Difendiamo l’Italia: la marcia sul tribunale di Milano è un attentato alla democrazia

italiaSono perfettamente d’accordo con “il Giornale”, quando titola: “Alfano accusa: “Emergenza democratica”. I 150 parlamentari del centrodestra a Milano. Oggi saliranno al Colle”. Esiste davvero un’emergenza democratica. La nostra Costituzione, infatti, come tutte le grandi democrazie, si fonda, ha come suo cardine, la “Separazione dei Poteri”.

Cosa significa e perché questa breve frase rappresenta l’essenza stessa della Democrazia? È semplicissimo, lo spiego con parole non mie, ma tratte da “MONTESQUIEU E LA SEPARAZIONE DEI POTERI – LA COSTITUZIONE ITALIANA”- “Come è ormai noto fu il pensatore francese Montesquieu [18 gennaio 1689 – 10 febbraio 1755 ] a esprimere per primo il principio, che poi nei secoli successivi è stato ritenuto “dogma”, della separazione dei poteri nella sua opera “L’esprit des lois- Lo spirito delle leggi” (1748).

La divisione dei poteri

Il Montesquieu, studiando la Costituzione inglese, costatò che in essa vi erano tre distinti poteri – il legislativo, l’esecutivo ed il giudiziario – e trovò ed affermò che tale ripartizione costituiva la migliore garanzia per la libertà e la difesa dei diritti dei cittadini, giacché chi detiene un potere è portato ad abusarne con gravi pericoli per le libertà e i diritti dei cittadini, se i tre poteri venissero concentrati nello stesso organo. Ecco allora sorgere l’esigenza di attribuire a tre organi diversi i tre poteri in modo che ogni potere possa controllare l’altro potere (il faut que le pouvoir arrete le pouvoir”) e perciò stabilire un equilibrio.”

In Inghilterra il principio “Il re ed il giudice sono entrambi sottoposti alla legge.” risale addirittura al 12° secolo.

La Costituzione Italiana

La Costituzione Italiana, come tante altre Costituzioni delle moderne Democrazie, tanto più dopo il ventennio fascista, si basa su questi principi inderogabili. Infatti le tre funzioni, legislativa, esecutiva (governo) e giudiziaria sono così definite:

  • Art. 70. – La funzione legislativa è esercitata collettivamente dalle due Camere.
  • Art. 92. – Il Governo della Repubblica è composto del Presidente del Consiglio e dei ministri, che costituiscono insieme il Consiglio dei ministri. Il Presidente della Repubblica nomina il Presidente del Consiglio dei ministri e, su proposta di questo, i ministri.
  • Art. 101. – La giustizia è amministrata in nome del popolo. I giudici sono soggetti soltanto alla legge. Sommo Garante del funzionamento democratico è il Presidente della Repubblica
  • Art. 87. – Il Presidente della Repubblica è il capo dello Stato e rappresenta l’unità nazionale.

Quando si rompe questo equilibrio nascono seri problemi per la tenuta democratica di un Paese, con tutte le conseguenze, anche di carattere economico, perché quando si crea una oligarchia, una casta, che si pone al disopra delle leggi, questa ne approfitta, come vediamo tutti i giorni, anche in termini di privilegi economici, legali e non legali.

Emergenza democratica

La marcia sul tribunale di Milano dell’altro giorno è un attentato alla Democrazie e crea un problema, come dice Alfano, di “Emergenza Democratica.” Soltanto che è proprio chi pronuncia queste parole artefice di tale emergenza.

Provate ad immaginarvi cosa sarebbe successo se un gruppo di Giudici avesse marciato contro il Parlamento.

Ma non c’è soltanto l’attacco strumentale al Potere Giudiziario da parte di chi vuole porsi al di fuori e al disopra delle leggi. C’è quello, più subdolo, anche perché portato in maniera più articolata e meno brutale, al Parlamento che è l’unico organismo deputato a legiferare. Quando qualche politico afferma che al Governo, cioè al Potere Esecutivo, deve essere dato più ampio spazio di legiferare, annullando cioè le garanzie Costituzionali, cerca di fare quello che a suo tempo il fascismo realizzò, con i disastrosi risultati che tutti ben conosciamo.

Infatti, prima di riunire completamente in sé tutti i poteri, con la legge N. 100 del 31 gennaio 1926 si compì un primo passo di accentramento del potere legislativo nelle mani del governo.

C’è chi vuol poteri maggiori a quelli di un monarca

Così vediamo che la nostra amata Italia sta regredendo verso un medioevo, civile ed economico, con una preoccupante accelerazione nell’ultimo ventennio.  Un medioevo privo persino degli spiragli di democrazia, che caratterizzarono quello Inglese, perché in Italia c’è purtroppo chi, a differenza del succitato principio di oltre 800 anni fa, “Il re ed il giudice sono entrambi sottoposti alla legge.”, si sente superiore persino ad un monarca.

A noi, con la nostra partecipazione attiva, il compito di frenare tale degradante deriva.

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