Amministrazione alla Sbarra: Spesi per "Esigenze Istituzionali" i Soldi per le Analisi delle Acque di Bacoli

I metodi, le priorità e le intime logiche che muovono un organigramma governativo, spesso si celano proprio nei piccoli sperperi di danaro pubblico, fatti passare silenziosamente tra la popolazione e la città: Bacoli spende 3200 euro per mettere alla sbarra l’amministrazione Schiano.

Tutto ciò mentre si continua a non muovere un sol dito per la realizzazione di nuove analisi dell’acqua e dei sedimenti marini, e per la soppressione dello scellerato ed inquinante parcheggio allestito abusivamente sulla spiaggia di Marina Grande, a due passi dalla Tomba d’Agrippina e da Baia sommersa.
E’ con un’operazione di “auto-trinceramento” che l’esecutivo paesano ha dato il via libera all’ultimo sperpero di danaro pubblico, investito sia per assicurare più agevoli procedimenti istituzionali (e di casta) che per snellire il lavoro dell’esiguo comando di polizia municipale.
Una duplice funzionalità garantita dall’indispensabile ed inderogabile acquisto di una sbarra elettrica posta  dinanzi alle porte del municipio di via Lungolago, e che andrà a delimitare un’area parcheggio (da una decina di posti) ove potranno sostare, con meno apprensioni istituzionali, “autovetture dei signori componenti la Giunta Comunale e dei Consiglieri Comunali”.
Ma andiamo con ordine.
Da tempo la casa comunale è munita, nella zona che affaccia su via Lungolago, di un esiguo parcheggio destinato alle autovetture di sindaco, assessore e consiglieri comunali.
Da altrettanto tempo quest’area viene utilizzata indiscriminatamente da chiunque riesca a trovare uno spazio libero. Senza che alcun’autorità competente, nel pieno delle proprie funzionalità, abbia mai pensato a comminare sanzioni tributarie o richiami di altra natura.
E perciò, così come sancito dalla determina dello scorso 11/02/2011 ad oggetto:  “Installazione sbarra elettrica piazzale antistante il Palazzo Municipale in via Lungolago 4”, l’amministrazione Schiano , “visto che il posizionamento di segnaletica verticale di divieto di sosta nell’area antistante il Palazzo Municipale non è rispettato e che l’utilizzo di personale del Corpo della Polizia Municipale, richiederebbe la presenza di due vigili urbani, da utilizzare in due turni giornalieri” ha deciso “per un corretto svolgimento delle funzioni istituzionali” d’installare una sbarra elettrica a delimitazione di detta area;
Un’idea risolutiva con cui si va ad accollare sulle spalle della cittadinanza una spesa pari a 3200 euro, utile per pagare “ditte operanti nel settore, in vista dell’installazione di una sbarra elettrica, comprendente i lavori di scavo per la posa in opera di nuova linea elettrica di alimentazione, di quadretto elettrico, fotocellule, sbarra di lunghezza di mt. 3,80, con dispositivo di sblocco e pompa idraulica a lobi”.
Ma le perplessità, anche se la cifra appare essere in un primo momento alquanto irrisoria, non mancano a tardare, sviluppandosi su due diversi canali di considerazioni.
Innanzitutto è impossibile non sottolineare l’assoluta inutilità della spesa: bastava munire assessori e consiglieri di un bollino colorato da sistemare in macchina e, di riflesso, sollecitare di tanto in tanto chi di dovere a sanzionare e richiamare gli impavidi automobilisti rei di aver sostato in “area riservata al parcheggio istituzionale”.
Tanto, ed è cosa appurabile da tutti, non solo i vigili urbani (la cui stazione dista pochi metri dal municipio) pullulano nelle prossimità della villa comunale (posta di fronte al parcheggio incriminato), ma la stessa casa comunale è munita, da diversi mesi, di uno specifico rappresentante dei caschi bianchi del Comune di Bacoli, che, nel pieno delle proprie funzioni, potrebbe affacciarsi dal portone centrale della “Casa Bianca” flegrea e, facendo esattamente quattro passi, sanzionare e richiamare i cittadini proprietari di autovetture “non istituzionalizzate”.
