“Caro Stato, ci stiamo riprendendo le terre che hai avvelenato” – Video

inceneritorePraterie in fiamme. Verso la rivoluzione.

Siamo oramai sulla linea del fuoco, sulla linea del combattimento. Da giugno ad adesso la coscienza collettiva ha fatto passi da gigante, i 5ooo passi che occorrevano per giungere alla consapevolezza dell’abisso infernale in cui Lo Stato di Diritto ha infilato la comunità campana, sono stati tutti compiuti. Un corteo infinito di 10.000 persone da Aversa a Giugliano per dieci chilometri, sotto una pioggia battente, ha scandito il ritmo di questa consapevolezza.

E’ una prateria in fiamme, siamo sulla linea del fuoco, siamo sulla linea del combattimento. Più passa il tempo e più l’orrore dei rifiuti tossici e dell’ecatombe umana che ha procurato e procurerà l’inganno e l’infamia di una classe politica corrotta, appare in tutta la sua drammaticità. Vedere bambini con le loro madri che chiedono per se stessi la tutela della vita, a mia memoria non s’era mai visto, io non ho memoria storica di questo evento: la soglia della vita e della morte è uscita dall’ambito della speculazione filosofica ed etica ed entra nello scenario quotidiano delle popolazioni.

Lo Stato che affama

Uno Stato democratico che affama e intossica, avvelena il suo stesso popolo non s’era mai visto. Persino il fascismo aveva avuto cura, almeno fino a prima della guerra, mai messo in discussione la tutela e il benessere del popolo. Addirittura il regime pretendeva la sua legittimità come regime fascista e popolare, magari per pura demogogia, per puro addebito di consenso. Ma mai, dico mai un regime democratico si era posto così ostilmente contro il popolo che pretende di rappresentare.

In effetti di democratico questo stato non ha nulla più da un pezzo, è un stato fellone e traditore, che si regge su un equilibrio di potere simile al colpo di stato di Napoleone III del 1850-51 in Francia. Una dittatura di un ceto economico parassita e di rendita del denaro da farlo assomigliare sempre più ai governi africani che si succedono l’un l’altro attraverso un trattato delle armi e con fazioni in conflitto che di fatto affamano il popolo, lo costringono alla miseria, desertificano il territorio, costringono la popolazione alla fuga verso una libertà lontana e piena di rischi. E’ uno stato che, strozzato dal debito che lui stesso ha fatto, strozza di debiti e di peste bubbonica il suo popolo, e il Sud in maniera abnorme e paradossale diventa il capro espiatorio pur di salvarsi, pur di salvare la classe politica che rappresenta solo se stessa, che si autoreplica come una cellula cancerogena che succhia energia dal corpo vivo.

I nomi dei colpevoli

Dunque questo stato va semplicemente abbattuto. Lo indicano i comitati, le associazioni, i cittadini che si sentono e sono vittime dello stato, accusano lo stato di genocidio. E vi sono le prove oramai accertate, non più occultabili. Questo stato dunque è semplicemente il dominio di una classe politica ricca e tracotante che si spinge nel suo odio popolare fino all’uccisione stessa del suo popolo. Ogni patto sociale è tradito, ogni consenso umano viene abolito, ogni reticenza abbandonata. E le istituzioni non si rendono conto che stanno sfidando la rabbia popolare. Le praterie sono in fiamme e loro felloni, traditori, infami, si voltano dall’altro lato. Non si accorgono che oramai l’insurrezione popolare è alle porte, in uno scenario di paura e di impotenza. Una manifestazione forte, dura che reclama in ogni settore giustizia, che reclama in giudizio lo stato, la regione, le istituzioni locali, senza pietà né lacrime per le rose. Ma la maschera abominevole del dominio non ascolta né provvede, si nasconde in un pericolo e cavernoso: “non è possibile, non siamo stati noi!”.

E chi è stato, chi ha trattato per le industrie del nord, l’Acna di Cncio, i fanghi velenosi di Porto Marghera,le scorie tossiche e nucleari di mezzo mondo,tutto scritto in pagine di faldoni giudiziari che hanno fatto il giro del mondo? Chi? Ci sono nomi e cognomi di gente lurida ed assassina, ma il punto è che i governi dello Stato di diritto si sono resi rei di genocidio, di aver ammazzato e avvelenato una superficie per adesso accertata di 25 chilometri quadrati.

Ha questo stato il diritto di definirsi uno stato democratico? Non credo, è uno stato e un governo che sa solo mettere a posto i conti prelevando i soldi dai magri bilanci familiari. Quando non ci sarà più una lira da spendere, quando avrete ridotto il popolo alla fame, il popolo infuriato si abbatterà su di voi. Dunque fate in fretta, sloggiate o sarà peggio per voi. La prossima manifestazione sarà sotto la Regione e credo che sarà un assedio. O reagirete con la repressione, -e questo è la cosa più ovvia per voi, comandati adesso solo da istinti di conservazione-, o sarà molto dura evitare l’insurrezione prossima ventura.

La vendetta

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Foto: Ada Palma

Le praterie bruciano, siamo oramai sulla linea del fuoco, siamo sulla linea del combattimento e della resistenza popolare. Sta crescendo il fronte rivoluzionario per la liberazione dei territori. Dimettetevi e permettete ai comitati politici territoriali di fare quello che non siete capaci di fare, essere giusti e generosi,fare semplicemente la volontà popolare. Non siete da tempo il governo democratico di questo paese.

Avete avvelenato la terra e la terra, i suoi figli reclamano giustizia. Avete per fame di denaro e potere affamato un popolo, avete abolito le leggi e il parlamento per auto replicarvi peggio delle larve dei vermi. Avete permesso che innocenti, davanti ai nostri occhi, si togliessero la vita. Di umano non avete più niente, siete solo una mutazione retrograda deevolutiva del genere umano, siete solo una slot machine, siete solo un ventre che ingurgita danaro.

Semplicemente la prateria sta bruciando. E il popolo prepara sottilmente la sua cruda vendetta.

Un pensiero riguardo ““Caro Stato, ci stiamo riprendendo le terre che hai avvelenato” – Video

  • 10 Ottobre 2013 in 13:15
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    bravi, bisogna combattere contro i politici e la camorra che poi sono la stessa cosa, pero’ bisogna chiedere allo stato l’intervento dell’esercito perche’ da soli non si vince la guerra, poi bisogna controllare tutta la campania in quanto e’ tutta avveleneta. ad sempio a puglianello in provincia di benevento vicino al fiume volturno e’ stato scavato un grosso lago artificiale dove c’e’ acqua schiumosa e di colore particolare; sono convinto che la camorra in quel lago ha sotterrato rifiuti tossici e nessuno fa niente per controllare, so solo che i casi di tumore al seno aumentano sempre di piu’ e se non facciamo qualcosa moriremo tutti

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