Fusaro, cromo e arsenico nel lago: quando la Selenia impose il segreto di Stato

lago-fusaro-sporcoSi pubblica di seguito un atto di messa in mora del Comune di Bacoli, circa la scottante vicenda del ritrovamento di percentuali elevate di cromo esavalente all’interno di una falda acquifera di via Giulio Cesare al Fusaro.

Il documento è stato sottoscritto, ed inviatoci, dall’avvocato Giacomo Perreca.

“Con la presente, nella qualità di cittadino residente nel territorio del Comune di Bacoli, Vi significo quanto segue.

Dalla consultazione del sito web istituzionale del Comune di Bacoli apprendevo che, in data 17.4.2014, veniva assunta al protocollo generale dell’Ente, al n. 8264, l’ordinanza sindacale n. 53.

Tale ordinanza conseguiva agli accertamenti eseguiti dall’Arpac presso il peziometro PZ M4, ove è stata riscontrata una concentrazione dell’analita CROMO VI, in percentuale superiore ai limiti fissati dalla normativa vigente, con elevato grado di tossicità per l’ambiente e la salute umana. Con la su citata ordinanza è stato ordinato alla MBDA Italia S.p.A., con sede in Bacoli (Na) alla Via Giulio Cesare n. 105, di sospendere, a tutela dell’ambiente e della salute umana, l’attività dei lavoratori che possono venire a contatto con le acque di falda, limitatamente al peziometro M4, vietando l’impiego delle predette acque per qualsivoglia utilizzo.

In realtà, la questione dell’inquinamento del territorio del Comune di Bacoli, delle sue falde acquifere e del Lago Fusaro, nelle cui prossimità sorge lo stabilimento della MBDA, ad opera di metalli pesanti tra cui il CROMO VI, non è un fatto nuovo per l’amministrazione comunale. Infatti, il 18.4.2008, il Consiglio Comunale di Bacoli approvava la deliberazione n. 18, accogliendo una mozione del sottoscritto, allora consigliere di opposizione. In tale deliberazione venivano poste in luce tutte le fonti di inquinamento del territorio comunale attestate nel corso degli anni, anche a seguito degli accertamenti disposti dalla magistratura, investita della problematica su più fronti.

In particolare, nella predetta deliberazione n. 18 è testualmente riportato uno stralcio della sent. n. 3744/98, emessa dal Tribunale di Napoli, I sez. civile, a definizione del procedimento di primo grado introdotto nel 1967 dal Centro Ittico Tarantino (oggi C.I.C.) contro lo stabilimento Selenia (poi Alenia, oggi MBDA) ed il Comune di Bacoli, in cui la società lamentava una continua moria di pesci nel Lago Fusaro. La su citata sentenza afferma che: “per quanto riguarda l’Alenia, la consulenza del 1974 ha individuato uno scarico nei pressi dello stabilimento del Fusaro. Nella relazione peritale si riferisce che, nel corso di vari sopralluoghi effettuati le acque presentavano tracce di materiale di diversa colorazione, con preminenza di colori verde e giallo. Quanto al prelievo del 22.7.72, le acque avevano una colorazione beige – chiaro, con tracce di ammoniaca, nitriti e cloruri. Altresì, sempre nei pressi dello scarico Alenia, in data 21.7.1973, è stato prelevato un campione di alghe morte, insieme ad un campione di fanghiglia, e si sono riscontrate tracce di ferro, cromo e solfiti”;

In relazione a tale procedimento, all’epoca, fu vietato ai consulenti nominati dal Tribunale di analizzare le vasche di raccolta dei reflui interne allo stabilimento Alenia, opponendo, quest’ultima, il segreto di Stato. Nessun accertamento specifico è stato, mai, operato nel Lago Fusaro: infatti, i tre consulenti nominati dal Tribunale di Napoli si limitarono ad analizzare le acque che provenivano dall’Alenia, ma non è mai stato effettuato un carotaggio del fondale del Lago, ove a tutt’oggi il Comune di Bacoli rilascia concessioni per l’allevamento di pesci, cozze e vongole.

Il Comune di Bacoli, ad oggi, non ha dato, ancora, esecuzione alla predetta deliberazione di Consiglio Comunale n. 18, in cui veniva richiesto, tra molteplici altri interventi a tutela dell’ambiente e della salute umana, di conferire incarico ad una società specializzata di effettuare un carotaggio dei fondali del Lago Fusaro, nella prossimità degli scarichi dello stabilimento Alenia, allo scopo di individuare eventuali rifiuti tossici.

