Terreno inquinato a Cuma, scoperti rifiuti sotterrati: a rischio le falde acquifere

via spiagge romaneUna maxi-discarica sotterrata a Cuma, fonte di inquinamento per le falde acquifere: questa la sconcertante realtà ad oggi ancora sottaciuta dall’amministrazione comunale. Pochi, esclusi gli addetti ai lavori, sanno quanto scoperto ad inizio anno attraverso una relazione protocollata agli uffici del Centro Ittico Campano. Posta all’attenzione del presidente della società a capitale comunale e del sindaco del comune di Bacoli.

Un’area, di circa 1700 mq, completamente devastata dalla presenza di rifiuti sotterati, anche a diversi metri di profondità. Oggetti d’epoca moderna (sversati presumibilmente nel corso degli ultimi anni) quali bombole di gas, pneumatici, materiale di risulta da lavori edili e tanto altro ancora, ammassati accanto ad ordigni bellici risalenti alla Seconda Guerra Mondiale.

E per la cui bonifica è stata fissata una cifra, per il momento al ribasso, pari a 600mila euro.

La relazione

Si trova in via Spiagge Romane, tra le frazioni di Torregaveta e Cuma, all’altezza del nuovo complesso di case con piscina costruito fronte-mare, in spiaggia, denominato “Parco Gavitello”. Immediatamente di fronte il passaggio a livello della Circumflegrea. A due passi dal mare, da lidi, da discoteche, da campi coltivati, dal lago, da abitazioni che a breve saranno abitate.

La relazione, corredata di foto e mantenuta all’oscuro della cittadinanza, è stata sottoscritta da un perito della Provincia. Dalla stessa, per il momento soltanto esplorativa, si evince un possibile inquinamento delle falde acquifere della zona, nonchè la necessità di realizzare una compiuta caratterizzazione del materiale sotterato per comprenderne appieno la natura, la tipologia.

Difatti lo studio scientifico, stipato nei cassetti degli uffici di via Vanvitelli, non chiarisce quale sia la pericolosità del rifiuto nascosto nel terreno, manifestando invece l’urgenza, prima di qualsiasi forma di bonifica, di analizzare possibili gradi di tossicità del materiale riportato alla luce.case cuma Dato estremamente rilevante per rendersi conto, oltre che dei danni all’ambiente ed alla salute dell’uomo, anche dei costi per lo smaltimento che, in caso di presenza di rifiuti tossico-nocivi, aumenterebbero a dismisura, sino a raggiungere diversi milioni di euro.

Roghi e rifiuti tossici

Il terreno, di proprietà del Centro Ittico Campano, è stato dato negli anni in locazione a privati i quali, attraverso il metodo delle cessioni di società, sono via via cambiati rendendo complesso anche comprendere le responsabilità di tale degrazione di un bene pubblico.

Al momento, da mesi e tra il silenzio generale delle istituzioni, si attende la formulazione di uno studio di caratterizzazione. Si attende di conoscere cosa sia successo in quell’ampio e sempre più oscuro angolo di Bacoli trasformato da troppo tempo (nonostante i proclami ed i premi) in enorme discarica all’aperto, sversatoio di spazzatura in strada. In vera e propria “Terra dei Fuochi”, con roghi, spesso tossici, periodici e per cui chi amministra la città non ha ancora voluto aderire al protocollo di intervento per la “Terra dei Fuochi” a cui hanno già aderito decine di comune tra Napoli e Caserta.

Lassismo ancor più ingiustificabile se si considera che il 30 gennaio 2008 la giornalista Adriana Pollice pubblicava su “Il Manifesto” un articolo dall’inquitente titolo “E la camorra portò scorie tossiche a Bacoli“, in cui si parla di “tre discariche illegali utilizzate nel corso degli anni ’90 dalla camorra per smaltire rifiuti tossici provenienti dal Nord Italia”. Tra queste, una era stata identificata (senza però mai compiutamente individuarla e né tantomeno bonificarla) proprio in quell’area. Nelle vicinanze di quei 1700 mq di via Spiagge Romane.

