Contesta il sindaco in Consiglio, il Comune di Bacoli cancella l’intervento: è censura

bacoliUna donna urla la propria rabbia in Consiglio Comunale chiedendo le dimissioni del sindaco: il Comune censura la voce di dissenso. E’ una nuova vicenda di mancanza di trasparenza quella che, a poche settimane di distanza dall’ultimo abbattimento di una casa priva di autorizzazioni sul territorio di Bacoli, ha segnato l’impostazione “oscurantista” dell’amministrazione guidata dal sindaco Ermanno Schiano.

Dal pubblico, dopo pochi minuti dall’inizio dell’assise civica tenutasi lo scorso 15 marzo, due cittadine locali, sedute in prima fila, espongono una cartello su cui si legge “La casa di Jessica non si doveva toccare”. Il riferimento, chiaro, è a quanto verificatosi nel dicembre del 2011, alle porte del Natale. Settimane infuocate per la città flegrea che videro la demolizione coatta, in notturna e dopo giorni di proteste, di tre prime case, abusive, edificate tra Torregaveta ed il Mazzoni.

Il caos di quei giorni portò anche alle dimissioni, poi revocate all’ultimo secondo, del primo cittadino eletto in quota Pdl che, con tanto di comunicato stampa tramesso finanche al Presidente della Repubblica, promise di tornare in campo per risolvere la problematica abusivismo, mantenendo costante attenzione per ciò che viene definito “abusivismo di necessità”.

La vicenda

Tra queste vi era anche quella di Oriana Saracino, madre della giovanissima Jessica, che sino all’ultimo cercò con la famiglia di difendere un’abitazione costruita in funzione della figlia, affetta da disabilità. Senza però riuscirvi.

Ma la Saracino, a 15 mesi di distanza, ha deciso di riportare la questione all’attenzione della giunta comunale e del sindaco di Bacoli per chiedere spiegazioni circa quanto fatto da quel giorno per la risoluzione della problematica “abusivismo”.

E così, alzatasi in piedi e diretta verso il centro dell’emiciclo, ha posto più domande al primo cittadino Ermanno Schiano, chiedendo risposte mai arrivate. Ponendo interrogativi su cosa avesse fatto per Jessica, se sapeva in che condizioni lei e la sua famiglia vivevano dopo l’abbattimento, per qual motivo non si era interessato, come sindaco prima e medico poi, delle sorti di sua figlia. Per quale motivo non scelse una struttura di prima assistenza (post-abbattimento) realmente adeguata alle esigenze di Jessica.

Alla base della contestazione, così come si è appreso durante la seduta di Consiglio, vi era una dichiarazione che, a detta della stessa Oriana Saracino, il sindaco di Bacoli ha indirizzato all’attenzione del segretario regionale del Popolo della Libertà, Nitto Palma. Nella medesima lo criticava per la frase proferita dal magistrato, ex ministro della Giustizia, durante un convegno a Bacoli: “La casa di Jessica non si doveva toccare”.

Il silenzio del sindaco

La critica, che avveniva  nel corso dell’assise (non ufficialmente sospesa e senza che si rendesse necessario l’intervento delle forze dell’ordine presenti in aula) terminava poi con l’appello alle dimissioni del primo cittadino.

Nessuna risposta però giungeva dai banchi dell’esecutivo. Nessuno, né tra chi governa in giunta (compreso il sindaco) e né tantomeno tra chi siede dietro i banchi della maggioranza, decideva di proferire alcuna parola. Ed il silenzio permaneva anche dopo il sollecito da parte del consigliere del gruppo Indipendente Josi Gerardo Della Ragione che, al di là della questione di merito per cui ci si può dividere in favorevoli e contrari al tema “abbattimenti di prime case”, spronava i destinatari della critica, nonché rappresentanti del popolo bacolese e di ogni proprio cittadino, a rispondere.

A dire qualsiasi cosa, ma a dirla. In un consesso civico che, proprio per volontà della maggioranza Pdl, è aperto in modo permanente sulla problematica “abusivismo”.

La censura

I fatti, già di per sé gravi, sono però poi diventati inaccettabili.

Il Comune di Bacoli, nella pubblicazione del video del Consiglio Comunale (già tolto dopo pochi giorni dalla home page del sito istituzionale), ha deciso di tagliare completamente l’intervento della Saracino. Censurando ogni sua parola, cancellando la sua presenza.

Alla mancanza di rispetto verso una cittadina, alla decadenza del ruolo istituzionale, si è aggiunta anche la censura. Modalità, a prescindere dai contenuti e dalla vicenda in sè, assolutamente inaccettabile.

La scelta di Schiano&Co. è stata più che chiara: senza risposta, si è cancellata la domanda.

Aggiornamento – Dal Municipio fanno sapere che al momento dell’intervento della signora Saracino in assise, la videocamaera è stata spenta. Quindi il suo intervento non è stato mai video-ripreso. Sarà il presidente del Consiglio a dare ulteriori spiegazioni sulla vicenda.

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