Proteste al Depuratore, il “Caso Cuma” è in Parlamento: “Sperperati Milioni di Euro”


Dopo la protesta delle associazioni ambientaliste, il cattivo funzionamento del depuratore di Cuma diventa un “caso nazionale”: a portare la questione in Parlamento è il deputato Francesco Barbato.

Arriva con un’interrogazione a risposta scritta, protocollata il 5 settembre, posta all’attenzione del Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, e del Ministro della Giustizia, la prima risposta della politica italiana alle manifestazioni messe in campo dalla cittadinanza attiva flegrea e napoletana.

Mobilitazione promossa nel corso dell’ultima stagione balneare a causa dei timori e delle preoccupazioni determinate in special modo per la situazione delle acque lungo la costiera amalfitana e da Cuma a Castellammare di Stabia.

Problematica riportata alla ribalta delle cronache regionali attraverso un articolo apparso sul Corriere del Mezzogiorno, lo scorso 7 agosto, a firma del giornalista Fabrizio Geremicca e che punta l’attenzione sull’ “insufficiente depurazione delle acque campane che insieme all’eccessivo apporto di nutrienti scaricati dall’uomo a mare favorisce i banchi di mucillagine che stanno rovinando nuotate e gite in barca”.

L’Articolo del Corriere del Mezzogiorno

L’articolo informava che: “Il punto è che nessuno dei più importanti depuratori in funzione in Campania è a norma, rispetta i parametri imposti dalle leggi europee. Da nord a sud, ecco la mappa di impianti che, nel migliore dei casi, funzionano a scartamento ridotto. Acerra, Marcianise, Napoli Nord, Orta di Atella (sfociano tutti nei Regi Lagni) e Cuma (immette le acque trattate nel mare di Licola), i depuratori che furono realizzati dalla Cassa per il Mezzogiorno e che furono affidati nel 2006 alla Hydrogest affinché li potenziasse, non hanno la linea deputata all’abbattimento dei fosfati”. 
“Delle sostanze, vale a dire, che giocano un ruolo fondamentale nei processi di eutrofizzazione delle acque e quindi di generazione delle mucillagini. Sono, inoltre, carenti anche in molte altre fasi del processo depurativo, nonostante alcuni interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria realizzati da un paio di anni ad oggi. Più a sud, ecco il depuratore di Napoli est, in via de Roberto. Proprietà della Regione, fu affidato tempo addietro a Termomeccanica. Riceve liquami di quasi un milione di abitanti. Ha una linea chimico fisica ed una di trattamento dei liquami attraverso i batteri, ma entrambe avrebbero bisogno di consistenti interventi di potenziamento. Del tutto assente il sistema di abbattimento dei fosfati”. 

“Nel 2000 una delibera regionale avviò il bando per affidare ad un privato, con la finanza di progetto, le opere indispensabili. Dodici anni più tardi la gara è stata annullata e neppure uno degli interventi previsti è stato effettuato. Neppure l’attivazione delle condotte sottomarine esistenti, che porterebbero almeno le acque in uscita dal depuratore al largo, anziché scaricarle in battigia. Resta inattuato, da parte della Regione, anche il collegamento tra il depuratore di Napoli est e quello di San Giovanni”;

La Mobilitazione Popolare

Dall’articolo si è poi passati al testo sottoscritto dal deputato di opposizione.

A ciò si aggiunge che cinque associazioni ambientaliste, si sono mobilitate per protestare contro il mare sporco in costiera amalfitana, promuovendo una petizione popolare per chiedere la depurazione totale delle acque reflue e proponendo una task force nell’ambito della Conferenza dei sindaci incaricata di fare una analisi della situazione e di seguire gli sviluppi dei lavori di realizzazione dei suddetti sistemi di depurazione.

“La costruzione dei cosiddetti «depuratori» è costata milioni di euro alle casse italiane indi ai cittadini oggi vessati da sacrifici e tasse – scrive Barbato – l’inquinamento marino e costiero comporta un duro colpo economico al comparto turistico. A parere dell’interrogante i fatti esposti sono gravi e tali da richiedere un intervento immediato di analisi delle acque antistanti le coste citate per valutare la gravità dell’inquinamento prodotto, procedere alla quantificazione esatta dei fondi stanziati nel corso degli ultimi venti anni per la costruzione delle opere depurative campane, e individuare responsabilità di costruttori e amministratori passati”.
Ed è per questo che Barbato chiede ai Ministri “di assumere iniziative normative volte a inasprire le pene per i reati in materia ambientale per tutelare la salute umana e dell’ecosistema oggi fortemente compromessi dall’incuria e dalla disonestà dell’uomo”.

