Le pagelle (ironiche) di Freebacoli e Liceo: la sfida dell’anno è allo “stadio” di Cuma

freebacoli, liceo, calcio, sport, pagelle23 Dicembre: l’arena è il campo di calcio di Cuma, triste esempio di come anche le più belle scarpe possano diventare scarponi ed ospitare scarpari e, mentre in tanti si affannano a comprare gli ultimi Hi-Phone per riempire gli spazi vuoti lasciati sotto gli alberi, 22 ragazzi -chi più chi meno- si affannano a correre dietro ad un pallone per dimostrare che basta davvero poco per creare spazi di ritrovo per i giovani. Una partita dunque, forse del cuore (il rischio di infarto era altissimo), diventa un pretesto per raccogliere firme. L’obiettivo? Richiedere una Consulta, uno spazio dove, semplicemente, i ragazzi possano fare i ragazzi e capire che il suolo che calpestiamo è nostro, ma nostro per davvero. Raccogliere fondi per il giovane Daniele. Recuperare, anche per un solo giorno, uno spazio pubblico abbandonato da anni.

Il clima è di quelli perfetti per giocare al calcio, un insolito sole invernale illumina le disastrose condizioni di un campo troppo bello per essere inutilizzato, ma la tristezza dura poco: palla al centro, si gioca!

Freebacoli vs Rappresentativa Liceo Seneca 4-2 (Josi Gerardo Della Ragione (F) – Sasà Sebastiano (F) – Matteo Petraglia (L) – Davide Capuano (F) – ? (L) – Josi Gerardo Della Ragione (F) ). Partita rognosa, chiusa e riaperta più volte grazie a colpi di classe, di genio e di … beh, ci vuole anche quello.

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Le pagelle di Freebacoli

di Domenico Mazzella

ALESSANDRO PARISI:

Presenza importante a bordo campo, uno di quegli allenatori all’antica tutto catenaccio e contropiede. Si narra che Trapattoni e Lippi da piccoli prendessero appunti da lui. Zeman lo imita, Mazzarri ci prova e Mourinho ci riesce. Quando creò i famosi schemi “ad albero di Pasqua”, “a fila indiana” e “ad alveare dell’ape Maya” tutti si prendevano gioco di lui, continuano ancora…Mette in campo una squadra quadrata e compatta nonostante la discutibile scelta tecnica iniziale di non schierare il suo cane Endriu e mettere al suo posto Dario Perreca. a fine partita, in perfetto stile Conte, rifiiuta di rilasciare interviste dicendo:”mi si scuoce la pasta”. MONUMENTO. VOTO: 8,5

DARIO PERRECA:

All’inizio schierato in porta, poi a centrocampo e poi esterno destro. Versatile ed eclettico come il miglior De Rossi quando è a letto con la pubalgia, dà spesso l’impressione di poter fare di meno invece che di più, il che è preoccupante. Le condizioni fisiche non sono delle migliori e preferisce non forzare. Rischia uno stiramento muscolare quando si china a prendere la borraccia ma stringe i denti e va avanti. Messo in campo contro i pareri della critica sportiva, fa di tutto per ripagare la fiducia dell’allenatore e ci rimette 20 euro. L’unico giocatore al mondo a dare del Lei al pallone e a giocare con l’Hi-Phone in tasca. Fiuta qualche infiltrazione camorristica persino nell’arbitraggio e da lì in poi è in polemica continua con l’arbitro. La prova tv lo inchioderà avendolo ripreso mentre espetturava in faccia ad un avversario, reo di avergli detto che la maglia rossa non si intonava con il pantalone. Per il resto, soffre tremendamente per non aver potuto indossare la sua solita camicia. Curiosa la scelta tecnica di scendere in campo con gli occhiali da sole ma la messa in piega era, del resto, perfetta. A fine partita ci ha tenuto a precisare che usa Clear e di diffidare delle imitazioni sponsorizzate da quel Ronaldo di cui tanto si parla. UOMO IMMAGINE (SFOCATA). VOTO: 6

ANTONIO CARANNANTE:Mastino difensivo, smentisce Ligabue non avendo nè i piedi buoni nè i polmoni. Ruvido come pochi altri, salva molte situazioni spazzando senza se, senza ma e senza neanche i forse. Gli chiedono di usare il fuorigioco e lui esce dal campo. A fine partita il suo contapassi segna 200 metri percorsi e li sente tutti. Quando gli hanno detto che era un difensore di ferro, ha fatto testamento disponendo di essere buttato in un bidone per il multimateriale pesante. OLIO ESAUSTO. VOTO 7

