Bacoli, un assessore in cambio di voti: ecco il “patto” tra Pdl ed Udc

Bandiere-a-mezzasta-al-comune-di-BacoliComincia la campagna elettorale dei partiti, come sempre in vecchio stile: Schiano nomina un assessore per fare pace con l’Udc.

C’è già profumo di elezioni in paese e, in vista di alleanze future, l’amministrazione in carica decide di utilizzare gli ultimi mesi di mandato per recuperare voti verso le “comunali” del 2015. Il metodo, inutile dirlo, è sempre lo stesso: utilizzare incarichi pubblici come forma di spartizione politica (quella, ovviamente, con la “p” minuscola).

E così, a soli pochi mesi dal “gong” finale, entra in giunta Michele Petrone.

Ex vicesindaco e consigliere comunale di Monte di Procida con la passata giunta Iannuzzi, rappresentate del partito di Casini (o, quanto meno, di una parte di esso), e candidatosi alle ultime elezioni montesi come capolista dell’Unione di Centro (in contrasto proprio con l’allora Popolo della Libertà). Una firma, palese, per un patto che solo nel 2010 si riteneva impossibile. Quello che vede l’Udc appoggiare, a Bacoli, Forza Italia e la nuova candidatura a primo cittadino del sindaco uscente.

A Petrone, secondo le prime indiscrezioni giunte dal Municipio di via Lungolago, sono state affidate le deleghe a Turismo, Ambiente, Spettacolo e Lavori Pubblici.

Tasselli decisivi per il progresso e la rinascita del paese, lasciati senza assessorato per oltre un anno e mezzo, per poi essere affidati a sei mesi dalle amministrative per sancire un “patto elettorale”. L’ennesimo schiaffo alla città, che però dà il senso di quanto poco peso abbiano avuto temi così delicati nel corso dell’ultima giunta bacolese.

Ma, ci chiediamo: come è possibile farsi beffa della comunità, utilizzando poltrone (e soldi pubblici) per mere finalità propagandistiche? Perchè temi quali “Turismo” ed “Ambiente”, assolutamente propedeutiche per il rilancio di una città allo sfascio, debbono essere gestiti alla stregua di ignobili merce di scambio? In che modo è possibile avere e dare una visione prospettica a deleghe che saranno gestite, a fine mandato, in regime di mera “amministrazione ordinaria”?

Debolezza governativa, i cui danni sono riversati sulle spalle della popolazione, che però scopre una falla nella corazzata di governo che circa 5 anni fa portava Ermanno Schiano a vestire la fascia tricolore. All’epoca, forte del proprio elettorato, il Pdl rifiutò ogni alleanza con i partiti di centro.

Oggi, dopo la pessima gestione della cosa pubblica, è costretto a correre ai ripari cercando, qua e là, scialuppe di salvataggio.

Ma non serviranno.

Tra sei mesi la città è pronta a chiudere i conti con un passato fatto di tanta miseria. Miseria politica.

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