Redazione Freebacoli
freebacoli@live.it

14 pensieri riguardo “Proteste al Depuratore, il “Caso Cuma” è in Parlamento: “Sperperati Milioni di Euro”

  • 21 Settembre 2012 in 16:19
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    Sociologia Flegrea
    Magari! La cosa più elementare da fare, la più difficile.

    Risposta
  • 21 Settembre 2012 in 19:50
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    Giusy Monica
    e speriamo di riportare l attenzione a qualcuno di coscienza…(ma ho i mie dubbi..!!)mmmh…

    Risposta
  • 21 Settembre 2012 in 19:52
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    Max Mir
    FINALMENTE. ERA QUELLO CHE PROPOSI QUALCHE SETTIMANA FA.

    Risposta
  • 21 Settembre 2012 in 19:52
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    Max Mir
    finalmente. grazie jose’ . ricordi era quello che speravo!!! grazie

    Risposta
  • 21 Settembre 2012 in 19:53
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    Risonanze Mediatiche

    IL DEPURATORE DI CUMA TORNA AGLI ONORI DELLA CRONACA GRAZIE AL BLOG FREE BACOLI

    Risposta
  • 21 Settembre 2012 in 22:52
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    Quante storie per un po’ di cacca!!!

    Risposta
  • 22 Settembre 2012 in 06:32
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    ma dove erano in questi anni il WWF Legambiente e tutte le altre associazioni ambientaliste?
    Quando si tratta di prendere soldi pubblici sono sempre presenti,quando si tratta di fare qualcosa di concreto sono fantasmi.

    Risposta
  • 22 Settembre 2012 in 07:15
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    queste parole mi giungono nuove………sperpero di denaro, ruberie, politici inquisiti e concussi, inquinamento ambientale, il depuratore che non funziona………. ma in che paese viviamo???

    Risposta
  • 22 Settembre 2012 in 11:05
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    Macchie D’inchiostro
    certo come no. ma chi ci crede?????????

    Risposta
    • 22 Settembre 2012 in 12:40
      Permalink

      Vincenzo Pugliese
      poi glie li faranno restituire il maltolto (chissa a quanti miliardi ammonta, tutti soldi che dovevano servire per riparare le vasche , aggiornare i processi produttivi e di manutenzione ordinaria e straordinaria invece sono finiti nelle tasche di pochi spesi in ville, case al mare, macchinoni, conti nascosti altrov etc;

      Risposta
    • 22 Settembre 2012 in 12:40
      Permalink

      Macchie D’inchiostro
      BHE , NON CI RESTA CHE AUGURARGLI UNA MALATTIA RARA, LENTA E DOLOROSA. DOPOTUTTO, ANCHE LORO VIVONO IN QUESTO AMBIENTE AVVELENATO.

      Risposta
    • 22 Settembre 2012 in 12:40
      Permalink

      Vincenzo Pugliese
      si ma poi tanto il bagno se lo vanno a fare dove il mare è pulito(e dove i depuratori vengono gestiti meglio) tanto hanno i soldi (rubati)

      Risposta
  • 22 Settembre 2012 in 13:46
    Permalink

    Senza retorica e demagogia, bisogna ricordare che nel passato partiti politici (verdi) e associazioni hanno fatte battaglie per l’ambiente senza raggiungere risultati. E’ sotto gli occhi di tutti il territorio campano che per 20 anni ha visto addirittura presidenti di province appartenere a VERDI. Le battaglie servirono solo ed esclusivamente per la crescita elettorale. Oggi tocca al consigliere Josi coprire quel ruolo fallito da tanti perchè interessati ad altri problemi….. Caro Josi una noce nel sacco non fa rumore, è una questione di crescita culturale e non una battaglia politica. I politici cambiano, ruotano, il popolo rimane.

    Risposta
    • 23 Settembre 2012 in 15:21
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      ma per piacere,josi il salvatore del mondo?già ho letto troppe amenità su questo blog.

      Risposta

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