Conferenza stampa “Anche Bacoli è terra di camorra”: gli interventi dei partecipanti – Video

camorra, bacoli, sel, anna illiano, michele amirante, josi della ragioneIl 17 novembre scorso, Freebacoli, Sinistra Ecologia e Libertà ed il Coordinamento delle Periferie hanno indetto una conferenza stampa presso la Chiesa di Bellavista per presentare e rendere note alla cittadinanza le motivazioni per cui in data 6 novembre 2012, è stata presentata una mozione per richiedere l’acquisizione dei beni confiscati alla camorra a patrimonio comunale.
Non a caso è stata scelta la Chiesa di Bellavista, luogo simbolo, in quanto si tratta di un bene sequestrato alle Mafie e affidato alla Chiesa nel 2000 dall’allora amministrazione di centrosinistra. L‘altro bene sequestrato e confiscato nel 2003, ma inutilizzato dalle amministrazioni che si sono susseguite fino ad oggi è Villa Ferretti.
Un Comune indifferenteMa a Bacoli esiste un altro bene sequestrato alla criminalità organizzata con sentenza definitiva sito nei pressi di Bellavista. Nell’ Aprile 2011 l’Agenzia Nazionale per i Beni Confiscati chiedeva all’amministrazione di comunicare, se fosse interessata all’acquisizione nel patrimonio comunale della casa. La risposta è arrivata soltanto il 16 marzo 2012 ed è stata negativa: ha infatti comunicato di non essere interessata all’acquisizione poiché si tratta di un bene abusivo, lontano dal centro, non pensando alle potenzialità che quel bene potrebbe avere per la comunità bacolese.
“Anche Bacoli è terra di Camorra”- Parte 1
Il 3 Aprile 2012, il segretario generale del comune, s’era detto disponibile a far esaminare la questione nel consiglio comunale entro quaranta giorni; ma la questione non è mai stata portata in Consiglio comunale e neanche presentata alla conferenza dei capigruppo. È bene ricordare che solo i due Consiglieri membri del Gruppo Indipendente hanno deciso di firmare la mozione, ed è stato impossibile riuscire a coinvolgere gli altri.
I Beni della Camorra al Servizio della PopolazioneIl significato simbolico della trasformazione di questi beni in luoghi sociali, di promozione di diritti, a servizio della cittadinanza è fortissimo. La legge n. 109/96 sul riutilizzo sociale dei beni confiscati alle mafie prevede l’assegnazione dei patrimoni e delle ricchezze di provenienza illecita soggetti – associazioni, cooperative, Comuni, Province e Regioni – in grado di restituirli alla cittadinanza, tramite servizi, attività di promozione sociale e lavoro.
“Anche Bacoli è terra di Camorra” – Parte 2
Gli obiettivi sono dotare i territori, di strutture da destinare ad attività sociali per esempio centri di aggregazione giovanile, strutture per favorire attività culturali di cui il nostro paese è sprovvisto e che hanno un ruolo fondamentale nella prevenzione, nell’educazione alla legalità, nella creazione di una coscienza collettiva e nello sviluppo delle personalità dei più giovani che sempre più spesso nei nostri territori si trovano in balia della strada non avendo nessuna concreta alternativa.
“Anche Bacoli è terra di Camorra” – Parte 3
Recupero Sociale
E’ bene precisare che anche se il problema fosse rappresentato dall’ abusivismo della struttura edilizia presente in loco ( che dovrebbe essere abbattuta ), rimarrebbe ugualmente un suolo che potrebbe essere utilizzato nella produzione di prodotti biologici, enogastronomici, come il progetto di “Libera Terra”, legato all’ associazione Libera che ha l’intento di promuovere la lotta alle mafie, la legalità e la giustizia, presieduta da Don Luigi Ciotti; oppure il terreno potrebbe essere utilizzato per l’economia locale previa istituzione di cooperative sociali, fonti di lavoro ed occupazione giovanile.
 “Anche Bacoli è terra di Camorra” – Parte 4
Compito di ogni amministrazione è dare un segnale forte sul tema della legalità, non si può restare indifferenti a temi così importanti per un’intera comunità e liquidare la questione utilizzando la scusa dell’abusivismo. Nella lotta alle Mafie anche i piccoli gesti sono importanti.
“Anche Bacoli è terra di Camorra” – Parte 5

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