Biblioteca pronta, Biblioteca chiusa: Dagli Abusi di Coppola, ai Controlli di Balsamo

Biblioteca c’è, biblioteca non c’è.
Sembra vedere la luce l’ultimo rebus “made in Bacoli” relativo alla mancata riapertura della biblioteca comunale spostata, per volontà del commissario prefettizio Umberto Cimmino ed in attuazione di vincoli ed impegni già presi con la Comunità Europea, dalla struttura comunale di via Gaetano De Rosa, al piano terra della maestosa villa Cerillo. “In seguito al completamento della risistemazione della biblioteca, siamo pronti per terminare la compilazione della scheda della valutazione dei rischi, così come previsto dal D.Lgs. 626/94 – ha asserito nella mattinata di mercoledì 12 Maggio 2010 il coordinatore degli uffici tecnici del Comune di Bacoli, Michele Balsamoe perciò posso asserire che, entro i prossimi sei giorni, la biblioteca sarà nuovamente riaperta al pubblico. Dichiarazioni rassicuranti le quali, se da un lato alimentano le speranze di numerosi cittadini e funzionari pubblici, dall’altro lasciano l’amaro in bocca per le lungaggini burocratiche e tecniche per cui si è dovuto attendere più di 25 giorni per permettere a tale ufficio comunale di ricominciare a funzionare a pieno regime: “I lavori relativi allo sfratto della biblioteca presso la struttura di villa Cerillo erano già completati verso la metà del mese di Aprile e per tale motivo – ha asserito la responsabile del “polo culturale” locale – già il 21 Aprile inviavo una lettera allo stesso Michele Balsamo per informarlo del completamento del trasloco. Da quel giorno, proprio perché non ho ricevuto ancora alcuna risposta per iscritto, attendo disposizioni ufficiali per poter definitivamente aprire le porte della biblioteca a tutti i cittadini che, già numerosi, sono accorsi per poter usufruire dei servizi posti a loro disposizione”. Un’informativa del mese passato la quale è stata visionata anche da Aldo Aiello, responsabile dell’ VIII Settore comunale relativo allo “Sviluppo Culturale e Turistico”: “Ho parlato personalmente con Balsamo al quale ho chiesto di rilasciare i pareri tecnico-igienico-sanitari, per poter definitivamente permettere l’apertura del sito. Adesso, nonostante già sia passato diverso tempo – conclude Aiello, tra le perplessità di alcuni dipendenti presenti sul posto – speriamo che nei prossimi giorni la situazione possa concludersi per il meglio”. Un parto sofferto per il quale, per meglio comprendere lo stupore relativo all’eccesivo prolungamento della chiusura del sito, basta riportare la comunicazione ufficiale presente presso il portale della biblioteca cittadina: “Comunichiamo agli utenti che la biblioteca comunale resterà chiusa al pubblico per un breve periodo, per permettere di effettuare il trasloco di tutto il materiale nella nuova sede di Villa Cerillo. Il trasloco – continua la comunicazione trascritta il 16 Marzo 2010avverrà nel più breve tempo possibile e contiamo di riaprire al pubblico al massimo entro la fine di marzo. Vi aspettiamo nella nuova sede di Villa Cerillo”. Inoltre, a puntellare una questione già di per sé abbastanza complicata, va rimembrato un episodio che la rende a dir poco surreale. Difatti, così come si apprende sia dal carteggio relativo al progetto utile per ricevere i finanziamenti europei del Por Campania 2000/06 che da una serie di dichiarazioni proferite in Consiglio Comunale, la ristrutturazione di villa Cerillo doveva essere utile per la creazione di un polo culturale ove poter inserire, tra le altre cose, una biblioteca ed una pinacoteca.
Disposizioni, da poco messe in effettiva esecuzione, le quali sono state puntualmente disattese per anni e anni dagli organi competenti e di controllo poiché, la stessa villa Cerillo è stata abusivamente occupata ed utilizzata dal sindaco Antonio Coppola, dalla sua segreteria e dalla sua giunta, come ufficio amministrativo. Verità indiscutibile, alla quale non possono che seguire responsabilità e colpe gravissime, testimoniate anche dal verbale del Consiglio Comunale tenutosi nell’Ottobre del 2007: “Allegata alla convocazione del Consiglio di questa sera, ho avuto una lettera a firma della responsabile dell’ufficio Staff del Sindaco, dottoressa Penza. La Dottoressa a nome del Sindaco, fa presente a tutti i Consiglieri e Assessori, di anticiparsi per fare le riunioni Consiliari a villa Cerillo. Quindi rilevo che villa Cerillo – asseriva il consigliere indipendente d’opposizione, Giacomo Perrecaoltre ad essere occupata abusivamente, dal Sindaco e dalla sua Giunta, prossimamente sarà occupata abusivamente anche dai Consiglieri Comunali. Io contesto vivamente questa cosa, perché villa Cerillo è stata acquistata dal Comune di Bacoli con delibera del 1985, numero 85, affinché si costituisse un polo culturale, e invece oggi è occupata da uffici Amministrativi. La delibera del 1985 assume apposito impegno di spesa al capitolo “37.50 bis, spese per l’acquisto e la manutenzione e la conservazione dei monumenti, e degli immobili destinati a musei” del bilancio 1985 per l’acquisto della villa Cerillo, completa di fondo rustico, che è circa di 19.000 mq sito in Bacoli. Poi è stato progettato il restauro della villa, per polo culturale, e sono stati richiesti e poi rilasciati dalla Regione Campania fondi per la ristrutturazione per diversi miliardi di lire per adibire quel sito del 1800 a polo culturale. Oggi è occupata abusivamente da uffici amministrativi. O si è truffato lo stato, la regione e gli altri o si occupa abusivamente, quindi invito a trasferire immediatamente tutti gli uffici amministrativi alla sede di via Lungolago, e di adibire la struttura a polo culturale come per legge”. Asserzioni sottoscritte in parte anche dal consigliere del Pd, Antonio Barletta: “Il progetto PIT sicuramente prevede una serie di funzioni che non sono di tipo amministrativo, credo nella bontà dell’Amministrazione che sia una situazione provvisoria e non definitiva, perché si può rischiare la revoca del finanziamento. Un abuso “autorizzato” il quale viene acclarato, per iscritto, anche dall’ex assessore coppoliano, Antimo Farro che, in una seduta consiliare del Luglio del 2007 asseriva in una nota: “Il Comune di Bacoli è proprietario di “Villa Cerillo” edificio residenziale risalente alla seconda metà dell’800, attualmente sede di rappresentanza dell’Amministrazione Comunale”.
Illeciti mastodontici, prepotenze amministrative e vergognosi silenzi degli organi di controllo che, al di là delle discutibili lungaggini burocratiche, hanno già fatto passare tre anni dall’effettivo e lecito insediamento della biblioteca presso le sale del parco ottocentesco.

