Freebacoli, guerra popolare di lunga durata: così stiamo liberando la città

10405631_765730696831789_4092854131611538024_nConsiderazioni politiche e tattiche di una grande giornata di vittoria.

Sun tse descrive nel suo trattato sull’arte della guerra(ma non è da meno il barone von Clausewitz), un modo di condurre la battaglia tutta particolare: la variante tattica permanente che già il generale e l’ultimo primo ministro della Dinastia Han, Cao Cao, al tempo dell’ Età dei tre regni,vissuto tra il 155 e il 220 dopo Cristo, definito popolarmente come il Machiavelli cinese, e poi il presidente Mao, descriverà come la guerra mobile permanente. In particolare nei 36 stratagemmi della strategia cinese ciò riguarda un modo particolare anche di concepire la politica e la guerra popolare di lunga durata.

Un piccolo esercito, un piccolo partito, una minoranza, una piccola formazione può condurre una lunga guerra di sfinimento dell’avversario con una strategia molecolare, di strategie di guerra rizomatiche, sotterranee. In genere l’avversario sottovaluta la capacità del piccolo esercito di combattere perché non ne capisce la motivazione. E’ vero cioè che un piccolo esercito, una minoranza deve avere per vincere un avversario più forte una grande , grandissima motivazione. E’ stato così per l’indipendenza dei popoli europei, è stato così per la liberazione dal Colonialismo, è stato così nella guerra popolare di liberazione contro il nazifascismo.

Da dove deriva allora la forza di una piccola associazione culturale e poi politica come Freebacoli? Dal suo essere una formazione, un soggetto politico plurale, rappresentativo di una forma politica che assume dentro di sé ogni identità territoriale, professionale,che ha stretto legami federati con altre associazioni territoriali, dentro e fuori Bacoli, che ha nella discussione politica franca e fraterna, democratica, il suo perno motore. L’utopia del futuro di cui parla Francesco, papa Francesco, è esattamente questo: il popolo federato che esprime la sua volontà attraverso i suoi figli, i suoi propri figli che amano il territorio, che hanno la cura fraterna dell’uno con gli altri, che sono grandi guerrieri dello spirito. Ma è soprattutto l’utopia concreta, lo slittamento topografico di due assi congiunti insieme, la teoria e la pratica delle relazioni sociali, la costruzione della comunità, del suo benessere,del suo ritrovarsi insieme, del progetto solidale del proprio destino.

Dunque l’unità di popolo avviene attraverso una dialettica complessa che mira al governo politico del territorio, unendo insieme produzioni agricole, produzioni microaziendali, scuola,formazione, sensibilità sociale ai giovani, agli anziani,alle fasce deboli e non di questa collettività. Ciò che in termini del post-moderno abbiamo pragmaticamente chiamato il biodistretto, un area definita dalla cultura, dalle identità, dalle potenzialità economiche del territorio, ma che a ben vedere è molto di più, molto molto di più: un tessuto di relazioni sociali che vanno oltre le famiglie, le caste, le lobby e definiscono simmetricamente l’economia politica del territorio.

10169458_765730923498433_4737746630077781391_nCiò che è avvenuto giovedì 27 novembre alla sala Ostrichina del Fusaro è una data da ricordare, un capolavoro di tattica politica che ha ribaltato una situazione in cui Freebacoli era data per spacciata da una congiuntura di forze politiche avverse, di attentati, di isolamento oscuro e nefasto. In poco meno di un anno il Partito della rete delle solidarietà sociali ha sorretto un muro di contenimento chiamato Antimafia,istituzioni repubblicane, forze armate che si sono schierate a favore del Partito della rete e della solidarietà civile, contro il partito mafia e il partito della corruzione.

Questo consente a Freebacoli, ai suoi membri attivi, di cominciare adesso una campagna politica e di massa per la Liberazione del territorio in modo democratico, riconosciuto dalle masse e dagli avversari come un avversario politico di tutto rispetto. Quelli che non hanno capito tutta questa complessità, stanno a guardare sperando di combattere sotto le insegne camuffe di una lista civetta chiamata (ahimè) centrosinistra. E che il candidato sindaco del sedicente centrosinistra si sia prestato a questo gioco, non fa che confermare la pochezza programmatica e strategica di una classe politica ormai allo sbando, con truppe assemblate a difesa di una oscurità culturale e antropologica che ha del necrotico.

Dunque la grande battaglia politica e culturale è cominciata con una digressione tattica che porta Feebacoli stessa dentro il cuore pulsante del popolo stesso. Siamo al centro della battaglia e non abbiamo più solo bisogno del consenso di opinioni, ma dell’abbraccio caldo della resistenza popolare. D’ora in poi Freebacoli starà in piazza a far conoscere i programmi, i contenuti, a capire i bisogni, le istanze, a chiarire le perplessità, ad estendere la rete delle federazioni associate.

L’unità di popolo è fondamentale. L’unità di popolo si costruisce sul territorio. Tutti uniti vinceremo!!

Vincenzo Crosio, storico della conoscenza

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