Ancora, nell’informativa in ordine alla deliberazione n. 18/2008, resa in seduta consiliare del 18.5.2009 e recepita dalla deliberazione del Consiglio Comunale n. 24, veniva riportato uno stralcio della relazione scientifica del prof. Luciano Ferrara dell’Università Federico II di Napoli, docente della cattedra di Chimica, il quale, su incarico della Regione Campania, in relazione ad apporti di metalli pesanti nel Fusaro, a pag. 64 del proprio elaborato, scrive: “a causa di un lungo periodo di insediamento della Selenia sulle sponde del Lago un’attenzione particolare è stata posta alla valutazione di apporti inquinanti tradizionalmente collegati all’inquinamento di tipo industriale, i metalli pesanti. Le analisi per l’identificazione dei metalli pesanti sono state quindi effettuate su stazioni uniformemente distribuite sulla superficie del lago, con leggero infittimento proprio in corrispondenza dello scarico della Selenia”. E poi, a pag. 75 del la medesima relazione è riportato: “l’alluminio, che in forma di idrato sembra essere stato uno degli scarichi principali della Selenia, presenta valori massimi nella zona meridionale, in corrispondenza dello scarico dell’industria stessa e del suddetto scarico di Torregaveta”.

Ancora, nella relazione annuale redatta dall’Arpac sullo stato ambientale del Lago Fusaro del 26.3.2008, è risultato che: “lo stato ambientale del Lago Fusaro risulta essere scadente, con la presente si allertano i Sindaci dei Comuni di Bacoli e Monte di Procida sulla necessità di adottare – con la massima solerzia – tutte quelle procedure utili a migliorare, in misura significativa, lo stato ambientale del medesimo corpo idrico. Esiti analitici: Nelle acque del Lago Fusaro è stata rilevata sia presenza di PCB che concentrazioni di IPA superiori ai limiti previsti dal D. Lgs. n. 152/06. Le analisi delle acque del lago, in data 12.2.2007, hanno evidenziato, solo nel punto posizionato al lato destro dell’impianto di mitili, sia presenza di Salmonella che PCB. Nei campioni prelevati in data 15.3.2007 tutti i valori dei parametri rientrano nei limiti di legge ad eccezione dei seguenti metalli: arsenico, piombo, cromo, nichel.

L’arsenico, in concentrazioni superiori al limite previsto per legge è con buona probabilità di origine naturale, tenuto conto delle caratteristiche vulcaniche dell’area flegrea; mentre piombo, cromo, nichel in concentrazioni superiori ai limiti del D.M. 367/03 sono sicuramente di origine antropica e potrebbero essere dovuti all’immissioni di scarichi industriali non opportunemente trattati”.

Tale situazione è rimasta inalterata negli anni, giacché l’amministrazione del Comune di Bacoli non ha posto, neppure, in esecuzione gli interventi deliberati dal Consiglio Comunale a seguito della deliberazione n. 18/2008, ma, piuttosto, si è limitato a rilasciare concessioni per l’allevamento di molluschi e pesci nel Lago Fusaro, nonostante fosse nota la presenza di metalli pesanti nocivi per l’ambiente e la salute umana, almeno a far data dal 1967.

Tale situazione, protrattasi nel tempo, senza che alcuno sia mai intervenuto per verificare la reale portata del grado di inquinamento del Lago Fusaro, delle falde acquifere, del territorio tutto e porvi rimedio, ingenera il timore che sussista un nesso eziologico tra lo stato di inquinamento del territorio ed il notevole incremento delle patologie tumorali. Tale incremento, già accertato nel rapporto sintetico dell’OMS – anno 2008, è stato di recente confermato dall’Istituto pubblico Pascal di Napoli, che ha evidenziato, come anche il Comune di Bacoli, sia tra i comuni con mortalità in eccesso per i tumori alla mammella ed al fegato per il genere femminile.

Di converso, non può tacersi che l’inquinamento delle falde acquifere, protrattosi per oltre 40 anni, ha certamente comportato un interessamento anche dell’agricoltura e dell’allevamento sul territorio (tramite irrigazione, abbeveraggio degli animali, irrorazione spontanea del terreno), con ingresso degli agenti inquinanti nella catena alimentare. Analogamente, è notorio che il cromo VI è un elemento solubile, mobile, tossico ed entra nelle cellule attraverso la via del solfato e del fosfato, ricettori di trasferimento dei metalli pesanti. Inoltre, poiché i composti del cromo VI hanno capacità ossidante, attività tossica sul citoplasma e proprietà mutagene e sono stati dichiarati dall’IARC cangerogeni per l’uomo, è non trascurabile il timore che possa essersi verificato, nel corso degli anni, per la cittadinanza tutta, l’assorbimento del cromo VI per via respiratoria, per via transcutanea, per via alimentare.

