Bacoli, edifici pubblici distrutti: lo spreco nascosto ai cittadini – Foto

bacoliIn una città priva di un teatro, un palazzetto dello sport, uno spazio sociale per i giovani, una casa della cultura, è possibile dimenticare più di una decina di edifici pubblici? A Bacoli, purtroppo, sì. E pochi, pochissimi, sono coloro che realmente sanno ciò che gli da anni gli è stato privato. Ciò che marcisce tra l’indifferenza delle istituzioni e la mancanza di manutenzione straordinaria ed ordinaria.

Ecco quanto accade sul perimetro del lago Fusaro, tra la pista ciclabile incompiuta ed il Parco della Quarantena. Un’enorme risorsa, sprecata. Lasciata lì senza motivo, mentre l’amministrazione comunale continua a far credere che questa città sia povera. Che sia impossibilitata ad offrire luoghi pubblici per i giovani, le associazioni, i team sportivi.

I colpevoli

Politicanti attenti solo ai propri interessi di bottega che nascondono a loro stessi le ricchezze di questo paese. Non solo quelle archeologiche o paesaggistiche ma soprattutto tutte quelle occupate unicamente da enormi strati di polvere, muffa, degrado. E l’hanno fatto con coscienza e consapevolezza, non applicando il piano di rilancio per queste zone approvato in Consiglio Comunale e dal Ministero del Tesoro tra il 1997 ed il 2001.

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Amministratori indegni rappresentanti della gloriosa storia (passata e presente) flegrea che hanno avuto la capacità di nascondere le proprie mancanze, facendo cadere nel baratro dell’oblio i “volumi” cittadini. Depauperando il patrimonio pubblico spesso, con ancor maggio dolo, rivendendolo a cifre irrisorie ad amici di turno. O affidandolo, senza bandi, a fratelli, parenti, compagni di borgata, colleghi di partito e di casta.

Perchè dei circa 27mila abitanti di Bacoli, non più di qualche migliaio sa cosa trova al di là delle sterpaglie che delimitano la solitaria via Spiagge Romane.

Riscopri la tua Bacoli

bacoliCi hanno nascosto il paradiso terrestre e noi, senza troppi indugi, dobbiamo andare a riprendercelo con le unghie e con i denti. Con la protesta e la proposta. Ma, innanzittutto, con la conoscenza. Unica luce a disposizione di chi, per responsabilità sia proprie che altrui, barcolla da tempo nell’oscuro tunnel dell’ignoranza. Perché la vera colpa dei bacolesi è quella di non conoscere se stessi, il territorio in cui vivono.

Ed è per questo che come Freebacoli, invitandovi sin da ora ad ascoltare la nostra proposta per il presente ed il futuro di questo angolo di Bacoli (ovverosia il Centro Ittico Campano), organizzeremo tour per riscoprire la nostra terra. Percorsi guidati tra “bellezza e degrado”.

Perché è inutile andare alla ricerca del mondo se prima non abbiamo neanche conosciuto, sino in fondo, noi stessi.

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