Trent’anni di gemellaggio tra Bacoli e Kymi: nel ricordo della città di Cuma

kymiCorreva l’anno 1983, quando con la con deliberazione di Consiglio Comunale n.25 (25/04/1983) si instaurò il gemellaggio tra le città di Bacoli (Italia) e Kymi (Grecia), “nel ricordo fascinoso delle antiche origini del territorio su cui sbarcarono i leggendari coloni dell’Eubea, fondatori della fatidica Cuma, da cui si diffuse in Italia la prima luce della civiltà.

Con l’orgoglio e la consapevolezza di aver ereditato da Cuma un patrimonio eccezionale di storia, cui concorsero lo splendore ellenico e il fasto di Roma, e dove la voce della Sibilla si tramutò da profezia in messaggio cristiano; riaffermando i vincoli di sangue e di ideali e stringendo in un abbraccio, vibrante di commozione, coi loro rappresentanti qui presenti tutti i fratelli di Kymi (la Cuma greca) nel segno di un entusiasmante incontro che avviene dopo circa trenta secoli”, queste le testuali parole che indicarono le motivazioni della delibera.

Le feste

Quest’anno, dunque, ricorre il trentesimo anno del gemellaggio ratificato dall’allora sindaco Ambrosino. Il 7 giugno la ricorrenza è stata festeggiata ufficialmente nella sala Ostrichina del Fusaro,cuma con la presenza di una delegazione di cui facevano parte il sindaco di Kymi Aliveriou Dimitrios G. Thomas e l’assessore ai beni culturali di Kymi Aliveriou Areti Batsa.

Durante l’estate sono continuate le manifestazioni ed i festeggiamenti allo scopo di rinnovare i legami storici e rafforzare i legami tra le due Cuma, quella flegrea e quella greca, e sabato, 7 settembre, si terrà un evento in piazza A.De Gasperi a Baia, all’interno dell’Esedra del tempio di Diana, a partire dalle 18.00. Durante l’evento ci saranno esibizioni di danze folkloristiche a cura del Gruppo Folkloristico Giovanile Kymi, un concerto dell’Ensemble della Paolo di Tarso di Bacoli, e la proiezione del filmato “Ritorno da Kymi a Cuma”, curato dagli allievi della scuola elementare di Kymi.

Eventi piacevoli, per festeggiare l’incontro di due città sorelle unite dalla storia e dal sangue comune, unite da un passato nobile e fiero, che inorgoglisce.

Il passato, chiuso

antro sibillaE come sarebbe bello, poter mostrare ai fratelli e sorelle venuti da lontano ciò che di quel passato ci è rimasto, ciò che i nostri avi lontani, venuti da Kymi e stabilitesi nella futura Bacoli, hanno costruito pietra su pietra per resistere nei millenni, per resistere al tempo, ai terremoti, alle guerre. Ma non per resistere all’uomo, non per resistere alla politica. Se questo passato comune inorgoglisce così tanto in occasione di eventi del genere, perché non dimostrarlo sempre? Perché lasciare che i segni di quel passato, i monumenti, le pietre miliari della nostra storia, deperiscano, vittime dell’incuria? Perché permettere che la nostra storia, la storia dei nostri padri, rimanga nascosta agli occhi di tutti da cancelli, catenacci e porte chiuse?

Il passato comune, che tanto si vuole festeggiare, non si trova soltanto in balli e canzoni. E sabato mattina, ancora una volta, scenderemo in strada, per ripetere tutti insieme: ridateci il nostro passato. Ridateci il nostro presente. Ridateci il nostro futuro.

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