DANILO CORINI:

Distratto dalla possibilità di riparare l’impianto di illuminazione al vetusto campo di Cuma, difende energicamente il risultato anche quando si partiva dallo 0-0. Spazza il campo in lungo e il largo con le sue scivolate e dà legnate quando serve e anche quando non serve. Non si è notato ma durante la partita si è depilato tre volte con scarsi risultati. Al momento dello scambio delle magliette ha dovuto giurare sul suo credo di averne addosso una soltanto. UOMO DI NEANDERTHAL. VOTO: 7,5

ENZO CHIOCCA:

Il look tutto barba e capelli lunghi lo fa sembrare il Metzelder dei tempi d’oro pur non avendone la famosa fisicità. Mette in campo tutta la sua esperienza che non ha e tutte le sue “doti nascoste”. Si narra che al momento dei calci d’angolo, in tanti temessero di essere marcati da lui. Corre a perdifiato senza perderlo per tutta la sua area di competenza (circa tre metri di diametro) e ammonisce il collega di reparto/cugino per sport. Non Pendolino ma PENDOLARE. VOTO: 7

DARIO GRANDE:

In nomen omen dicevano i latini, e in effetti il suo essere grande lo dimostra assai meglio di alcuni omonimi rappresentanti comunali. Spadroneggia sulla fascia sinistra e fa razzie quando può. Ad inizio partita ha detto: “mi ispiro a Dani Alves”.Dani Alves l’ha querelato. MAGNO. VOTO: 7,5

PASQUALE MERONE:

Nel pre partita aveva annunciato di non essere pronto. A partita iniziata si capisce subito che è uno che non mente, uno di cui ci si può fidare. Si rende protagonista di interessanti scambi davanti e dietro con Chiocca e Della Ragione, e solo i malpensanti coglieranno inesistenti doppi sensi. Mette in risalto le sue qualità in alcuni uno contro uno persi miseramente ed in alcune discese sulla sua fascia di competenza, una delle quali ha fruttato un gol non si sa come nè perchè. CONSAPEVOLE. VOTO: 7

SASà SEBASTIANO:

A fine partita il bilancio è positivo: 1 gol, innumerevoli sigarette e palloni persi quanto basta. Protagonista di alcuni avvicendamenti in campo al limite del regolamento; nel frattempo si riposa e flirta con una stangona accorgendosi solo alla fine che si trattava del palo della luce: la fatica gioca brutti scherzi. Si vanta di bere Uliveto ma non è nè pulito dentro nè bello fuori. CINICO. VOTO: 7

MARCO DI MEO:

Sorpreso dalle telecamere mentre mandava amorevoli baci alla partner a bordo campo, mostra a tutti di venire dall’ovile dell’antica Sosandra, di cui porta teneramente ancora i calzini mai lavati per scaramanzia. Si piazza a centrocampo ed imposta con la consapevolezza di chi sa non si sa cosa, ripiega e si fa vedere in avanti con continuità. Suo l’assist per il primo gol di Della Ragione, nasconde bene il fatto di aver voluto tirare. Distribuisce palloni in quantità industriale e Perreca comincia ad indigare per sospetti sversamenti nel lago Fusaro. PIRL..mettete la vocale che più vi aggrada. VOTO: 8

DAVIDE CAPUANO:

Traditore come Scillipoti, gioca contro i suoi ex compagni vista l’offerta di ingaggio più alta. Si nota subito la freschezza tipica che solo i salumi a quell’età posseggono. Segna e non esulta, ma perchè non si rende conto di aver segnato. A fine partita è deluso quando scopre che l’offerta di ingaggio consisteva in una notte con Della Ragione: ha sdegnosamente rifiutato. GRANDI SPERANZE. VOTO: 8

MARIAROSARIA SCHIANO:

Solido portiere di esperienza, non fa piacere ai fotografi con voli ed interventi da cineteca perchè semplicemente sa qual è il suo posto. Parecchie volte vista a marcare il palo, si è scusata dicendo che “le scappava”. Si narra che scrivesse articoli mentre il gioco si svolgeva dall’altra parte del campo. VEGETARIANA. VOTO: 7

GIOVANNA DELLA MONICA:

Riesumata da non si sa dove, fa capire a tutti che gli attributi sono importanti solo in senso lato. Entra e esce più volte dando tregua alla milza di Perreca e garantisce forze fresche in campo. La paura è tanta quando una folata di vento un pò più forte rischia di farla ritrovare a Lucrino, ma lei si aggrappa alla folta capigliatura di perry scoprendone il parrucchino. RESISTENTE. VOTO: 7