“L’altra zona sospetta si trova tra il Monte di Cuma e Licola. Una pineta che si estende sulla costa, terra ricca di storia adesso famosa per essere territorio del clan Nuvoletta. Lorenzo in particolare, capoclan di Marano, aveva una passione per i cavalli: in questa zona aveva fatto costruire un ippodromo abusivo, poi sequestrato, dove faceva correre i suoi purosangue. Una vera e propria azienda di allevamento di cavalli da corsa con una struttura aperta al pubblico, al commercio, alle gare. E proprio accanto – scriveva la Pollice – una discarica abusiva per rifiuti pericolosi, una serie di vasche in cui interrare antiparassitari agricoli, diserbanti con diossine, vernici, rifiuti tossici, industriali o radioattivi”.

Malati e morti di tumore

roghi1-300x225In una città, come quella di Bacoli, dove morire di tumore oramai non è più una sorpresa.

“Intanto però lo studio dell’Istituto Superiore della Sanità – scriveva la giornalista – pubblicato ad aprile 2007, certifica una mortalità generale superiore del 2% con una maggiore incidenza dei tumori al fegato del 4% per gli uomini e del 7 per le donne, un più 5% per i tumori allo stomaco ma anche malformazioni congenite del sistema nervoso nell’ordine dell’otto per cento che diventa un sonoro 14% per le malformazioni dell’apparato uro-genitale”.

Anche Roberto Saviano, nel novembre 2010, rincarava la dose in un intervento andato in onda alla trasmissione “Vieni via con me” su Rai 3: A Bacoli è stata riscontrata la presenza di 190mila tonnellate di rifiuti ospedalieri, in parte radioattivi, 2 milioni di tonnellate di materiale di risulta da ristrutturazione. Tutto questo genera soprattutto un dramma, vero: il Cancro. Sono dati impressionanti – continuava lo scrittore – l’Istituto Superiore di Sanità e l’Organizzazione Mondiale della Sanità parlano di una crescita esponenziale di malati di cancro”.

E di gran parte di queste sostanze, sino ad oggi, non è stato individuato il luogo di sversamento.

I campi da tennis

Poco distante dagli inquetanti 1700 mq, (disattendendo anche la storica delibera consiliare n.18 del 18 aprile 2008) resiste da oltre un decennio il silenzio tombale circa la bonifica dei rifiuti dati alle fiamme, con pneumatici ed altro, agli ex campetti di tennis di Cuma. Tra vegetazione, campi arati, un ex stadio abbandonato, una scuola materna e tante abitazioni.

Il sindaco, e la sua giunta, dicano pubblicamente alla città cosa hanno fatto e cosa intendono fare difendere il diritto di cui sono i primi responsabili sul territorio: quello alla salute della popolazione.

3 pensieri riguardo “Terreno inquinato a Cuma, scoperti rifiuti sotterrati: a rischio le falde acquifere

  • 20 Agosto 2013 in 17:05
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    Davvero qualcuno avrebbe comprato un appartamento in quel parco?
    Più che “il mare” scriverei “la fogna sotto casa”

    Risposta
  • 20 Agosto 2013 in 21:33
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    Sono convitno che una seria indagine da parte di carabinieri e polizia, coordinati dalla Procura della Repubblica di Napoli, potrà scoprire i responsabili di questo grave delitto e dare serenità a noi cittadini di questo paese, affinchè si possa garantire agli autorevoli turisti che ogni estate frequetano il nostro ameno paesino tranquillità e vita sana.

    Risposta
  • 20 Agosto 2013 in 23:20
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    La cosa più vergognosa è che si tratta di una zona archeologica…in altre parti del mondo la preserverebbero x il tesoro che è! Chi ci governa rovina tutto cn la sua noncuranza

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