Il Comune aumenta Tari e Tasi, ma dimentica i concordati per gli affitti di case

Casa-cosi-il-fisco-divora-la-rata-d-affitto_h_partbIl 19 aprile del 2000 l’allora Segretario Generale del comune di Bacoli dott.Martino firmava l’accordo stipulato dalle organizzazioni della proprietà edilizia e dei conduttori maggiormente rappresentative a livello nazionale (come il SUNIA, Sindacato Unitario Nazionale Inquilini e Assegnatari) per determinare i parametri per la stipula dei contratti di locazione a canone concordato.

Questo accordo permette ai comuni ad alta tensione abitativa come Bacoli di avere notevoli agevolazioni fiscali sui contratti di locazione di immobili ad uso abitativo. In particolare gli aventi diritto possono beneficiare di una riduzione dell’aliquota IRPEF dal 22% al 10%, l’esenzione dal versamento dell’imposta annuale di registro e dal pagamento dei bolli, come conseguenti all’opzione per la cedolare secca. Tale accordo, siglato dal Segretario Generale e depositato presso il Comune di Bacoli al n. di protocollo generale 1007 del 19.4.2000, pur essendo in vigore tutt’ora, ovviamente con gli aggiornamenti ISTAT ad oggi, di fatto è come se non lo fosse mai stato in quanto non è mai stato diffuso pubblicamente.

Tale rivelazione è emersa grazie alle ricerche e alla successiva richiesta al Comune da parte di un professionista, affinché inquilini e proprietari di immobili possano finalmente usufruire dei benefici concordati. Eppure la stipula di suddetto concordato permetterebbe una boccata di ossigeno per i cittadini interessati, specie in questo periodo di crisi e aumento delle tasse.

Viviana Scamardella

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