Alunni danneggiati, Schiano non ha voluto salvare la “Gramsci”: solo bugie per i genitori

gramsci, scuola, sindacoLe bugie di Schiano non terminano mai: gli ultimi, in ordine di tempo, ad essere presi in giro dal primo cittadino di Bacoli, sono i genitori ed i docenti dell’istituto Gramsci.

Nelle scorse settimane, il sindaco (nonché consigliere provinciale) Ermanno Schiano, per supportare le sue tesi circa la soppressione della reggenza “Antonio Gramsci” asseriva a gran voce: “Ma di cosa vi lamentate? Lo sapete che addirittura anche il Genovesi, storico istituto di Napoli, perderà l’autonomia?”.

Bene.

A poche ore di distanza le sue affermazioni si sono rivelate delle nuove, lampanti, bugie. Difatti il Genovesi è stata salvato “in deroga” (con circa 550 alunni, e quindi meno di 600) proprio dalla Provincia di cui lui stesso è consigliere provinciale.

“Abbiamo deciso di non accorpare alcuni istituti – ha spiegato l’ assessore Moschetti durante un incontro avvenuto subito dopo la giunta provinciale di fine anno con ex alunni e Verdi – come il Colosimo per la loro specificità ed altri come il Genovesi per la storicità ma anche perchè vicini alla quota 600 alunni previsti dalle linee guida del Ministero come tetto per avere un autonomo Preside e Dirigente scolastico. Abbiamo salvato quante più scuole possibili”.

Il Comune tagli “quanti più istituti possibili

Mentre la Gramsci, con le stesse cifre, è stata “affossata” nonostate sia da anni presente in un’area particolare (così come asserito dallo stesso sindaco lo scorso anno) sotto il profilo sociale ed economico, come quella della frazione di Cappella. Per la serie, mentre la Provincia salva istituti, il comune di Bacoli (anche quando ha la possibilità di mantenerli in vita) continua a smantelarli danneggiando, di riflesso, la consistenza della scuola pubblica cittadina.

“I nostri interlocutori restano gli studentiha affermato il primo cittadino, incrementando il numero di sciocchezze utili a supportare l’ ingiustificata scelta  – E’ per loro che lavoriamo per offrire e garantire una sempre migliore offerta formativa. In questi giorni abbiamo sentito i rappresentanti di istituto, presidi e alunni prima di deliberare questa proposta di accorpamento tra la Gramsci e il liceo Seneca salvaguardando così tutte le realtà presenti sul territorio, anche in prospettiva di una riduzione della platea scolastica”.

Bugie su bugie se si considera che, il giorno stesso in cui Schiano comunicò la possibilità dell’accorpamento al liceo Seneca (che in ogni caso implica la decadenza della reggenza per la Gramsci) sia i genitori che i docenti presenti affermarono che mai avevano avuto comunicazione ufficiale dall’amministrazione comunale e che quindi non vi era stata possibilità di discutere nei consigli d’istituto. Se si tiene conto che tutte le componenti della Gramsci hanno manifestato con nettezza la propria contrarietà alla decisione di sopprimere l’istituto.

Alunni utili solo per viaggiare (a spese dei cittadini) in Europa

Cosa sarà possibile, inoltre, incrementare l’oggerta formitiva, mettendo in vendita edifici scolasitici e smantellando istituti?

Resta poi difficile pensare al modo in cui la giunta comunale abbia potuto sentiere e tenere in considerazione i pensieri degli alunni del plesso scolastico di viale Olimpico. Forse li hanno ascoltati con estrema attenzione, quando, proprio grazie alle capacità dei giovanissimi studenti, ben quattro amministratori locali (sindaco Ermanno Schiano, vicesindaco Michele Massa, assessore Vincenzo Salviati e consigliere Salvatore Grande)  sfruttando soldi della Comunità Europea (quindi pubblici) hanno visitato il Parlamento Europeo? E gli alunni, qualora effettivamente avessero espresso una propria opinione, avrebbero chiesto loro stessi di far morire l’istituto di Cappella?

Imbarazzante, semplicemente imbarazzante.

Sta di fatto che, tenuto conto della vicenda “Genovesi”, adesso si è aperto un precedente da sfruttare “senza se e senza ma”. La nostra proposta è quindi tanto semplice quanto efficace: il sindaco di Bacoli adotti per la “Gramsci” la stessa delibera che il suo assessore in Provincia ha adottato (giustamente) per il Genovesi.

Salvare l’istituto Gramsci è possibile. Basta volerlo.

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