Bagni luridi, muffa negli spogliatoi: stadio abbandonato a Monte di Procida

marasco, stadio, monte di procida, sporciziaLo scorso Venerdì 4 Gennaio l’ “Asd Monte di Procida-Cappella” per legge, avrebbe dovuto consegnare le chiavi dello stadio comunale di via Torrione agli uffici del vicino comune amministrato dal sindaco Franco Iannuzzi. Questa era infatti la data di scadenza della concessione di proroga dell’ affidamento del campo di calcio ad una società che, come illustrato nel nostro articolo del 9 Dicembre scorso, doveva esser già terminata il 30 Maggio 2012 con la stipula del contratto di cessione del titolo d’ Eccellenza. Tre mesi ( dal 4 Ottobre al 4 Gennaio ) durante i quali la società ( che già dal mese di Maggio scorso non pratica più attività sportiva, in quanto non iscritta alla FIGC ) avrebbe dovuto occuparsi di ( copiamo testualmente dalla deliberazione di Giunta comunale n° 1316 del 13-11-2012)“…manutenzione, tutela del diritto allo sport, del diritto alla salute, per i fini aggregativi e di prevenzione sociale che alle discipline sportive sono naturalmente connessi evitando così la chiusura dell’ impianto per la tutela del patrimonio comunale, che privo di custodi comunali, si troverebbe esposto a continue vandalizzazioni da parte di terzi ignoti, come già avvenuto in passato.. .”

Le perplessità del Prefetto

Vicenda non del tutto chiara sulla quale persino il Prefetto di Napoli intervenne per evitare irregolarità nei contratti pubblici, spronando il direttivo montese ad istituire un nuovo bando ad evidenza pubblica ed in contemporanea affermando che la stessa proroga concessa alla società calcistica il 4 Ottobre scorso era da ritenersi ” …n contrasto con la normativa vigente in materia. Infatti il ricorso a tali istituti, utilizzabile solo in via eccezionale, costituisce una violazione dei principi di cui all’ articolo 2 del codice dei contratti pubblici ed in particolare della liber concorrenza, parità di trattamento, non discriminazione e trasparenza…” affermava la figura giudiziaria nel Novembre scorso. E mentre sull’ argomento c’è stata un’ interrogazione consiliare a firma di Giuseppe Pugliese ( capogruppo di “Svolta Popolare” ) e Salvatore Capuano ( capogruppo di “Giovani per Monte di Procida” ) che ugualmente non è riuscita a chiarire i molteplici dubbi creatisi a riguardo, il campo sportivo versa nelle condizioni pessime documentate dalle immagini che vedete in allegato. Un degrado, una fatiscenza ed una pericolosità che il primo cittadino montese, nel rispondere alla lettera di sollecito della Prefettura, dichiarava voler evitare e per tale ragione era stato “…necessario ed economico provvedere alla proposta di proroga del contratto in essere, per il tempo strettamente indispensabile ad espletare la gara di affidamento a terzi e comunque nel termine massimo di 90 giorni dalla concessione della proroga…”

Bagni pubblici fatiscenti

Eppure oggi, lo stadio comunale, considerato lo stato in cui è abbandonato, non rappresenta di certo un fiore all’ occhiello per il comune di Monte di Procida, nonostante sia il solo impianto calcistico ivi presente, motivo di vanto ed ambizione per tanti gioani talenti locali. I cestini per l’immondizia si presentano stracolmi di rifiuti che cadono inevitabilmente a terra nei pressi dell’ ingresso al campo da gioco, le gradinate perdono pezzi di intonaco a vista anche per via delle intemperie ed i locali per la toilette sono del tutto carenti delle più minime condizioni igieniche necessarie. All’ interno dei bagni pubblici infatti, v’era una situazione a dir poco nauseante caratterizzata da un putrido odore che non permetteva di restarvi all’ interno a lungo per via del fetore di urina e dei water ostruiti. Senza dimenticare il considerevole spreco d’ acqua proveniente da un rubinetto del lavandino e dal wc riservato agli uomini che, in evidente stato di malfunzionamento, continuavano ad erogare acqua pubblica ininterrottamente, riversatasi in parte anche a terra, dove tra carta igienica, ruggine, calcare e sporcizia era difficile camminare.

Non se la passano molto meglio gli umidi spogliatoi, i pericolanti cancelli di accesso all’ area riservata al personale ed ai calciatori, i cavi scoperti collegati agli impianti di corrente elettrica ed in generale gli arredi strutturali dell’ impianto che da “tempio del calcio cittadino” è tristemente caduto nell’ abbandono e nell’ incuria a causa di assenza di impegni agonistici che permettano al luogo pubblico di essere fruito per le nobili finalità per il quale è stato creato ossia accogliere lo sport ed il benessere all’ aria aperta.

L’ Amministrazione comunale dunque, dovrebbe essere più che motivata per il recupero della struttura non solo per garantire la sicurezza e la funzionalità della stessa per i giovanissimi che vi si allenano, ma anche e soprattutto per non sprecare le ingenti somme di denaro investitie in passato per renderla presentabile. Il disagio oltre che estetico dunque, presenta delle problematiche anche funzionali per le quali ci si aspetta che la giunta montese si attivi quanto prima affinche il “Vezzuto-Marasco” venga manutenuto come necessita.

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