Tutto ciò (acquisto bollini colorati e ottimizzazioni vigili urbani) avrebbe previsto una spesa non superiore ai 5 euro. Invece, per motivazioni inconcepibili, se ne sono sperperati 3200.
In seconda istanza fa rabbia pensare che la “sbarra istituzionale” abbia avuto la priorità rispetto a problemi ben più gravi che, con un investimento meno esoso di quello sopradescritto, sarebbero stati affrontati e, per alcuni di essi, anche risolti.
Con 2800 euro, soltanto nell’estate del 2009, i comitati civici dell’area flegrea sovvenzionarono delle analisi private delle acque e dei sedimenti marini, realizzate dal prof. Benedetto De Vivo, dell’Università Federico II . 
Prelievi che, oltre ad analizzare parametri biologici già in parte rilevati dall’Arpa Campania, tenevano in considerazione anche parametri di tipo chimico.
Dal giugno del 2010 si esorta la nuova amministrazione, così come richiesto anche da De Vivo, a trovare denaro per realizzare nuove analisi utilissime per appurare la reale qualità delle acque marine del nostro territorio.
“Non ci sono soldi”, asserivano gli uomini delle istituzioni. “Mò vediamo”, rimbrotta ancora oggi qualche altro membro di governo.
Con poche decine di euro, infine, si andrebbe finalmente a porre la parla “Fine” sull’abuso più legalizzato e non sanzionato della città: il parcheggio allestito addirittura sulla spiaggia di Marina Grande.
Basterebbe acquistare dei paletti o, cosa ancor più elementare, monitorare l’area con vigili urbani e sanzionare i trasgressori.
Inutili sembrano esser state, ad oggi, le segnalazioni scritte di cittadini e rappresentati politici ed in cui, qualora non fosse evidente, si rimembrava che la presenza di autovetture e ciclomotori in spiaggia determina, inequivocabilmente, la presenza di benzene, olio e di resti di pneumatici che, in quanto rifiuti pericolosi e speciali, non potranno di certo non nuocere le centinaia di bagnanti che in estate affolleranno proprio quell’arenile.
Alla ricerca, senza dubbio, di relax e non di certo di infezioni o malattie di diversa ed ancor più grave natura.
Problemi concreti, seri e reali (che riguardano la salute pubblica cittadina) a cui le istituzioni governative non pongono la giusta attenzione.
Forse perché, tra sequestri di fascicoli, presenza dell’Antimafia e rinvii a giudizio, risultano essere perpetuamente ossessionati dal concetto “astratto” di sbarra.
Simbolo da cui alcuni cercano perpetuamente di fuggire, mentre altri, in vista di una futura familiarità, decidono di porre direttamente sotto le proprie finistre, per cominciarne ad gustare il sapore.
Redazione Freebacoli
freebacoli@live.it

4 pensieri riguardo “Amministrazione alla Sbarra: Spesi per "Esigenze Istituzionali" i Soldi per le Analisi delle Acque di Bacoli

  • 11 Marzo 2011 in 06:58
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    ma quale centociquantanni di storia d' italia….la lega divide e parlano ancora di Italia unita…ma Sindaco proprio Lei che è legato a sti ladri difattisti leghisti ed è pure amico, vuole festeggiare i 150 anni….suvviaaaa vada a fare la politica Berlusconiana da altra parte, ormai qui è carta conosciuta: SCOTTEX…non finisce maiiii……

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  • 11 Marzo 2011 in 08:29
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    si sarebbe ottenuto lo stesso risultato con una bella catenella di quelle a cui si appende il segnale di divieto di sosta e tutto si risolveva…

    Risposta
  • 11 Marzo 2011 in 16:08
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    Vale la pena commentare?
    Totò diceva: "e io pago"

    Risposta

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