JOSI GERARDO DELLA RAGIONE:

Capitano per indole, gestisce la squadra da lontano, da lontanissimo. Ama la legalità a tal punto da definirsi bomber e non “rapinatore” d’area. Si piazza lì davanti e guarda tutto come solo i grandi campioni sanno fare. L’unico al mondo a poter sfilare il quarto pallone d’oro a Messi ha offerto l’ennesima prestazione da manuale, con due gol all’attivo e tanta, tanta tatttica. Una volta accortosi che mettersi lì davanti non faceva arretrare gli avversari ha preferito continuare lo stesso per coerenza. Sempre sul filo del fuorigioco come Inzaghi, a fine partita ha lavato i piedi agli avversari scambiandoli per gli apostoli. La sua abnegazione è tale che ha lavato lui le mani a Pilato quando fu. Il periodo della Natività lo rinfranca e non si accorge nemmeno di avere 2012 primavere. Milito ha detto: “da grande voglio essere come lui”, ma Milito è già grande, e questo la dice lunga. ILLUMINATO. VOTO: 8,5

Le pagelle del Liceo Seneca

di Raffaele Pugliese

Vittorio Ambrosino:

E’ meglio che il rappresentante continui a fare il rappresentante. Inizia facendo il difensore centrale, ma è poco deciso nei contrasti, favorendo troppe azioni per gli avversari, inoltre essendo capitano gli viene concesso il lusso di tirare il primo rigore della partita, provando con un cucchiaio mal fatto. Nel secondo tempo, con un cambio di schema, si sistema in porta dove fa alzare un po la media: 5

Peppe Aiello:

Trequartista, anche se tre quarti sono i minuti in cui non si correva da parte di tutti. Buone le sue giocate, anche se non molto incisive. Si crea un paio di occasioni rendendosi pericoloso con un colpo di testa e dopo su una punizione. Ma non riesce a trovare il gol: 6.

Antonio Scamardella:

Esterno, in tutti i sensi, non fa neanche parte della scuola, molto bravo, purtroppo le situazioni non gli sono state a favore, . Quello che poteva fare l’ha fatto con grande grinta. 6,5

Antonio Scotto Di Vetta:

Prestazione quasi alla Vittorio, e voglio dire che se giochi come Vittorio non potrai mai avere una carriera nel calcio. Molto meglio nei contrasti e nella volontà rispetto al “rappresentante”, 5,5

Antonio Lubrano:

Molto veloce sulla fascia, avanti e indietro in qualsiasi parte del campo, sembra fare il teletrasporto e trovarsi quando vuole, dove vuole. Si rende molte volte pericoloso sulla sua fascia con accelerazioni improvvise che sorprendevano gli avversari, neanche lui però riesce ad essere decisivo per la partita comunque bella prestazione 7

Matteo F. Petraglia :

Beh.. si è reputato un attaccante boa, ma aveva le radici al posto dei piedi. Ha avuto mille occasioni procurate dai compagni di squadra per farlo andare in gol, però davanti alla porta non riusciva a concludere bene, o non riusciva a concludere per niente. Il suo unico gol è su rigore.. e che rigore! La prossima volta ti portiamo bombole d’ossigeno 6

Marco Petraglia:

Il “Pirlo” della situazione, davanti alla difesa a dare supporto per i continui contropiedi che facevano i ragazzi di Freebacoli, gestiva bene alcuni lanci, non tutti perfetti, ma una prestazione sufficente 6,5!

Peppe Lucignano :

Più a terra che in piedi. Ogni volta che doveva essere fatto un passaggio un pò piu lungo lui si trovava disteso ad abbracciare l’erba e il fango del campo, ma comunque corre come un pazzo e non si ferma mai, si sacrifica molto per la squadra ma la squadra non ricambia. La prestazione è una delle migliori nonostante la sconfitta 7

Gabriele Del Gaudio :

Migliore in campo, sistemato in primis al centro campo dove si sacrifica parecchio sia in attacco che in difesa. Infatti nel secondo tempo, spostato a fare la punta, ci volevano bombole d’ossigeno pure per lui. La prestazione comunque è la migliore per la squadra dei liceali che senza di lui probabilmente avrebbe smesso di crederci da parecchio. 7,5

Raffaele Pugliese :

Beh, oltre al fatto che non doveva giocare, perché diciamo che i “titolari” hanno appeso per il sonno più profondo, ha fatto quello che poteva, ma il calcio non è la sua passione, c’ha provato e ha cercato di dare il meglio di se. Il voto non me lo do!

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