Campania, musei aperti anche la notte: tranne nei Campi Flegrei

Castello di BaiaLa direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici della Campania, rende noto ( attraverso questo avviso ) che dal 1° Luglio è istituito un prolungamento orario delle aperture nei siti archeologici più rilevanti di proprietà dello Stato. Ogni Venerdì sera, dalle 20 alle 22, sarà possibile entrare nei monumenti che aderiscono all’iniziativa e goderne la suggestione in notturna. Ma non solo.

Per rendere le aperture più dinamiche il MiBACT ha ben pensato di estendere tale invito ad associazioni, gruppi musicali, compagnie teatrali ed artisti in genere affinchè avanzino proposte per spettacoli culturali, attività itineranti e performance di vario tipo. Un’idea molto valida, in linea con le proposte che Freebacoli porta avanti da tempo, sulla fruizione dei nostri beni archeologici, che meritano di essere vissuti dai cittadini ad ogni ora del giorno e della notte non soltanto per il valore storico e la bellezza architettonica che rappresentano, ma soprattutto per le opportunità di lavoro e di lustro che ne derivano.

Aprire un sito di notte vuol dire richiamare visitatori che usciti dal monumento potrebbero soffermarsi in zona, presso i centri storici ed i locali del territorio, creando così un’economia locale ed uno sviluppo “di qualità”. Un’iniziativa che a nostro avviso andava estesa a tutti i comuni della Campania, o almeno – ragionando per aree geografiche – a tutte quelle zone di particolare interesse archeologico e naturalistico, Campi Flegrei in primis. Invece così non è stato. Visionando l’elenco dei siti aderenti in Campania infatti (visibile qui  ) si nota come in tutta la regione, siano stati coinvolti solo cinque siti: il Palazzo Reale ed il Museo archeologico nazionale di Napoli, l’area di via delle Ginestre a Pompei, il Museo di Paestum a Capaccio e la Reggia di Caserta. Soltanto questi cinque musei potranno ospitare le iniziative notturne di cui sopra; non un solo sito flegreo è stato coinvolto nel progetto.

Tra quelli “maggiori” che potevano essere quasi sicuramente coinvolti il Museo archeologico dei Campi Flegrei sito nel Castello aragonese di Baia (definito nel 2008 dal presidente Napolitano come il più bel Museo d’Italia) le Terme romane di Baia, l’Acropoli di Cuma, il Parco Vanvitelliano del Fusaro, il Tempio di Venere, il Tempio di Serapide a Pozzuoli, l’anfiteatro Flavio, lo Stadio di Antonino Pio, il Rione Terra.

E chissà quante altre località archeologiche flegree. Una triste mancanza che denota se non una considerazione minore del nostro patrimonio culturale, quantomeno una dimenticanza, dovuta forse al valore periferico che la soprintendenza di Napoli, da ai Campi Flegrei. Per questo Freebacoli propone alla direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici della Campania, di colmare quest’assenza e di includere nella lista dei siti disponibili anche uno di provenienza flegrea. Oppure, in mancanza di questa possibilità, di sollecitare chi di dovere affinchè la stessa iniziativa notturna sia proposta – anche in un periodo dell’anno diverso – nei Campi Flegrei, che hanno tanto da offrire sia in termini di archeologia che di risorse umane valide.

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