Camorra e “malapolitica” flegrea: sciolto il Consiglio Comunale di Quarto

quartoIl consiglio comunale di Quarto è stato sciolto per infiltrazioni camorristiche: altro fulmine a ciel sereno per la classe politica locale. La decisione, presa dal Consiglio dei Ministri e diffusa soltanto pochi minuti fa, sostanzialmente esclude la città flegrea dalla prossima tornata elettorale prevista per la fine di maggio.

“Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro dell’interno, ha deliberato lo scioglimento, ai sensi della normativa antimafia di 6 Consigli comunali: Polizzi Generosa (Palermo), Mascali (Catania), Quarto (Napoli), Melito Porto Salvo (Reggio Calabria), Siderno (Reggio Calabria), San Calogero (Vibo Valentia), nonché la proroga per 6 mesi dello scioglimento del Consiglio comunale di Nardodipace (Vibo Valentia)”, recita l’ultima nota del Consiglio dei Ministri riunitosi stamane a Palazzo Chigi presieduto da Antonio Catricalà.

I legami con il clan Polverino

Un’onta (l’ennesima) per la cittadinanza, che pone ancor più in luce i rapporti tra la cla classe politica flegrea e la malavita organizzata, in questo specifico caso il clan Polverino. In passato, nel 2005, anche il Consiglio Comunale di Pozzuoli fu sciolto per motivazioni simili.

Clan presente anche sul territorio di Bacoli. Sull’argomento un intervento del luglio 2012 dell’ex onorevole Giuseppe Scotto di Luzio durante la manifestazione di solidarietà “Solidarietà a Parisi, la Solidarietà per Combattere il Silenzio”, a seguito dell’incendio doloso dell’autovettura di Alessandro Parisi, esponente di Freebacoli.

Clicca qui per approfondire i rapporti tra il clan Polverino, Quarto e Bacoli.

Quarto, le dimissioni del sindaco

Ma per Quarto, questa volta, la situazione è ancor più delicata. Difatti già nel luglio 2012 il Comune dovette essere commissariato a causa delle dimissioni del sindaco Massimo Giarrusso. Il Prefetto di Napoli Andrea De Martino nominò all’epoca come commissario prefettizio Vincenzo Greco, prefetto in pensione, sospendendo le attività del consiglio comunale. Ai sensi della normativa antimafia il prefetto nominò una commissione di indagine, che ha affiancato il commissario per valutare l’ eventuale sussistenza di estremi per lo scioglimento per infiltrazione della criminalità organizzata. Ipotesi poi rilevatasi concreta.

La nomina del commissario fu la conseguenza delle dimissioni del sindaco di Quarto, da lui decise il 10 luglio 2012. Il prefetto poi indirizzò al Ministero dell’Interno la proposta di scioglimento del Consiglio comunale di Quarto.

I commenti

Nel luglio dello scorso anno, durante la manifestazione di solidarietà “Solidarietà a Parisi, la Solidarietà per Combattere il Silenzio”, anche l’ex deputato Francesco Barbato (in video) intervenne sulle vicende politiche flegree, chiedendo lo scioglimento del consiglio comunale di Quarto.

“Un’altra vergogna – commenta Luigi Rossi (rappresentante del comitato antidiscarica del Castagnaro – Per quanto ritengo sia necessaria una opera di “pulizia” del territorio che deve essere “disinfestato” dal cancro della malavita, non posso non registrare una ennesima sconfitta. Mi auguro che questo periodo sia utilizzato al meglio per valorizzare le persone perbene che, con enormi sacrifici, vivono in questo territorio”.

“Condivido pienamente l’auspicio dell’avvocato. Per ora, la certezza è che nel recente passato la “malavita” ha influenzato l’attività amministrativa locale come era stato più volte rimarcato da alcune testate giornalistiche, sottolineato dal Forum del Quartomondo e ripreso, il 25 gennaio scorso, dal sottoscritto con l’articolo “Gli intrecci tra politica e clan Polverino””, commenta il giornalista Andrea Di Natale attraverso il suo sito.

Tra le note particolari di questa vicenda c’è da sottolineare, infine, che la sede del Consiglio Comunale di Quarto, sciolto per infiltrazioni camorristiche che hanno condizionato lo sviluppo dell’attività politica ed amministrativa del territorio, dal settembre del 2009 è dedicata alla memoria di Peppino Impastato.

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