Il giorno 24.3.2014, presso l’Ufficio Ambiente e Territorio del Comune di Bacoli si è tenuta una riunione che ha richiesto la partecipazione dei funzionari del Comune, funzionari della MBDA Italia S.p.A., funzionari dell’Arpac e funzionari dell’Asl Na 2 Nord e da cui è scaturito un verbale ricettivo delle considerazioni sullo stato del territorio e degli intenti di tutte le parti in causa.

All’esito della predetta riunione, ed in ragione della richiesta avanzata dall’ASL NA 2 Nord – Dipartimento di Prevenzione, con nota di prot. N. 158/SISP del 26.3.2014, Lei, tra l’altro, emanava l’ordinanza n. 68 del 2.4.2014, prot. 10571, con cui revocava la precedente ordinanza di sospensione delle attività dei lavoratori che possono venire a contatto con l’acqua di falda – M.B.D.A. Italia S.p.A.; rimetteva copia del predetto provvedimento a tutte le pubbliche Autorità investite e/o interessate alla delicata questione.

Tuttavia, non appare che il Comune di Bacoli abbia mai provveduto a notiziare la Procura della Repubblica presso il Tribunale penale di Napoli della circostanza che la presenza del cromo, in percentuale superiore ai limiti fissati dalla normativa vigente, era già stata accertata nelle acque del Lago Fusaro, nel lontano 1974, dal CTU incaricato nel procedimento giudiziario promosso dall’allora C.I.T., contro la Selenia, con evidente provenienza dell’analita dagli scarichi industriali dello stabilimento allocato sulle sponde del predetto lago, come riportato nella su citata relazione di consulenza tecnica disposta dal Tribunale.

Inoltre, non appare che il Comune di Bacoli abbia mai trasmesso alle medesime Autorità, ed in particolare alla Procura della Repubblica presso il Tribunale penale di Napoli, le deliberazioni di Consiglio Comunale n. 18 del 18.4.2008 e n. 24 del 18.5.2009, aventi ad oggetto, tra le altre questioni ambientali, anche quella relativa alla presenza del cromo all’interno delle acque del Lago Fusaro, in misura superiore ai limiti previsti dalla vigente normativa. Certamente, tale omissione non è da Lei dipesa, ma è imputabile ad una mera dimenticanza del Suo ufficio di Staff.

Poiché è interesse della cittadinanza tutta conoscere le reali condizioni di salubrità del territorio in cui si vive, nonché gli interventi approntati dalle Autorità preposte a salvaguardia dell’ambiente e della salute pubblica, con la presente, il sottoscritto

INVITA

a) il Sindaco del Comune di Bacoli a rendere noto il contenuto del verbale redatto a seguito della riunione del 24.3.2014, mediante la sua pubblicazione per esteso sul sito web istituzionale dell’Ente;

b) il Sindaco del Comune di Bacoli, nella Sua veste di massima Autorità, in loco, in materia sanitaria, ad informare la Procura della Repubblica, presso il Tribunale penale di Napoli, del reale grado di inquinamento a cui è esposto il territorio e la cittadinanza tutta, trasmettendo, in primis, le deliberazioni di consiglio comunale n. 18 del 18.4.2008 e n. 24 del 18.5.2009, contenenti gli stralci degli atti giudiziari, delle relazioni scientifiche redatte dall’Università di Napoli – Facoltà di Chimica, e della relazione Arpac del 26.3.2008, e comunicando, tra l’altro, l’eventuale protocollo e gli interventi preventivati, al fine di escludere ulteriori rischi per la salute pubblica.

Sicuro che sarà Vs. cura provvedere con solerzia in merito, resterò in attesa di un Vs. riscontro, anche al seguente indirizzo pec: giacomoperreca@avvocatinapoli.legalmail.it.
Con avviso che in mancanza di adempimento, entro il termine di quindici giorni dalla ricezione della presente, provvederò io stesso a notiziare la Procura della Repubblica presso il Tribunale penale di Napoli di tutti gli elementi in mio possesso, in merito alla su descritta vicenda.

Distinti saluti”.

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