Schiavone: “La camorra sceglie i sindaci. Nei Campi Flegrei c’erano i Nuvoletta”

fasceE’ avvilente e sconfortante lo scenario descritto da Carmine Schiavone, pentito di camorra, per ciò che attiene lo scarico di rifiuti tossici in territorio campano: desecretati i verbali parlamentari del 1997. Il casalese, in un racconto che parte dal lontano 1988, traccia i confini del dominio nella mani del clan casertano.

Ma, al di là di ogni minimo particolare, a sconcertare è il metodo imposto ad istituzioni e comunità. I sindaci, gli assessori, i consiglieri, venivano scelti direttamente dagli Schiavone. Ed il differente credo politico non inficiava, a detta del pentito, la buona riuscita della concussione.

La politica dei clan

I comunisti diventavano democristiani, facce pulite venivano presentate solo come parafulmini utili a coprire traffici di denaro e di morte. “A noi bastavano i sindaci”, conferma l’ex affiliato al clan dei casalesi.

Carmine-Schiavone-Tra i politci di caratura nazionale, che si sono prestati al gioco di avvelenamento della malavita, anche noti referenti della classe partitca flegrea. C’è anche De Mita.

Pochi, ma significativi, i dati sull’area flegrea

Da Quarto, Marano, Pozzuoli, ed ancora oltre il flusso dei rifiuti industriali passava nelle mani dei Nuvoletta. I referenti del commercio di corse ippiche clandestine lungo le “Spiagge Romane”, a Cuma. Al confine tra i comuni di Bacoli e Pozzuoli. In un territorio disseminato di cave artificiali, dune sabbiose e, addirittura, di un laghetto sorto dal nulla.

Schiavone, tra i vari siti di sversamenti cita anche la Domitiana ed il lago Lucrino.

Clicca qui per leggere i verbali.

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