Josi Gerardo Della Ragione
Redazione Freebacoli
freebacoli@live.it

2 pensieri riguardo “Biblioteca pronta, Biblioteca chiusa: Dagli Abusi di Coppola, ai Controlli di Balsamo

  • 13 Maggio 2010 in 14:03
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    Ringrazio vivamente Josi per aver posto attenzione ad un problema a mio avviso molto serio, sul quale non avevo visto ancora convergere l’interesse che merita a causa dell’indifferenza che troppo spesso manifestiamo.
    Non mi riferisco tanto alla tardiva riapertura al pubblico della biblioteca, una disfunzione ovviamente deprecabile; quanto piuttosto alla scarsa considerazione che il servizio in questione ha riscosso negli ultimi anni da parte dei vertici politici ed amministrativi. Oltre al posticipato trasferimento nella struttura di Villa Cerillo, colpevolmente adibita ad usi impropri, mi sento di citare anche l’altro trasloco che solo un anno fa (circa) aveva visto il servizio spostarsi da Via Risorgimento al complesso che ospita diversi altri uffici comunali in via Gaetano De Rosa. A ciò si aggiunga il mancato sostegno, da parte di quegli stessi vertici sopra citati, ad un servizio che funziona, nonostante le carenze.
    La biblioteca culturale riveste una funzione fondamentale per la comunità: opportunità di conoscere ed amare la lettura, supporto per lo sviluppo culturale, ruolo integrativo rispetto all’istruzione. Ed inoltre spazio di socializzazione, uno degli ultimi luoghi dedicati dall’amministrazione ai cittadini che vogliono condividere esperienze comuni, vivere a pieno la propria comunità.
    Tanti ragazzi hanno vissuto la biblioteca di Bacoli come un opportunità per passare il tempo in maniera sana. Una straordinaria cornice nella quale lo studio e l’istruzione hanno rappresentato un’occasione per incontrarsi, approfondire i rapporti interpersonali, diventare amici. E soprattutto per allargare i propri orizzonti, conoscere nuove prospettive: una premessa indispensabile per comprendere a pieno i concetti di “comunità” e di “convivenza civile”.
    Quando in questi ultimi anni ho visto la biblioteca spostarsi da un posto all’altro, essere declassata nella lista delle priorità della giunta, mi è spesso tornato alla mente il surreale epilogo del campo Maremorto. Ormai anestetizzati, straziati dalla cattiva digestione di interventi tutt’altro che logici, rimanemmo indifferenti all’ennesimo delitto nei confronti della socialità, del “pubblico” che ci appartiene direttamente. Con la scusa di buttare giù un muro che ostruiva la visuale, ne sono stati forificati altri centinaia: tutti quelli che molti giovani oggi incontrano, senza la fortuna di poter frequentare luoghi nel quale relazionarsi sia la norma.
    Sono felice di potermi da oggi impegnare in prima persona per invertire questa tendenza.

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  • 13 Maggio 2010 in 15:15
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    decine di utenti ogni giorno rora costretti ad andare a Napoli o a Monte di Procida… vergogna!!

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