Miseno, povero “Sacello”: una pozzanghera costata 3 milioni di euro

sacello degli augustaliTre milioni di euro, anzi più: ecco come marcisce il patrimonio storico e culturale dei Campi Flegrei. La prossima tappa del tour delle opportunità sprecate è al Sacello degli Augustali, presso l’antica Misenum.

Milioni europei

Qui dove, nonostante un finanziamento di fondi europei pari, per l’esatezza, a 3.098.741,39 di euro gestito dalla Sovrintendenza di Napoli e Caserta, ciò che resta del reperto archeologico ristagna in una pozzanghera disgustosa e maleodorante. Qui dove a code e code di turisti, si sostituiscono gli starnazzi delle anatre, padrone e guardiane induscusse dello scrigno d’oro d’epoca romana.

Con quei soldi, tanti soldi, targati “Comunità Europea”, si sarebbero dovuti acquistare e montare delle pompe idrovore capaci di ripulire il fondo del tempio dall’acqua, installare un percorso pedonale, effettuare la manutenzione ordinaria e straordinaria della struttura.

E invece, a qualche anno di distanza dai cantieri dei lavori, le condizioni di fatiscenza paiono addirittura peggiorate. E con le infiltrazioni d’acqua è messa a rischio anche la stabilità della struttura.

sacello degli augustaliUn angolo meravaglioso di bellezza, deturpato dalla cattiva gestione di denaro pubblico, dal menefreghismo delle istituzioni. Che potrebbe creare lavoro e profitto per l’intera citta. Tutelato unicamente da associazioni di volontari che, come quella di Misenum, da tempo organizzano visite guidate in loco.

La storia

 Complesso monumentale, realizzato in epoca giulio-claudia e dedicato al culto dell’imperatore Augusto. Al momento della sua scoperta nel 1967, vi furono trovate statue di Vespasiano, Nerva, Tito, dell’Abbondanza, e di alcune divinità tra cui, Asclepio, Apollo e Venere, una del tipo della Piccola Ercolanese ed un’altra su delfino, poi asportate ed ora esposte nell’apposita sala dedicata al monumento all’interno del Museo Archeologico dei Campi Flegrei.
Semisommerso per effetto del bradisismo, il santuario è composto da tre ambienti affiancati, in parte costruiti in muratura e in parte ricavati dalla roccia, che ne forma le pareti laterali e di fondo. L‘edificio centrale, il vero e proprio sacello, consiste in un tempietto a podio di pianta rettangolare davanti al quale è situato l’altare.

sacello degli augustaliL’ambiente a destra del sacello, costruito in opus reticulatum, era decorato con rivestimenti in stucco ed intonaco dipinto sulle pareti e sulla volta a botte ed a crociera. In quello a sinistra invece fu rinvenuta la statua equestre in bronzo di Nerva (in origine Domiziano) ora al Museo Archeologico dei Campi Flegrei.

Corteo

Ed oggi? Nessuna valorizzazione, niente lavoro, alcuna occupazione, zero reddito. Sommerso dalla pozzanghera, chiuso alle aspettative di chi, attraverso la storia, vorrebbe poter evitare l’emigrazione. Perchè per “aprire” i siti archeologici, significa proporre piani di gestione, lavoro e turismo. Significa salvaguardarli dall’incuria e dal degrado.Noi non vogliamo emigrare. I giovani (e non solo) vogliono poter lavorare a Bacoli.

Domani, ore 9:30 in villa comunale, scendi in strada per dire anche tu: “Sì” al lavoro e “No” alla disoccupazione.

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