Giampaolo lascia il posto di capogruppo: Macillo alla guida del Pd

Giampaolo (PD) e Macillo (PD)Tra il silenzio generale di partito, il capogruppo del Pd Carlo Giampaolo ha deposto il proprio mandato di rappresentanza del proprio gruppo consiliare. Al suo posto, in attesa di un prossimo conciliabolo di sezione, salta in campo Franco Macillo. Candidato consigliere che, nel corso delle ultime amministrative del 2010, ha ottenuto il maggior numero di preferenze personali.

Le motivazioni del passo indietro per l’ex candidato sindaco della coalizione del centrosinistra cittadino (o, almeno, ciò che ne resta dopo le intenzioni promosse in campagna elettorale), sarebbero di natura prettamente personale e lavorativa ma, in ogni caso, aprono un rebus all’interno del partito e della coalizione di cui era guida.

Partito e coalizione

La seconda, oramai da tempo, è spaccata e delegittimata dalla stessa base consiliare del Partito Democratico. SeL viene sistematicamente esclusa da ogni tipo di argomento, mentre l’Italia dei Valori sin da pochi mesi dopo le elezioni del 2010 è praticamente scomparsa dal territorio. A questa carica negativa vanno poi aggiunti i recenti scenari nazionali.

Per il partito invece, la situazione è ancor più complessa. Spaccato sin dalla nasciata, così come avviene sul piano nazionale, tra ex DS ed ex Margherita, non riesce ad avere e mostrare un’unica identità. Bilanciamento spostato verso gli ex fedeli di Rutelli (con un passato tra le fila della Democrazia Cristiana) a causa delle logorante logica delle “tessere” che, sostanzialmente, recita più o meno così: “Più tessere riesci a far sottoscrivere ad amici, fedeli e parenti e più “pesi” all’interno del partito”.

La guida all’ex Margherita

Ed il “re della tessera”, in casa Pd-Bacoli, è senza alcun dubbio Franco Macillo, referente dell’area ex Margherita.

Proprio a lui, con il passo indietro dell’ex DS Carlo Giampaolo, è stato passato il testimone di capogruppo.

Responsabile “facente funzioni” che copre la vacatio consiliare nell’attesa della scelta del nuovo faro: sia del Partito Democratico locale che, tenuto conto degli accordi elettorali di tre anni fa, dell’intera coalizione di centrosinistra (se ancora ne esiste qualche brandello).

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