Erich Priebke, il potere dell’odio: un criminale senza pentimento

erich-priebkeErich Priebke. Un torturatore, un assassino, un criminale nazista. Il frutto infausto dell’orrore più orrore che l’umanità potesse immaginare: il nazifascismo. La forma del male e il suo infausto tempo, la Spectre.

Nessuno lo vuole, nessuno vuole il suo cadavere, nessuno vuole interrarlo, nessuna preghiera è possibile, nessun rito religioso è possibile. Non lo vogliono in patria, non lo vuole la città di Roma, vittima delle sevizie di Kappler, Schutz e lui, il più feroce, il più convinto, quello che non ha mostrato un briciolo di pentimento, che ha conservato il ghigno più crudele anche durante il processo che gli fu intentato come criminale di guerra dalla procura militare di Roma.

Uno strazio vedere le figlie, i figli, i nipoti che nel dolore più profondo,accusano lui, che di umano non ha mai avuto nulla. Non lo vogliono ad Albano laziale, lo accolgono, accolgono la sua bara tra pugni e sputi. Lo difendono solo i gruppi neonazisti, eroe (per loro) intemerato dell’odio antiebraico… Un mostro schizoide, figlio del nichilismo, dell’odio razziale, dell’odio antiebraico.

Il ricordo del terrore

Nessuna pietà è possibile, i suoi crimini, come quelli dei gerarchi fascisti e nazisti sono al di là di ogni orrore, sono semplicemente mostruosi. Chi ha avuto vittime in casa di questa disumana, crudele violenza assassina, sa, sa, quale fu il terrore , quale fu la barbari e cui i criminali nazisti giunsero. Al di fuori e dentro Dacau, Auschwitz, Birchenau, Fossoli. Intere comunità ebraiche sterminate. Come ricorda RiccardoPacifici, presidente della comunità ebraica di Roma, non c’è lacrima possibile,non c’è ghigno possibile che un ebreo può, in questo caso, permettersi.

Erich Priebke e tutti gli altri che condivisero la sciagurata ideologia nazista, lo sapevano, ne erano consapevoli fin dentro l‘ultimo tessuto della loro carne abominevole. Abominevole, abominevole. Quel tempo e quelle forma fusemplicemente abominevole. E dunque nessuno vuole seppellire nella propriaterra Priebke. Lui, loro, tutti gli sterminatori di ogni tempo, cultura, ideologia, tutti mostri che praticarono quel tipo di crudeltà, la terra, qualsiasi terra,qualsiasi umano li rifiuta.

Forse lo cremeranno, disperderanno le sue ceneri. Non ha importanza questo. Ha importanza quello che ha fatto, quello che hanno fatto. Via Tasso a Roma era la sede della Gestapo, delle SS a Roma, dove era meglio uscire morto e in fretta. Il luogo e i modi della tortura fisica e mentale che toccava agli oppositori politici antifascisti, alla resistenzaromana, ai civili cui si tentava di estorcere una confessione, non può essereevocato ancora adesso dai pochi sopravvissuti.

Le Fosse Ardeatine

I 335 romani, italiani, antifascisti, ebrei,cittadini comuni che furono giustiziati alle Fosse Ardeatine,sono lì che ancora gridano vendetta, insieme con quanti(e furono milioni) furono sterminati e torturati, eliminati nelle retate, nei campi diconcentramento, nella logica dello sterminio di ciò che allora,ancora adessoappare come l’Alterità assoluta. Un ebreo, un omosessuale, un rom, un bambino slavo, un credente cristiano o musulmano. C’è ancora qualche idiota che non capisce questo, che scherza con fuoco del nichilismo, delrazzismo,dell’omofobia,della xenofobia, culture e sentimenti di una menteaberrante, onnivora, accecata dall’odio e da una particolare perversione che ahimèriguarda lo stadio crudele, violento dello statuto umano. La sua retroversione bestiale.

Che tutto un popolo, che milioni di uomini abbiano nutrito questi sentimenti è ancora da capirebene. Adorno ed altri ebbero l’incarico dalla Società ebraica per lo studiodell’Olocausto, l’American Jewish Committee, di fare un profilo psicoanalitico della struttura dell’Io intollerante, autoritario, violento perché ciò che eraaccaduto non accadesse più. Atri studi, di parte ebraica e non , tentano didefinire, l’ebraismo, l’antiebraismo, il semitismo, l’antisemitismo. Ma il punto non è solo culturale, antropologico, è nello specifico l’eliminazione, lo sterminio, il genocidio di ebrei in quanto ebrei.

La Shoah

Per capirci, chi ammazza le donne, -il cosiddetto femminicidio-, non lo fa perché genericamente violento, ma perché la sua violenza è nello specifico una violenza contro le donne in quanto donne. Credo che occorra uno studio specifico, particolare sull’Epistemologia della Shoah. Consiglio a tutti il saggio di Omer Bartov, La memoria della Shoah: la questione del nemico e della vittima, in Storia della Shoah Utet.vol.III, saggio densissimo e performante di quanta complessità sia la questione delnemico e della vittima.

Se il tempo e Dio sarà generoso con me, con il suo umile servo, ho in animo di scrivere un volume, un testo, sulla Epistemologia della Shoah e sulla teologia fondamentale dell’Ebraismo. Credo che un capitolo, siaproprio quello sulla fenomenologia e la epistemologia della Shoah. Il pensiero umano non ha ancora abbastanza riflettuto non solo su quello che è accaduto ,ma non ha nemmeno capito che la svolta non delirante del pensiero stesso,dipende tutto da questa riflessione. Ma questo col tempo, in un’altra forma del tempo, in un’altra grammatica del tempo, nella grammatica del tempo messianico.

Dove la speranza e il coraggio di una umanità che viva costantemente nella resurrezione del suo stesso spirito, viva nella carne e nello spirito, la fine di ogni barbarie.

Vincent,  Jack Sparrow,
l’amico del popolo e di ogni altro essere cheviva ad Immagine e a Somiglianza

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