezzato in Ardituro è il suo impegno per il sociale collaborando con scuole ed associazioni varie per diffondere e promuovere la cultura della legalità. “Quello del magistrato – sostiene il pm porticese – è il lavoro più bello del mondo ed è anche divertente se fatto con passione. Lavorando nella DDA ho toccato con mano gli intrecci fra politica, imprenditoria, camorra e pezzi dello Stato. Ritengo – continua – che l’impegno professionale per assicurare un adeguato servizio-giustizia deve essere coniugato con quello volto a contribuire alla diffusione di una capillare e sempre più effettiva cultura della legalità. In quest’ottica ho sempre assicurato costante disponibilità alla partecipazione a convegni e incontri sulla legalità presso scuole ed associazioni, nel tentativo di fornire un contributo alla crescita del senso civico delle nuove generazioni, attraverso il quale anche fenomeni complessi come la criminalità organizzata possono trovare serio ostacolo alla loro diffusione e radicamento sul territorio”.

La chiosa di questa breve biografia va al ruolo del magistrato secondo Ardituro: “Il magistrato deve mettere a disposizione la propria specifica esperienza per testimoniare i valori fondanti della Costituzione e le idee di giustizia ed eguaglianza che pratica nella sua attività professionale. L’incontro con i giovani assicura, ogni volta, una carica eccezionale per riprendere a lavorare con rinnovato entusiasmo. Vale davvero la pena dedicare del tempo a questo impegno”.
Parola di un magistrato nella sua massima trasparenza, professionalità ed imparzialità.

ANTONELLO ARDITURO SARA’ A BACOLI GIOVEDI’ 27 NOVEMBRE PER IL CONVEGNO “LEGALITA’ E SVILUPPO” presso la Sala Ostrichina del Parco Vanvitelliano del Fusaro.

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