“Fossa Neronis”, canale navigabile per unire due laghi: Averno e Fusaro

ImmagineI progetti di Claudio Nerone

Claudio Nerone, forse per guadagnare tempo o per non incontrare insidiosi ostacoli lungo la rotta Roma – Baia, tentò di realizzare un canale navigabile (la c. d. Fossa Neronis) che collegasse il lago d’Averno con quello del Fusaro. Il taglio di questa maestosa opera d’ingegneria idraulica è ancora oggi ben visibile ed è conosciuto come Fossa del Castagno.

Scoperta negli anni ’90 dal Prof. Werner Johannowsky, con l’ausilio di foto aeree e ricognizioni dirette sul terreno, la Fossa Neronis, uno sterro ancora abbastanza profondo largo 36 metri, declinava dal rilievo collinoso dello Scalandrone al lago Fusaro. Gli autori classici asserirono che Nerone, con un faraonico progetto comprensivo della riqualificazione dell’intera area flegrea, avesse intenzione di collegare tramite un canale navigabile il lago d’Averno fino alla residenza imperiale di Ostia.

Plinio accennava a lavori sul monte Cecubo, vicino al golfo di Amuncla, presso l’odierna Terracina, che portarono alla distruzione di un famoso vigneto da cui si traeva un ottimo vino di qualità. L’opera, cominciata nella seconda metà del primo secolo d.C. allo scopo d’approvvigionare Roma del grano prodotto in Egitto, sulle coste del Mar Nero e in Sicilia, fu abbandonata alla morte del tiranno.

Svetonio, nella biografia dedicata a Nerone nel De vita Caesarum (Ner., 31), ci fa sapere: “…intraprendeva la realizzazione di un canale dall’Averno fino a Ostia, che permetteva di portarsi in questa città con imbarcazioni, ma senza navigare sul mare. La lunghezza di questo canale doveva essere di centosessanta miglia e la sua larghezza tale che due navi a cinque ordini di remi potessero navigarvi in senso contrario. Per compiere questi lavori aveva dato disposizioni di trasportare in Italia tutti i detenuti dell’Impero, e di emettere solo condanne ai lavori forzati, anche per i delitti più evidenti”.

Mentre Svetonio forniva un’impersonale quanto scarna cronaca per il faraonico progetto dell’imperatore, il capzioso moralizzatore Tacito, riferendosi ai due architetti incaricati della realizzazione, Severo e Celere, annotava compiaciuto:

“…ebbero l’abilità e l’ardire di creare con la loro arte quanto la natura non consentiva e così sperperare le risorse dell’imperatore. Avevano, infatti, assicurato di scavare un canale navigabile dal lago d’Averno sino alla foce del Tevere, attraverso desolate spiagge e ostacoli di montagne. Per alimentare la corrente, altra acqua non poteva giungere se non dalle paludi Pontine, giacché tutto all’intorno è scosceso e arido; e ammessa la possibilità di uno scavo, la fatica era smisurata e immotivata. Ma Nerone aveva il pungolo dell’incredibile e tentò di condurre scavi sulle alture in prossimità del lago d’Averno; e restano ancora le tracce di questa speranza delusa – manent vestigia irritae spei -“.

Continua…

Gruppo Cultura – Freebacoli

Un pensiero riguardo ““Fossa Neronis”, canale navigabile per unire due laghi: Averno e Fusaro

  • 28 Luglio 2014 in 19:33
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    l’ho sempre pensato che per anni i nostri insegnanti ci propinavano “bugie” e che la storia ha scritto troppe fesserie su Nerone che fosse o era un tiranno, un incendiario etc… (era solo invidia di chi scriveva la storia?), e sotto sotto invidioso di quel genio che era Nerone, ovvero Lucio Domizio Enobarbo Nerone Claudio Cesare Augusto Germanico, ce l’ha fatto apparire come nemico del bello.
    Oggi dopo aver letto l’articolo sopra riportato e la denuncia del dottor Mancuso devo pregare che risorga dalle ceneri quel grande genio che era, diciamolo il nome per intero, almeno gli rendiamo giustizia, Lucio Domizio Enobarbo Nerone Claudio Cesare Augusto Germanico… amava così tanto i nostri luoghi che ha (sic) sacrificato la madre e chissà quante trame e complotti contro quei signori pusillanimi che come oggi se ne fottevano del bello e così la mia Vàcule risorgerebbe come una fenice dalle ceneri e dall’oblio in cui è stata relegata da gente incapace. Sogno ad occhi aperti, e già, sperando nella venuta di un amministratore come lui insomma un nuovo Messia e avremmo giochi equestri nel circo Flavio di Pozzuoli di loro dopo aver fatto tanto male alla signora Vàcule che allieterebbero tutti noi oggi?

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